News Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/category/news/ Le notizie sotto un'altra luce Fri, 28 Aug 2026 05:48:56 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.7 https://ilquartopotere.it/wp-content/uploads/2018/12/cropped-icona_512-32x32.png News Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/category/news/ 32 32 Scaringella chiede l’accesso agli atti sui contenziosi del Comune di Corato: «Controllare è un dovere, ma il nostro compito è anche proporre soluzioni» https://ilquartopotere.it/news/politica/scaringella-accesso-atti-contenziosi-comune-corato/ https://ilquartopotere.it/news/politica/scaringella-accesso-atti-contenziosi-comune-corato/#respond Fri, 28 Aug 2026 05:46:54 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43814 Scaringella chiede l’accesso agli atti sui contenziosi del Comune: «Controllare è un dovere. Ma il nostro compito è anche proporre soluzioni» Il consigliere comunale Vito Scaringella ha presentato una formale richiesta di accesso agli atti relativa ai contenziosi in essere del Comune di Corato, con l’obiettivo di ricostruirne consistenza, natura, andamento e possibile impatto economico […]

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Scaringella chiede l’accesso agli atti sui contenziosi del Comune: «Controllare è un dovere. Ma il nostro compito è anche proporre soluzioni»

Il consigliere comunale Vito Scaringella ha presentato una formale richiesta di accesso agli atti relativa ai contenziosi in essere del Comune di Corato, con l’obiettivo di ricostruirne consistenza, natura, andamento e possibile impatto economico sulle casse comunali.

Nella richiesta Scaringella domanda, per ciascun contenzioso e ove possibile, l’indicazione del settore competente, dell’oggetto della controversia, dello stato del procedimento, dell’autorità giudiziaria competente, della data di instaurazione del giudizio, dell’eventuale valore economico, del legale incaricato dal Comune e degli eventuali accantonamenti al fondo rischi.

«Il ruolo di un consigliere comunale non è soltanto quello di partecipare alle sedute del Consiglio. Abbiamo un preciso compito di controllo e vigilanza sull’attività amministrativa e intendo esercitarlo fino in fondo», dichiara Scaringella.

Una verifica che, precisa il consigliere, non nasce dalla volontà di alimentare polemiche o formulare accuse.

«Non parto da una tesi e non cerco colpevoli. Parto dai documenti. Voglio conoscere i numeri, verificare la storicità dei contenziosi e capire se esistano settori dell’Amministrazione maggiormente esposti o situazioni che tendono a ripetersi nel tempo. Solo dopo aver acquisito gli elementi necessari sarà possibile fare valutazioni serie».

Per Scaringella, tuttavia, l’attività di controllo deve avere soprattutto una finalità propositiva.

«Controllare serve davvero se da quello che scopriamo siamo capaci di costruire soluzioni. Se dovessero emergere criticità ricorrenti, dovremo capire come intervenire sulle procedure e sull’organizzazione per prevenire nuovi contenziosi. E sulle pendenze già esistenti bisognerà verificare, caso per caso e nell’interesse del Comune, se ci siano margini per evitare che si trascinino per anni, con ulteriori costi a carico della collettività».

Il tema centrale diventa quindi quello dell’efficienza della macchina amministrativa e dell’utilizzo delle risorse pubbliche.

«Una causa evitata, una procedura migliorata, una pendenza definita quando ne esistono le condizioni possono significare meno spese e meno risorse immobilizzate. Non parliamo di numeri astratti: parliamo dei soldi dei cittadini».

Ed è proprio sulla destinazione delle eventuali risorse liberate che Scaringella pone l’accento.

«Ogni euro che riusciamo a non sprecare è un euro che può tornare alla città. Può significare una strada sistemata, maggiore sicurezza, interventi sulla mobilità, servizi migliori, oppure risorse da destinare alle attività commerciali e a chi fa impresa e crea lavoro sul nostro territorio».

Scaringella ribadisce infine il modo in cui intende interpretare il proprio ruolo in Consiglio comunale.«Non credo in un’opposizione che debba dire no a prescindere, così come non credo che il controllo debba trasformarsi in una continua ricerca dello scontro. Sarò rigoroso nel controllare e altrettanto determinato nel proporre. Quando ci sarà qualcosa che non funziona lo dirò con chiarezza; quando individueremo una possibile soluzione, la porteremo sul tavolo dell’Amministrazione.

La politica è utile quando riesce non soltanto a individuare i problemi, ma anche a contribuire a risolverli.

Prima i documenti, poi i numeri, quindi le proposte. Perché l’obiettivo non è avere ragione contro qualcuno. L’obiettivo è far funzionare meglio Corato».

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Rissa al luna park di Corato, ferito un giovane. Sabato momenti concitati anche per la Polizia https://ilquartopotere.it/news/cronaca/rissa-luna-park-corato-ferito-giovane/ https://ilquartopotere.it/news/cronaca/rissa-luna-park-corato-ferito-giovane/#respond Tue, 25 Aug 2026 15:13:35 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43781 Sarebbero almeno due i momenti di tensione che si sarebbero registrati al luna park di Corato, allestito in occasione della Festa patronale di San Cataldo. Nella notte tra lunedì e martedì, intorno alle 00.30, sarebbe scoppiata una lite tra alcuni giovani per futili motivi. Nel corso della discussione, uno dei ragazzi sarebbe stato strattonato da […]

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Sarebbero almeno due i momenti di tensione che si sarebbero registrati al luna park di Corato, allestito in occasione della Festa patronale di San Cataldo.

Nella notte tra lunedì e martedì, intorno alle 00.30, sarebbe scoppiata una lite tra alcuni giovani per futili motivi. Nel corso della discussione, uno dei ragazzi sarebbe stato strattonato da un gruppo, riportando lievi escoriazioni al braccio e nella zona dell’occhio.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e gli operatori del 118, che hanno prestato assistenza al giovane, medicandolo direttamente sul posto.

