Testimonianza Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/testimonianza/ Le notizie sotto un'altra luce Thu, 02 Apr 2026 11:34:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://ilquartopotere.it/wp-content/uploads/2018/12/cropped-icona_512-32x32.png Testimonianza Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/testimonianza/ 32 32 “Grazie per tutto”: la toccante lettera di un figlio ai medici e infermieri dell’Umberto I di Corato https://ilquartopotere.it/la-voce-dei-lettori/lettera-figlio-medici-infermieri-umberto-i-corato/ https://ilquartopotere.it/la-voce-dei-lettori/lettera-figlio-medici-infermieri-umberto-i-corato/#respond Thu, 02 Apr 2026 09:03:50 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=41960 Le notti trascorse accanto a un familiare in ospedale possono cambiare il modo di guardare la vita e il valore delle persone. È quanto emerge dalla toccante lettera inviata alla nostra redazione da Vito Scaringella, cittadino dí Corato, che ha voluto esprimere la propria gratitudine ai medici, infermieri e operatori socio-sanitari dell’ospedale Umberto I per […]

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Le notti trascorse accanto a un familiare in ospedale possono cambiare il modo di guardare la vita e il valore delle persone. È quanto emerge dalla toccante lettera inviata alla nostra redazione da Vito Scaringella, cittadino dí Corato, che ha voluto esprimere la propria gratitudine ai medici, infermieri e operatori socio-sanitari dell’ospedale Umberto I per la loro professionalità e umanità.

In un testo intenso, Vito racconta l’esperienza vissuta accanto al padre, mancato qualche giorno fa, e sottolinea come, anche nelle ore più difficili e silenziose della notte, ogni gesto del personale sanitario abbia rappresentato un vero sostegno non solo per lui e la propria famiglia, ma per tutti i pazienti.

Di seguito, la lettera integrale inviata alla nostra redazione:

Gentili medici, infermieri e operatori socio sanitari, dell’ospedale Umberto I di Corato,

Ci sono esperienze che ti cambiano il modo di guardare le persone e il valore delle cose. Le notti trascorse in ospedale, accanto a mio padre, sono state tra queste.

In quelle ore silenziose, quando tutto sembra rallentare e i pensieri diventano più pesanti, ho avuto la possibilità di osservare davvero il vostro lavoro. Non da lontano, ma da vicino. Persona per persona, stanza per stanza, paziente per paziente.

Sapevo che per mio padre, purtroppo, non ci sarebbe stata una possibilità. E ogni giorno che passava rendeva tutto più chiaro e più difficile da accettare.

Proprio per questo, quello che ho visto nel vostro modo di lavorare ha avuto ancora più valore.

Ho visto professionalità, quella vera, fatta di competenza, attenzione e precisione. Ma soprattutto ho visto umanità. Nei piccoli gesti, nelle parole dette con rispetto, nella pazienza anche quando la stanchezza si faceva sentire.

Ho visto qualcosa che mi ha colpito profondamente: lo stesso modo di prendersi cura di tutti. Senza differenze. Senza scorciatoie, e tutto questo accade quando il lavoro diventa responsabilità vera verso le persone.

E ho visto tutto questo soprattutto di notte, quando è più difficile, quando nessuno guarda, quando il lavoro pesa di più.

Ma c’è una cosa che sento di dire con chiarezza: quello che ho visto non è stato fatto “per me” o per la mia famiglia, è stato fatto per tutti.

Per ogni persona ricoverata, per ogni famiglia in attesa, per ogni storia diversa che attraversa quei corridoi. Con la stessa attenzione, con lo stesso rispetto, e con quella capacità rara di capire quando qualcuno aveva bisogno di qualcosa in più.

In quei momenti, per chi è accanto a una persona cara, voi diventate molto più di un riferimento sanitario. Diventate un punto di equilibrio, una presenza che dà sicurezza, un sostegno silenzioso che fa la differenza.

Quando sai che il tempo è limitato, ogni gesto conta il doppio. Ogni parola resta. E voi, in quei giorni, avete fatto molto più del vostro dovere.

Non è qualcosa di scontato. E troppo spesso non viene detto abbastanza.

Per questo sento il bisogno di dirvelo oggi, con semplicità ma con grande sincerità: grazie.

Grazie per quello che fate ogni giorno.
Grazie per come lo fate.
Grazie per la dignità che riuscite a garantire a ogni paziente.
Grazie per quella capacità, rara, di dare ancora di più a chi ne ha più bisogno.

Porterò con me ciò che ho visto in quelle notti: un esempio concreto di servizio, fatto non solo di lavoro, ma di rispetto e attenzione verso le persone.

Con profonda gratitudine,

Vito Scaringella”

 

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Cinque anni di ricerche per far luce sull’emigrazione politica coratina https://ilquartopotere.it/cultura/cinque-anni-di-ricerche-per-far-luce-sullemigrazione-politica-coratina/ https://ilquartopotere.it/cultura/cinque-anni-di-ricerche-per-far-luce-sullemigrazione-politica-coratina/#respond Thu, 08 May 2025 10:47:24 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=37447 A cura di Giovanni Capurso e Vincenzo Catalano Dopo oltre cinque anni di indagini condotte tra l’Archivio Centrale di Stato di Roma e l’Archivio di Stato di Bari, gli studiosi Giovanni Capurso e Vincenzo Catalano hanno riportato alla luce una pagina dimenticata della storia: l’emigrazione politica in Terra di Bari durante il regime fascista. Il […]

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A cura di Giovanni Capurso e Vincenzo Catalano

Dopo oltre cinque anni di indagini condotte tra l’Archivio Centrale di Stato di Roma e l’Archivio di Stato di Bari, gli studiosi Giovanni Capurso e Vincenzo Catalano hanno riportato alla luce una pagina dimenticata della storia: l’emigrazione politica in Terra di Bari durante il regime fascista.

Il frutto di questa ampia e faticosaricerca è un lavoro scrupoloso, basato in particolare sull’analisi dello Schedario Politico Provinciale della Questura di Bari, che raccoglie 4647 nominativi schedati come “sovversivi”, tra cui 389 coratini. Di questi, almeno 269 furono costretti a emigrare, soprattutto verso la Francia, gli Stati Uniti e il Sud America, per sfuggire alla repressione, alla miseria e alla privazione della libertà.

Ma accanto ai numeri, emergono soprattutto le voci degli esiliati, intercettate nelle lettere censurate dal regime, oggi conservate negli archivi. Scritti vibranti, talvolta amareggiati e colmi di indignazione, che restituiscono lo spirito di chi scelse di vivere lontano dalla patria pur di restare fedele ai propri ideali.

Dalla lettera di Cataldo Curatella, scritta da New York il 29 luglio 1937, traspare una feroce critica all’ipocrisia religiosa e al ruolo del clero sotto il fascismo:

“Oh povera Italia, come sei arretrata… mi par di vederti ai tempi di Carlo Magno! […]. Cristo fu il primo socialista […]. Questi imbroglioni con le sottane nere […] spingono il popolo alla strage […]”.

Non meno potente è la voce di Savino Martinelli, che descrive le conseguenze della miseria e l’amarezza per la persecuzione subita:

“La natura dei terreni e l’aria da 14-15 anni a questa parte ha finito di esaurire le forze morali ed economiche di un povero lavoratore […]. Queste canaglie […]venissero qui, dove non esiste impunità, e avrebbero visto, quelle quattro carogne putrefatte, come s’avrebbero fatto nei pantaloni […]”.