Quello della scorsa notte, però, non sarebbe l’unico episodio verificatosi nell’area del luna park durante i giorni della festa.

Già nella serata di sabato, infatti, si sarebbero registrati momenti particolarmente concitati durante alcuni controlli effettuati dalla Polizia di Stato per garantire l’ordine e la sicurezza.

I controlli non sarebbero stati graditi da alcuni soggetti presenti, alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine, che insieme ad altre persone giunte successivamente sul posto avrebbero assunto un atteggiamento minaccioso nei confronti degli agenti. La situazione avrebbe così assunto contorni di particolare tensione.

Al di là dei singoli episodi, quanto accaduto riporta l’attenzione sulle difficoltà che le forze dell’ordine da tempo si trovano ad affrontare nello svolgimento dei propri compiti, soprattutto quando un controllo può trasformarsi in una situazione di forte tensione. Una difficoltà che riguarda non soltanto la necessità di garantire ordine e sicurezza, ma anche la possibilità per gli operatori di svolgere regolarmente la propria attività senza che la loro azione venga ostacolata.

I due episodi restano al vaglio delle forze dell’ordine.

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Quasi 40 minuti di ritardo e fischi: i nuovi fuochi di San Cataldo inciampano in piazza Cesare Battisti https://ilquartopotere.it/news/cronaca/fuochi-san-cataldo-2026-ritardo-fischi-piazza-cesare-battisti/ https://ilquartopotere.it/news/cronaca/fuochi-san-cataldo-2026-ritardo-fischi-piazza-cesare-battisti/#respond Mon, 24 Aug 2026 07:38:42 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43751 Transenne installate a ridosso dell’orario previsto e difficoltà nella gestione del pubblico. Dopo due giornate di festa partecipate e ben riuscite, la novità dei fuochi in pieno centro si è trasformata nella prima vera scivolata organizzativa. La Festa di San Cataldo a Corato aveva superato i primi due giorni con un riscontro che sembrava restituire […]

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Transenne installate a ridosso dell’orario previsto e difficoltà nella gestione del pubblico. Dopo due giornate di festa partecipate e ben riuscite, la novità dei fuochi in pieno centro si è trasformata nella prima vera scivolata organizzativa.

La Festa di San Cataldo a Corato aveva superato i primi due giorni con un riscontro che sembrava restituire l’immagine di una città coinvolta, presente e pronta a vivere i festeggiamenti del Santo Patrono. Poi è arrivato l’appuntamento con quella che era stata annunciata come una delle principali novità dell’edizione 2026: lo spettacolo pirotecnico in piazza Cesare Battisti, non più nell’area tradizionalmente utilizzata nei pressi della stazione.

Una novità pensata per portare i fuochi d’artificio nel cuore della città e accompagnata anche dall’annuncio di uno spettacolo pirotecnico a basso impatto sonoro e ambientale.

Ma, almeno sotto il profilo organizzativo, la serata di ieri ha mostrato più di qualche difficoltà.

Lo spettacolo era previsto per le 00.30. La piazza, nel frattempo, si era già riempita di cittadini arrivati proprio in vista dei fuochi, molti dei quali avevano occupato gli spazi disponibili cercando una posizione dalla quale poter assistere allo spettacolo.

Soltanto quando mancavano pochi minuti all’orario annunciato per l’accensione sono iniziate le operazioni di sgombero dell’area interessata dallo spettacolo e di arretramento del pubblico oltre le transenne.

È stato questo il momento in cui sono emerse le maggiori difficoltà.

Forze dell’ordine e addetti hanno dovuto gestire una piazza già gremita, invitando le persone a spostarsi e cercando contemporaneamente di delimitare l’area necessaria per garantire le condizioni di sicurezza. Un’operazione tutt’altro che semplice, soprattutto per alcune persone con disabilità presenti e per le famiglie con carrozzine e passeggini, per le quali spostarsi improvvisamente in una piazza affollata si è rivelato particolarmente difficoltoso.

Ne sono nate lamentele, discussioni e momenti di tensione.

E, soprattutto, è iniziato il ritardo.

L’orario delle 00.30 è passato senza che lo spettacolo cominciasse. I minuti trascorrevano mentre le operazioni di sistemazione e messa in sicurezza proseguivano. Il ritardo ha inevitabilmente iniziato a spazientire una parte del pubblico e sono arrivate le prime contestazioni.

Poi i fischi.

Una protesta che si è ripetuta mentre cresceva l’impazienza tra le persone ancora in attesa.

Alla fine, dopo quasi quaranta minuti rispetto all’orario annunciato, lo spettacolo è potuto iniziare.

Ed è proprio qui che si arriva al punto.

Perché il problema della serata non sembra essere soltanto il ritardo in sé. Il ritardo è stato piuttosto la conseguenza più evidente di una questione che riguarda la gestione complessiva dell’evento.

Spostare i fuochi nel cuore della città rappresentava una novità significativa. Ma una nuova location comporta anche nuove esigenze: spazi di sicurezza, gestione dei flussi, accessibilità, collocazione delle transenne e soprattutto una pianificazione che consenta di preparare l’area con sufficiente anticipo, senza trovarsi a dover chiedere al pubblico di arretrare quando l’orario dello spettacolo è ormai imminente.

Ed è proprio su questo punto che la novità sembra essere scivolata.

La domanda, allora, diventa inevitabile: piazza Cesare Battisti è davvero il luogo più adatto per ospitare uno spettacolo pirotecnico?

Non è una domanda che riguarda soltanto la visibilità dei fuochi o la loro capacità di creare spettacolo nel cuore della città.

Riguarda soprattutto la gestione di una piazza che, in occasione della festa, può raccogliere centinaia di persone e che deve contemporaneamente garantire sicurezza, accessibilità e possibilità di movimento.

La collocazione centrale può certamente avere dei vantaggi. Porta lo spettacolo dentro la festa, lo rende immediatamente percepibile e contribuisce a creare un momento collettivo nel cuore della città.