In una lettera inviata dalla Francia il 21 febbraio 1938, Giuseppe Spillone traccia un quadro lucido della situazione internazionale e del crescente pericolo di guerra:

“Fui sul punto di farti una sorpresa […] avevo tutto preparato per un viaggio in Italia. Mia moglie mi fece parte del suo timore […] e cambiai progetto […]. Viltà? Forse […] ma passare la frontiera in questi momenti mi pare molto imprudente […]. Il formidabile sviluppo delle armi fasciste ci obbliga ad armare noi stessi […]. Questi pazzoidi, disgraziatamente al comando, hanno gettato il mondo nel gran marasma […]. Tutto concorda per farci credere che questi signori non vogliono passare la primavera senza uno sconvolgimento mondiale […]”.

Queste lettere raccontano non solo l’esilio, ma anche il peso delle ideologie, la nostalgia per la patria, la lucidità nell’analisi del presente e la premonizione della catastrofe in arrivo. Sono parole di uomini comuni, spesso provenienti da ambienti umili, ma animati da un pensiero critico e da una sorprendente consapevolezza storica.

Oltre alla documentazione politica, Giovanni Capurso e Vincenzo Catalano hanno rintracciato anche lettere censurate dall’Ufficio di Gabinetto, elenchi di cittadini definiti “elementi pericolosissimi” anche all’estero, e testimonianze visive che raccontano la memoria popolare di quell’emigrazione: un patrimonio sommerso che oggi chiede ascolto, dignità e riconoscimento.

Con questo lavoro, i due studiosi non solo recuperano documenti storici preziosi, ma ridanno voce a una memoria collettiva troppo a lungo rimossa, riaffermando il valore della libertà, della giustizia e della verità storica.

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All’Incoronata lo spettacolo sui passi di Don Tonino Bello: “Piedi Sporchi” https://ilquartopotere.it/appuntamenti/allincoronata-lo-spettacolo-sui-passi-di-don-tonino-bello-piedi-sporchi/ https://ilquartopotere.it/appuntamenti/allincoronata-lo-spettacolo-sui-passi-di-don-tonino-bello-piedi-sporchi/#respond Sat, 05 Apr 2025 06:08:35 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=36970 Questa sera, sabato 5 aprile alle ore 20, nella chiesa Maria SS. Incoronata di Corato va in scena “Piedi sporchi”, uno spettacolo sui passi di Don Tonino Bello. Piedi sporchi è uno spettacolo testimonianza degli insegnamenti del vescovo della pace e degli ultimi, “pastore itinerante dei nostri giorni”, dichiarato venerabile da Papa Francesco Lo spettacolo […]

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Questa sera, sabato 5 aprile alle ore 20, nella chiesa Maria SS. Incoronata di Corato va in scena “Piedi sporchi”, uno spettacolo sui passi di Don Tonino Bello.

Piedi sporchi è uno spettacolo testimonianza degli insegnamenti del vescovo della pace e degli ultimi, “pastore itinerante dei nostri giorni”, dichiarato venerabile da Papa Francesco

Lo spettacolo della Compagnia Teatro dei Cipis di Molfetta, con la regia di Giulia Petruzzella e portato dall’attore Corrado La Grasta, che ha incontrato e conosciuto don Tonino, è stato portato dalla famiglia francescana e dalla parrocchia Maria Santissima Incoronata.

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Covid, Lucia curata a casa grazie a medici volontari: “Sono salva” Stasera la sua testimonianza su Rete 4 https://ilquartopotere.it/la-voce-dei-lettori/covid-lucia-curata-a-casa-grazie-a-medici-volontari-la-testimonianza-anche-su-rete-4/ https://ilquartopotere.it/la-voce-dei-lettori/covid-lucia-curata-a-casa-grazie-a-medici-volontari-la-testimonianza-anche-su-rete-4/#respond Wed, 21 Apr 2021 00:59:09 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=11413 “Tutto è cominciato il 16 marzo quando io e il  mio compagno siamo risultati positivi al Covid! Abbiamo immediatamente avuto: febbre, tosse, vomito, dissenteria e io avevo anche saturazione 89-90. Avevo iniziato a seguire la cura prevista da protocollo, ma è grazie a un medico volontario, Luka Perini, il mio angelo, che mi ha seguito […]