Ma proprio questa scelta impone probabilmente una macchina organizzativa ancora più precisa.

Perché, quando si decide di utilizzare una piazza centrale e affollata per uno spettacolo pirotecnico, la gestione degli spazi di sicurezza non può diventare una questione da affrontare soltanto a ridosso dell’orario previsto. La posizione delle transenne e l’arretramento del pubblico dovrebbero essere elementi già chiaramente organizzati e comunicati per tempo.

E forse proprio questo è l’aspetto che si sarebbe potuto prevedere.

La questione assume ancora maggiore rilievo se si considera che lo spettacolo era stato presentato come una delle grandi novità della Festa di San Cataldo 2026. Non soltanto per il nuovo posizionamento in piazza Cesare Battisti, ma anche per la scelta di uno spettacolo presentato come a basso impatto sonoro e ambientale. (Ma quanto “low sound” è stato davvero? Sul tema avevamo già sollevato alcuni interrogativi a pochi giorni dallo spettacolo).

L’attenzione si era concentrata molto sulla novità dei fuochi e sul loro minore impatto dichiarato. Meno, forse, sulla complessità della loro gestione in uno spazio urbano così centrale e affollato.

E così, alla fine, una serata che avrebbe dovuto rappresentare uno dei momenti più attesi della festa rischia di essere ricordata soprattutto per i minuti di ritardo, le transenne, le difficoltà nel far arretrare il pubblico e i fischi di chi non ne poteva più di aspettare.

Questo non significa mettere in discussione l’intera Festa di San Cataldo. Anzi.

Proprio perché i primi due giorni hanno mostrato una buona partecipazione e un significativo coinvolgimento della cittadinanza, quello di ieri appare più come uno scivolone che come una bocciatura complessiva.

Ma ogni novità, soprattutto quando modifica una consuetudine consolidata, dovrebbe essere anche un’occasione per capire cosa funziona e cosa invece va corretto.

E la serata di ieri lascia proprio questo interrogativo: se piazza Cesare Battisti dovrà diventare anche in futuro lo scenario dei fuochi di San Cataldo, sarà necessario interrogarsi non soltanto sulla qualità dello spettacolo, ma sull’intero sistema organizzativo che lo precede.

A cominciare da una domanda semplice, ma tutt’altro che banale:

la centralissima piazza Cesare Battisti è stata davvero pensata e organizzata come il luogo più adatto per questo tipo di spettacolo, oppure la novità ha bisogno di essere ripensata prima di diventare una nuova consuetudine?

I fuochi, ieri sera, alla fine sono arrivati.

Ma i fischi del pubblico hanno lasciato un interrogativo che forse vale la pena non ignorare.

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Addio a Sergio Quatela, ex sindaco di Corato e protagonista della storia politica e amministrativa della città https://ilquartopotere.it/news/politica/addio-a-sergio-quatela-ex-sindaco-di-corato-e-protagonista-della-storia-politica-e-amministrativa-della-citta/ https://ilquartopotere.it/news/politica/addio-a-sergio-quatela-ex-sindaco-di-corato-e-protagonista-della-storia-politica-e-amministrativa-della-citta/#respond Wed, 19 Aug 2026 17:49:37 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43708 «Carissimi amici, Sergio Quatela è tornato alla casa del Padre». Con queste parole, affidate ai social, la moglie ha annunciato la scomparsa dell’avvocato Sergio Quatela, per tutti “Ezio”, come amava farsi chiamare. Le notizie sulle sue condizioni di salute avevano iniziato a circolare nei giorni scorsi, dopo il ricovero in ospedale. Oggi la città di […]

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«Carissimi amici, Sergio Quatela è tornato alla casa del Padre». Con queste parole, affidate ai social, la moglie ha annunciato la scomparsa dell’avvocato Sergio Quatela, per tutti “Ezio”, come amava farsi chiamare.

Le notizie sulle sue condizioni di salute avevano iniziato a circolare nei giorni scorsi, dopo il ricovero in ospedale. Oggi la città di Corato piange la scomparsa di una figura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento della vita politica e amministrativa cittadina.

Avvocato, uomo delle istituzioni e protagonista della stagione politica della Democrazia Cristiana, Quatela era nato a Corato il 6 ottobre 1940. Il suo impegno amministrativo iniziò giovanissimo: dopo l’esperienza da consigliere comunale e quella da assessore, nell’ottobre del 1974 fu eletto sindaco di Corato, incarico che ricoprì fino al novembre del 1978. Fu inoltre segretario politico cittadino della Democrazia Cristiana, ruolo che lo vide a lungo impegnato nella vita politica della città.

Tra le pagine più significative della sua attività istituzionale c’è anche la partecipazione alla Commissione consiliare incaricata di elaborare lo Statuto del Comune di Corato. Un passaggio importante nella storia amministrativa della città, maturato nella stagione della riforma delle autonomie locali, quando Comuni e Province furono chiamati a rinnovare il proprio assetto istituzionale, le regole e gli strumenti della vita democratica. Quatela fu dunque tra coloro che contribuirono alla nascita dello Statuto comunale, prendendo parte alla Commissione consiliare che ne curò l’elaborazione.

Di lui, in queste ore, si susseguono sui social numerosi messaggi di cordoglio e attestati di stima. Ricorrenti sono le parole che ne ricordano il garbo, la raffinata cultura, la perspicacia politica, la disponibilità all’ascolto e quella particolare eleganza umana e istituzionale che ne aveva contraddistinto il percorso.

Con la scomparsa di Sergio “Ezio” Quatela, Corato perde non soltanto un ex sindaco e un protagonista della politica cittadina, ma una memoria vivente di una lunga stagione della storia amministrativa della città.

La nostra redazione si unisce al dolore della famiglia per la perdita dell’avvocato Sergio Quatela.

Di seguito il ricordo del sindaco di Corato, Corrado De Benedittis :

Ho fatto in tempo a salutarlo ieri in ospedale insieme al vicesindaco.
Gli abbiamo portato l’abbraccio del mondo politico e di tanti che gli hanno voluto bene e stimato e che erano in apprensione per le notizie che avevano iniziato a circolare sul suo stato di salute.
Con Ezio Quatela, se ne va un pezzo di storia amministrativa e politica della nostra città.
Non era un uomo di altri tempi, era un signore, col senso delle Istituzioni, che ha frequentato sempre con stile e con la consapevolezza che in quei Palazzi si decide il destino della collettività e cioè della vita di uomini e donne, innanzitutto di chi è più fragile e con pochi strumenti economici e culturali.
Fu sindaco di Corato, segretario politico della Democrazia cristiana e anche amico di mio padre.
Quest’ultima cosa rende in me il Suo ricordo più commosso e denso.
Mi scorrono davanti tante immagini di me bambino con la mano a mio padre, il quale salite le lunghe scale della DC salutava Ezio e come mio padre era solito fare ironizzava e scherzava con conseguenti risate collettive.
Voglio ricordare così, il caro Ezio, consegnandolo agli anni che furono, dentro una temperie di ricordi belli di un bambino, che non c’è più.
Ciao Ezio”.

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Esplosione al bancomat BDM di viale Vittorio Veneto: paura nella notte a Corato. Assalti anche a Trani e Andria https://ilquartopotere.it/news/cronaca/esplosione-bancomat-bdm-viale-vittorio-veneto-corato/ https://ilquartopotere.it/news/cronaca/esplosione-bancomat-bdm-viale-vittorio-veneto-corato/#respond Wed, 19 Aug 2026 06:45:54 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43697 Due forti boati intorno alle 3.30 hanno svegliato i residenti. Un ordigno, presumibilmente una “marmotta”, ha devastato il bancomat BDM. Nella stessa notte assalti anche a Trani e Andria. Paura nella notte a Corato, dove due forti boati, intorno alle 3.30, sono stati avvertiti in diverse zone della città. L’esplosione si è verificata in viale […]

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Due forti boati intorno alle 3.30 hanno svegliato i residenti. Un ordigno, presumibilmente una “marmotta”, ha devastato il bancomat BDM. Nella stessa notte assalti anche a Trani e Andria.

Paura nella notte a Corato, dove due forti boati, intorno alle 3.30, sono stati avvertiti in diverse zone della città. L’esplosione si è verificata in viale Vittorio Veneto, dove un ordigno artigianale, presumibilmente una “marmotta”, ha devastato lo sportello bancomat della Banca BDM.

La deflagrazione ha divelto la struttura del terminale, scaraventando detriti sul marciapiede e provocando danni anche alla facciata dell’istituto di credito. L’onda d’urto ha inoltre interessato il palazzo e un’auto parcheggiata lungo la strada, danneggiandone il parabrezza e parte dell’abitacolo.

Non sono mancati i danni anche sul lato opposto della strada. La saracinesca di un locale è stata perforata dalla violenza dell’esplosione, con conseguenze anche per due auto custodite all’interno: vetri e altri componenti dei veicoli sono andati completamente distrutti.

Saracinesca danneggiata dall’espolsione
Una delle due auto danneggiate all’interno del locale

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno provveduto a delimitare l’area e ad avviare i rilievi tecnici per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Al momento non è ancora stato accertato se gli autori dell’assalto siano riusciti a sottrarre denaro dal bancomat.

Intanto, le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona sono al vaglio degli investigatori, che stanno cercando elementi utili per ricostruire quanto accaduto.

Due assalti nella stessa notte anche a Trani e Andria

La notte appena trascorsa è stata caratterizzata da due assalti ad alltri sportelli bancomat.

Intorno alle 3, a Trani, una banda ha preso di mira il bancomat UniCredit di via Malcangi, utilizzando anche in questo caso la tecnica della “marmotta”. I malviventi hanno inserito un ordigno nella fessura dello sportello automatico, provocando una prima esplosione che non è però riuscita a scardinare il bancomat. Pochi secondi dopo è stato fatto esplodere un secondo ordigno.

La presenza di una pattuglia della vigilanza privata Securitalia, che si trovava in zona, ha però fatto desistere i malviventi, che si sono dati alla fuga senza riuscire a portare via il denaro. Sul posto è intervenuta la Polizia. Le esplosioni non avrebbero provocato danni rilevanti, anche se alcuni componenti dello sportello sono stati scaraventati a diversi metri di distanza.

Intorno alle 4, invece, i malviventi hanno colpito lo sportello della BCC di Andria, in via Don Luigi Sturzo, utilizzando anche in questo caso la tecnica della “marmotta”. Secondo le prime informazioni, la banda sarebbe riuscita a portare via il denaro. Il bottino è ancora in fase di quantificazione. Si registrano inoltre danni alla struttura e ad alcune auto parcheggiate nelle vicinanze.

Tre episodi, dunque, nell’arco di poche ore tra Corato, Trani e Andria, con modalità che presentano elementi comuni e ora al vaglio degli investigatori.

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San Cataldo, fuochi “low sound”: una novità, ma sono davvero meno impattanti per gli animali? https://ilquartopotere.it/news/ambiente/san-cataldo-corato-fuochi-low-sound-animali/ https://ilquartopotere.it/news/ambiente/san-cataldo-corato-fuochi-low-sound-animali/#respond Tue, 18 Aug 2026 05:35:03 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43685 A Corato lo spettacolo pirotecnico del 23 agosto sarà a basso impatto ambientale e sonoro. Una scelta pensata anche per ridurre lo spavento degli animali. Un primo passo che apre però una domanda: in futuro si potrà andare ancora oltre, anche a costo di scontentare i tradizionalisti? C’è chi li aspetta come uno dei momenti […]

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A Corato lo spettacolo pirotecnico del 23 agosto sarà a basso impatto ambientale e sonoro. Una scelta pensata anche per ridurre lo spavento degli animali. Un primo passo che apre però una domanda: in futuro si potrà andare ancora oltre, anche a costo di scontentare i tradizionalisti?