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Tutto è cominciato il 16 marzo quando io e il  mio compagno siamo risultati positivi al Covid! Abbiamo immediatamente avuto: febbre, tosse, vomito, dissenteria e io avevo anche saturazione 89-90. Avevo iniziato a seguire la cura prevista da protocollo, ma è grazie a un medico volontario, Luka Perini, il mio angelo, che mi ha seguito h 24 anche durante le feste, che sono salva“.

Lucia intervistata dalla giornalista Giulia Carrarini

Inizia così la testimonianza di Lucia che, intervistata dalla giornalista Giulia Carrarini, racconterà la sua esperienza questa sera, ospite del programma “Zona Bianca” in onda su Rete 4 condotto da Giuseppe Brindisi.

Stavo male ero scettica e soprattutto terrorizzata perché non volevo andare in ospedale – ci racconta – non ce l’ho con i medici di famiglia a cui va tutta la mia solidarietà, ma non mi davo pace che quella terapia prevista dal protocollo ministeriale fosse quella giusta per me. Il caso ha voluto che, seguendo una trasmissione televisiva, ho ascoltato un medico dare altre indicazioni circa le terapie per curare il covid, poi sono venuta a conoscenza di un gruppo di medici volontari che ha una pagina Facebook e una mia amica nonché mio legale, Angela Zaza, mi ha suggerito di iscrivermi.

Il 29 marzo scrivo e il 30 mi contatta Arianna Ferrati, moderatrice. Mi telefona, mi rassicura e mi mette in contatto con Luka Perini medico volontario, il mio angelo, che mi ha seguito h 24 anche durante le feste pasquali.
Avevo paura dell’ossigeno e invece quella bombola è diventata l’ancora della mia salvezza.
Mi sono subito fidata di queste cure: cortisone, antibiotico, antinfiammatorio, eparina, ossigeno. Essere curata da casa con il mio medico Luka Perini (chiamarlo medico è riduttivo) è stato psicologicamente ultrapositivo!
Ringrazio anche la dottoressa psicologa Patrizia Ballarini che con il suo supporto telefonico ha reso le mie giornate più lievi. 
Non sono ancora negativa ma sto molto meglio.

La mia speranza è quella che le testimonianze di noi curati da questi angeli volontari ribalti tutto ciò che invece il protocollo istituzionale attualmente prevede per cancellare le immagini terribili che ci propongono i media – malati intubati in terapia intensiva. Forse sarebbe il caso di far vedere anche i nostri video con l’ossigeno mentre guardiamo un film o leggiamo un libro nel confort del nostro ambiente casalingo.
La mia testimonianza non è un’accusa e neanche un attacco, ma un invito a una riflessione. Sono ancora tanti i dubbi che, a distanza di più di un anno dalla scoperta di questo virus, ci attanagliano e forse occorre guardarsi intorno, informarsi evitando sempre e comunque il fai-da-te perché col virus c’è poco da scherzare e per le cure bisogna  affidarsi ai medici. Voglio precisare infatti che essendo monitorata h 24 e sentendo il dott. Parini anche di notte, lì dove le mie condizioni fossero precipitate avrei dovuto necessariamente chiamare il 118 senza, ovviamente, lasciare nulla al caso e a riprova della professionalità di questo gruppo di medici.

Il dubbio che mi assale però – conclude Lucia – è se tutti i pazienti Covid ricevano le cure giuste e nei tempi giusti e soprattutto mi chiedo per i casi finiti in ospedale, a volte guariti e a volte no, come sarebbe andata se fossero stati seguiti e curati a domicilio in modo adeguato. 

Grazie al medico volontario Perini del gruppo #TerapiadomiciliareCovid19 in ogni Regione”. 

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