C’è chi li aspetta come uno dei momenti più spettacolari della festa e chi, invece, preferirebbe farne a meno. I fuochi d’artificio sono da tempo uno degli elementi capaci di dividere l’opinione pubblica: per i tradizionalisti rappresentano una componente quasi irrinunciabile delle feste patronali; per altri sono uno spettacolo il cui impatto, soprattutto sugli animali e sull’ambiente, merita di essere ripensato.

Alla Festa di San Cataldo 2026 Corato prova a introdurre una novità proprio su questo fronte.

Domenica 23 agosto, alle 00.30, in piazza Cesare Battisti, e non più come da consuetudine nei pressi della stazione, va in scena “uno spettacolo pirotecnico scenografico a basso impatto ambientale e sonoro”.

Una scelta annunciata nella presentazione del programma ufficiale della festa patronale come una delle novità dell’edizione 2026 e pensata anche con un obiettivo preciso: “ridurre lo spavento degli animali, senza rinunciare alla componente spettacolare dei fuochi”.

Secondo quanto spiegato dagli organizzatori, lo spettacolo sarà caratterizzato da emissioni acustiche particolarmente contenute, dalla riduzione dei cosiddetti “botti secchi” e dall’impiego di prodotti plastic free. L’idea è quella di conservare l’effetto scenografico, attraverso coreografie continue e armoniose, diminuendo al tempo stesso il fragore e il caos tipici degli spettacoli pirotecnici tradizionali.

Ed è proprio qui che nasce la prima domanda: quanto può incidere realmente la riduzione del rumore sulla paura e sullo stress degli animali?

Che i fuochi d’artificio possano rappresentare un problema per gli animali è ormai ampiamente riconosciuto. Rumori improvvisi, esplosioni, lampi e imprevedibilità possono provocare paura e disorientamento negli animali d’affezione e nella fauna selvatica.

Ma se una parte di questo impatto viene ridotta, quanto cambia davvero la situazione?

La questione assume un significato particolare anche per il luogo in cui si svolgerà lo spettacolo. I fuochi di San Cataldo saranno infatti accesi nel centro cittadino, in piazza Cesare Battisti. La riflessione riguarda quindi non soltanto gli animali domestici che vivono nelle abitazioni, ma anche i tanti animali che condividono quotidianamente gli spazi urbani.

Cani e gatti, naturalmente, ma anche animali randagi e volatili delle varie specie che vivono, sostano o nidificano tra edifici, alberi e spazi cittadini.

Anche per questo la scelta di uno spettacolo a basso impatto sonoro rappresenta un elemento interessante da osservare.

Meno rumore significa davvero meno impatto?

Oppure, oltre alla componente sonora, entrano in gioco anche i lampi, le vibrazioni e l’imprevedibilità di uno spettacolo che, pur essendo meno rumoroso, resta comunque pirotecnico?

Sono interrogativi ai quali la sola definizione di “low sound” non può dare automaticamente una risposta.

La scelta di San Cataldo 2026 può essere quindi letta come un primo, seppur ancora timido, passo verso una festa più attenta al benessere animale, senza rinunciare completamente a una tradizione che per molti resta parte integrante delle celebrazioni patronali.

È, in qualche modo, un compromesso.

Si conserva lo spettacolo pirotecnico, ma si prova a ridurne una delle componenti considerate più problematiche: il rumore.

Un modo per cercare di tenere insieme due sensibilità diverse: quella di chi vuole continuare a vedere il cielo illuminarsi durante la festa e quella di chi chiede maggiore attenzione agli animali.

Ma forse proprio questa sperimentazione può aprire una riflessione più ampia.

Se l’obiettivo è ridurre progressivamente l’impatto, perché non interrogarsi anche sulle alternative?

Non necessariamente per cancellare da subito i fuochi d’artificio, ma per capire se in futuro sia possibile immaginare spettacoli capaci di mantenere la stessa capacità di coinvolgimento del pubblico con un impatto ancora più contenuto.

Esistono già diverse possibilità: fuochi a bassissimo rumore, che mantengono la componente visiva riducendo drasticamente quella sonora; spettacoli con i droni, basati su coreografie luminose nel cielo; spettacoli laser e di luce, che possono creare scenografie suggestive senza il fragore delle esplosioni.

Alternative diverse, che non sono necessariamente equivalenti ai fuochi tradizionali e che potrebbero non incontrare il favore di tutti.

Ed è proprio questo il punto.

Per tutelare maggiormente gli animali, prima o poi bisognerà essere disposti anche a scontentare una parte dei tradizionalisti?

È una domanda che può apparire scomoda, soprattutto quando si parla di una festa patronale e di tradizioni profondamente radicate. Ma le tradizioni, nel tempo, possono cambiare, adattarsi e trovare nuove forme.

La scelta di quest’anno non pretende necessariamente di risolvere il problema. Può però rappresentare un esperimento, un primo tentativo di ridurre l’impatto dello spettacolo senza eliminarne completamente la componente pirotecnica.

La vera questione sarà allora capire se questa riduzione del rumore sarà percepibile e, soprattutto, se potrà diventare il punto di partenza per una riflessione più ampia sulle modalità con cui una città può festeggiare rispettando sempre di più gli animali e l’ambiente.

Per ora Corato sceglie la strada del compromesso: meno rumore, meno “botti secchi”, maggiore attenzione all’impatto ambientale e animale, ma senza rinunciare ai fuochi.

Forse ci vorrà ancora tempo. E forse sarebbe quasi un sogno immaginare che, un giorno, i fuochi d’artificio — ancora così utilizzati, e talvolta abusati, durante feste patronali, matrimoni, celebrazioni varie e nei festeggiamenti di fine anno — possano essere progressivamente sostituiti da altri spettacoli, altrettanto capaci di emozionare senza il fragore delle esplosioni.

Una prospettiva che oggi può sembrare lontana, soprattutto per chi considera i fuochi parte irrinunciabile della festa. Ma forse vale la pena cominciare a pensarci veramente.

Gli animali, probabilmente, ringrazierebbero noi umani.

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Tentano furto in una villa, i malviventi puntano una pistola contro la GpG e fuggono https://ilquartopotere.it/news/cronaca/tentato-furto-villa-corato-pistola-gpg-metronotte/ https://ilquartopotere.it/news/cronaca/tentato-furto-villa-corato-pistola-gpg-metronotte/#respond Tue, 18 Aug 2026 04:34:22 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43694 Nel pomeriggio di domenica 16 agosto, una villa situata lungo la SP 238, nel territorio di Corato, è finita nel mirino di una banda composta da almeno cinque persone, che ha tentato di mettere a segno un furto. A sventare il colpo è stato l’intervento delle Guardie Particolari Giurate della Metronotte. All’arrivo della pattuglia, almeno […]

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Nel pomeriggio di domenica 16 agosto, una villa situata lungo la SP 238, nel territorio di Corato, è finita nel mirino di una banda composta da almeno cinque persone, che ha tentato di mettere a segno un furto.

A sventare il colpo è stato l’intervento delle Guardie Particolari Giurate della Metronotte. All’arrivo della pattuglia, almeno tre dei malviventi sono stati sorpresi nel piazzale di pertinenza della villa mentre tentavano di allontanarsi.

Ad attenderli poco distante c’erano altri due complici, a bordo di un’Audi di grossa cilindrata. I tre sono riusciti a raggiungere rapidamente l’auto e a salire a bordo.

È stato proprio in quei concitati momenti che uno dei banditi ha puntato una pistola contro l’auto di servizio della Metronotte, creando una situazione di evidente pericolo per la guardia particolare giurata.

Nonostante la minaccia, la GpG ha tentato di impedire la fuga dei malviventi. L’Audi, forte delle sue elevate prestazioni, è però riuscita ad allontanarsi rapidamente, facendo perdere le proprie tracce in direzione di Bari.

Immediata la comunicazione alle Forze dell’Ordine. Sul posto è intervenuta rapidamente una Volante del Commissariato di Polizia di Corato, che ha avviato gli accertamenti sull’accaduto.

Nel corso degli interventi, all’interno della villa è stato inoltre rinvenuto uno zaino che i banditi avrebbero abbandonato durante la fuga. Al suo interno gli agenti hanno trovato materiale particolarmente significativo: un disturbatore di frequenze (jammer), un attrezzo da scasso e una radio ricetrasmittente.

Tutto il materiale è stato preso in custodia dagli agenti della Polizia di Stato per gli accertamenti del caso. Proseguono ora le indagini per ricostruire l’esatta dinamica del tentato furto e risalire all’identità dei componenti della banda.

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Aumenti TARI 2026 sulle imprese: l’opposizione deposita una mozione per aiuti e ristori straordinari a carico del bilancio comunale https://ilquartopotere.it/news/politica/tari-2026-aumenti-imprese-corato-ristori-straordinari/ https://ilquartopotere.it/news/politica/tari-2026-aumenti-imprese-corato-ristori-straordinari/#respond Thu, 13 Aug 2026 15:43:48 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43637 Ristori straordinari per le attività economiche di Corato alle prese con i rincari della TARI 2026. È quanto chiedono Fratelli d’Italia e Zona Comune attraverso una mozione consiliare depositata e protocollata presso il Comune, con la quale sollecitano l’Amministrazione a individuare possibili misure di sostegno per le utenze non domestiche maggiormente penalizzate dall’aumento della tariffa. […]

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Ristori straordinari per le attività economiche di Corato alle prese con i rincari della TARI 2026. È quanto chiedono Fratelli d’Italia e Zona Comune attraverso una mozione consiliare depositata e protocollata presso il Comune, con la quale sollecitano l’Amministrazione a individuare possibili misure di sostegno per le utenze non domestiche maggiormente penalizzate dall’aumento della tariffa.

La proposta punta a individuare eventuali contributi o agevolazioni finanziati attraverso il bilancio comunale, senza trasferire il costo degli interventi sulle utenze domestiche e quindi sulle famiglie.

La nota dei proponenti

È stata depositata e protocollata presso il Comune di Corato una mozione consiliare avente ad oggetto l’individuazione di misure straordinarie di sostegno per le attività economiche cittadine (utenze non domestiche) colpite dai recenti rincari della tariffa rifiuti (TARI) 2026. L’iniziativa è stata promossa e sottoscritta dalle forze politiche di opposizione Fratelli d’Italia e Lista Civica Zona Comune.

Con l’approvazione del nuovo piano tariffario TARI per l’anno 2026, una parte consistente del tessuto produttivo locale — tra cui piccoli esercizi commerciali, imprese artigiane, attività di ristorazione e liberi professionisti — si è trovata ad affrontare un consistente e inaspettato incremento della tariffa.

Attraverso l’atto di indirizzo presentato ai sensi dell’art. 42 del D.Lgs. 267/2000, le forze proponenti sollecitano il Sindaco, la Giunta e le direzioni di settore tributario e finanziario a verificare la sostenibilità tecnico-contabile per la concessione di contributi straordinari o agevolazioni extra-tariffarie.

Nell’elaborazione della proposta, Fratelli d’Italia e Zona Comune hanno posto precise condizioni di garanzia per la tenuta dei conti e l’equità fiscale:

  • Esclusione di aumenti sulle utenze domestiche: i ristori diretti al mondo economico e aziendale non dovranno in alcun modo essere finanziati ribaltando i costi sulle famiglie o su altre categorie di contribuenti.
  • Copertura da bilancio generale: la copertura finanziaria dovrà provenire esclusivamente dalle risorse della fiscalità generale del Comune o dall’utilizzo della quota disponibile dell’avanzo di amministrazione.
  • Rispetto delle norme europee: gli interventi dovranno conformarsi alla normativa vigente dell’Unione Europea relativa agli aiuti di Stato, compreso il regime de minimis, e garantire il costante rispetto degli equilibri di bilancio dell’Ente.

Nello specifico, la mozione impegna l’Amministrazione Comunale a:

  1. Elaborare una mappatura e una relazione tecnico-contabile per identificare i settori e le attività che hanno registrato i rincari più marcati.
  2. Definire un regolamento con criteri oggettivi, trasparenti e proporzionati per l’assegnazione dei ristori o l’erogazione di contributi una tantum.
  3. Presentare formalmente i risultati dell’istruttoria al Consiglio Comunale.

I partiti proponenti hanno contestualmente avanzato richiesta di iscrizione dell’atto all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio Comunale, auspicando un confronto aperto e costruttivo tra tutte le forze politiche presenti in Assise, a tutela del tessuto economico e commerciale di Corato.

La mozione, concludono i proponenti, mira dunque ad aprire un confronto istituzionale sulla possibilità di sostenere le attività economiche maggiormente interessate dagli aumenti della TARI 2026, salvaguardando al contempo gli equilibri finanziari dell’Ente e senza gravare ulteriormente sulle utenze domestiche.

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TARI 2026, AIC contro gli aumenti fino all’87% per le attività economiche https://ilquartopotere.it/news/economia/corato-tari-2026-aumenti-imprese-associazione-imprenditori-coratini/ https://ilquartopotere.it/news/economia/corato-tari-2026-aumenti-imprese-associazione-imprenditori-coratini/#respond Thu, 06 Aug 2026 16:37:05 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43600 Dopo l’approvazione del nuovo piano tariffario della TARI nel Consiglio comunale dello scorso 31 luglio, l’Associazione Imprenditori Coratini interviene con una nota nella quale esprime forte preoccupazione per gli aumenti previsti a carico delle utenze non domestiche. Pur riconoscendo che il costo complessivo del servizio deriva dal piano validato da AGER Puglia e disciplinato dal […]

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Dopo l’approvazione del nuovo piano tariffario della TARI nel Consiglio comunale dello scorso 31 luglio, l’Associazione Imprenditori Coratini interviene con una nota nella quale esprime forte preoccupazione per gli aumenti previsti a carico delle utenze non domestiche. Pur riconoscendo che il costo complessivo del servizio deriva dal piano validato da AGER Puglia e disciplinato dal metodo ARERA, l’associazione contesta le modalità con cui il Comune ha scelto di ripartire il carico fiscale tra famiglie e attività economiche. Di seguito la nota integrale:

“Tassa rifiuti 2026 – Associazione Imprenditori Coratini: maggiore tassazione per le attività che andrebbero rilanciate.

Il presidente Vito Cannillo, «Aumenti fino all’80%: così si penalizza ancora una
volta chi produce ricchezza per l’intera comunità
».

Il piano tariffario 2026 sulla tassa dei rifiuti (TARI) del Comune di Corato, a fronte di una lieve riduzione per le utenze domestiche,
include aumenti consistenti per imprese, commercianti, artigiani e professionisti. Un dato che preoccupa l’Associazione Imprenditori
Coratini, presieduta da Vito Cannillo.

Una premessa: dall’AIC si riconosce che l’importo complessivo del servizio non lo decide il Comune ma deriva dal piano del gestore, validato da AGER Puglia (Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti) ed entro i limiti del metodo nazionale ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).

«Siamo i primi a riconoscere ciò che è imposto dall’alto», spiega Cannillo. «Proprio per questo poniamo la vera domanda: non quanto
raccogliere, ma come quel costo è stato ripartito tra i contribuenti. E la ripartizione è una scelta tutta comunale».

Il confronto 2025-2026 mostra rincari fino al +87,37% per esposizioni e autosaloni e al +84,70% per i banchi di mercato, con aumenti oltre il 40% per abbigliamento, artigiani, carrozzerie, ristoranti, bar, supermercati e alimentari. Per un ristorante di 100 mq la TARI passa da 1.343 a 1.890 euro; un negozio di abbigliamento della stessa superficie da 529 a 744 euro.

«Colpisce un’impostazione netta e squilibrata, con rincari in molti casi imprevedibili», continua Cannillo.
«Le imprese hanno già dovuto fare i conti con aumenti su energia, materie prime, personale e tassi: un ulteriore carico rischia di frenare
la crescita di chi crea lavoro
». La facoltà di graduare i coefficienti, rimessa al Comune, è stata infatti esercitata ai valori minimi per le
famiglie e con criteri meno favorevoli per le imprese. «Non chiediamo un privilegio: chiediamo che lo stesso equilibrio dichiarato per le famiglie valga anche per chi produce lavoro».

L’associazione imprenditori contesta in particolare una scelta che non sembra aver tenuto in alcun conto i veri problemi della città. «Si è deciso come ripartire il carico senza guardare alle condizioni reali del tessuto economico coratino», osserva Cannillo. «Abbiamo un commercio al dettaglio fermo e attività ristorative in evidente difficoltà, aggravate anche dall’assenza di una programmazione seria di iniziative di
promozione e animazione del territorio. Aumentare la pressione fiscale proprio sulle categorie più esposte, senza un progetto che le sostenga, significa muoversi nella direzione opposta a quella che servirebbe».

C’è poi un aspetto di onestà verso i cittadini. «Alleggerire la tassa alle famiglie è comprensibile ma è un sollievo solo apparente se il costo viene caricato sulle imprese che non possono poi che trasferirlo sui prezzi.
Ciò che la famiglia risparmia sulla TARI rischia di ritrovarselo al banco della spesa. È lo stesso cittadino che, come consumatore, finisce
per pagare due volte».

A fronte di questo quadro, l’A.I.C. indica soluzioni concrete e sostenibili per il bilancio comunale.
La prima riguarda la riduzione per chi già ricicla a proprie spese: molte imprese avviano autonomamente a recupero parte dei rifiuti tramite operatori privati e la normativa
nazionale riconosce loro il diritto a una riduzione della tariffa. Non è uno sconto, ma il riconoscimento di un minor carico reale sul servizio.
La seconda è la gradualità pluriennale: il metodo copre il quadriennio 2026-2029 e gli aumenti di punta possono essere distribuiti nel tempo anziché concentrati interamente sul
2026.

Su queste basi, l’associazione si dichiara pronta a valutare ogni soluzione con l’amministrazione. Un
confronto che, ribadisce l’AIC, deve passare dallo strumento di dialogo strutturato già richiesto: una sede permanente che affronti non solo la
tariffa ma anche gli altri nodi aperti del ciclo dei rifiuti — a partire dall’abbandono e dalla repressione degli illeciti ambientali che
alimentano uno stato di incertezza e gravano sulla salute e sul decoro della città e indirettamente sui costi a carico di tutti.

«Il nostro non è un no», conclude Cannillo. «È la richiesta di un metodo più equo e di un confronto vero. La sostenibilità si costruisce con
l’efficienza e la trasparenza non spostando il peso da una categoria all’altra. Su questa base, siamo pronti a collaborare».”.

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Commissioni consiliari, Tatò si dimette dalla vicepresidenza della V Commissione https://ilquartopotere.it/news/politica/filippo-tato-dimissioni-vicepresidente-v-commissione-corato/ https://ilquartopotere.it/news/politica/filippo-tato-dimissioni-vicepresidente-v-commissione-corato/#respond Tue, 28 Jul 2026 08:20:05 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43531 Dopo l’insediamento delle sette commissioni consiliari permanenti a Corato e l’elezione dei rispettivi presidenti e vicepresidenti, il dibattito politico entra nel merito delle modalità con cui sono stati assegnati gli incarichi. Dopo la presa di posizione del consigliere comunale dell’Udc Vito Scaringella, che a poche ore dall’insediamento delle commissioni ha criticato la scelta della maggioranza […]

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Dopo l’insediamento delle sette commissioni consiliari permanenti a Corato e l’elezione dei rispettivi presidenti e vicepresidenti, il dibattito politico entra nel merito delle modalità con cui sono stati assegnati gli incarichi.

Dopo la presa di posizione del consigliere comunale dell’Udc Vito Scaringella, che a poche ore dall’insediamento delle commissioni ha criticato la scelta della maggioranza parlando di una prevalenza di «logiche di spartizione» rispetto alla valorizzazione delle competenze e del ruolo delle opposizioni, arriva ora anche l’intervento del consigliere comunale Filippo Tatò (Direzione Corato).

Tatò, eletto vicepresidente della V Commissione consiliare nella seduta di insediamento del 22 luglio, ha infatti comunicato la propria decisione di rassegnare le dimissioni dall’incarico.

Nella nota inviata al presidente della Commissione, al sindaco, al presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri e agli assessori, Tatò spiega di aver accettato inizialmente la nomina ritenendo che potesse rappresentare un segnale di equilibrio tra maggioranza e minoranza. Successivamente, preso atto che tutte le presidenze delle commissioni e sei delle sette vicepresidenze sono state affidate a consiglieri della maggioranza, ha scelto di rinunciare all’incarico.

Secondo il consigliere di Direzione Corato, tale configurazione non garantirebbe un’effettiva rappresentanza del pluralismo consiliare e rischierebbe di ridurre il ruolo delle commissioni, che dovrebbero invece essere luoghi di confronto e partecipazione tra tutte le componenti dell’assemblea cittadina.

Di seguito il testo integrale della nota con cui Filippo Tatò comunica le proprie dimissioni dalla carica di vicepresidente della V Commissione:

Dimissioni dalla carica di Vicepresidente della V Commissione Consiliare

Io sottoscritto consigliere comunale, membro della V Commissione Consiliare, eletto nella seduta di insediamento del 22/07/2026 alla carica di Vicepresidente della stessa Commissione, con la presente sono a comunicare quanto segue.

Ho accettato l’elezione a Vice Presidente, ritenendo che la designazione della mia persona fosse espressione della volontà di garantire un’equilibrata rappresentanza tra maggioranza e minoranza in tutti gli organi consiliari.

Successivamente ho verificato che tutte le presidenze delle Commissioni e sei delle sette vicepresidenze sono state attribuite a consiglieri della maggioranza, lasciando alla minoranza una sola vicepresidenza. Se avessi conosciuto tale impostazione, non avrei accettato l’incarico.

Ritengo che questa scelta rappresenti un’occasione mancata per affermare una cultura istituzionale fondata sul rispetto del pluralismo e sul riconoscimento del ruolo delle opposizioni.

La concentrazione presso la maggioranza di tutti gli incarichi di vertice delle Commissioni non è il segnale di un confronto aperto e partecipato, ma quello di una gestione che tende ad accentrare anche le funzioni che, per loro natura, dovrebbero favorire il dialogo e il coinvolgimento di tutte le componenti del Consiglio Comunale.

Non intendo essere l’eccezione utile a rappresentare formalmente un equilibrio che, nella sostanza, non esiste.

Per queste ragioni, nel rispetto dell’Istituzione comunale e dei cittadini che rappresento, rassegno le mie dimissioni dalla carica di Vicepresidente della V Commissione.

Continuerò a svolgere con impegno e senso di responsabilità il mio mandato di Consigliere comunale e di componente delle Commissioni.

Il confronto democratico deve trovare attuazione nei fatti e non soltanto nelle dichiarazioni di principio.”.

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