Murge Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/murge/ Le notizie sotto un'altra luce Sun, 29 Sep 2024 17:16:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://ilquartopotere.it/wp-content/uploads/2018/12/cropped-icona_512-32x32.png Murge Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/murge/ 32 32 La Transumanza tra tradizioni, miti e leggende https://ilquartopotere.it/tradizioni/la-transumanza-tra-tradizioni-miti-e-leggende/ https://ilquartopotere.it/tradizioni/la-transumanza-tra-tradizioni-miti-e-leggende/#respond Sun, 29 Sep 2024 17:15:25 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=33814 Oggi è stata la festa di San Michele Arcangelo, ma questa data un tempo era fonte di grande tristezza e dolore perchè coincideva con la partenza dagli Abruzzi di migliaia di uomini che iniziavano il cammino della Transumanza. Il tratturo Magno lungo 244 chilometri veniva percorso in una settima circa per giungere alle locazioni della […]

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Oggi è stata la festa di San Michele Arcangelo, ma questa data un tempo era fonte di grande tristezza e dolore perchè coincideva con la partenza dagli Abruzzi di migliaia di uomini che iniziavano il cammino della Transumanza.

Il tratturo Magno lungo 244 chilometri veniva percorso in una settima circa per giungere alle locazioni della Puglia. Quegli uomini lasciavano le loro mogli ed i loro figli per 7 mesi sino all’otto maggio quando riprendevano il cammino per tornare sulle montagne abruzzesi.

Ma non vi voglio parlare dei pastori ma di altre figure che seguivano senza mai mostrarsi la lunga carovana di pecore e uomini vi voglio parlare dei SURVEGLIAND o Cavallari, uomini tra mito e leggenda.

Probabilmente tutti voi conoscete il termine “transumanza”. Transumanza, vuol dire pastorizia trasmigrante. La parola è composta da trans (di là da) e da humus (terra), come dire greggi che migrano “di là dalla terra (consueta)”.

Tale usanza di spostare greggi di migliaia e migliaia di pecore da un luogo ad un’altro per limitare il disagio delle avverse condizioni climatiche risale alla notte dei tempi. Tali “migrazioni” interessavano tutte le regioni dell’Italia centro meridionale, ed utilizzavano delle vere e proprie autostrade delle pecore, larghe ben sessanta palmi napoletani pari a 111 metri, chiamate “tratturi”.

Il più importante movimento di greggi era quello che avveniva tra gli Abruzzi e le Puglie, e che all’inizio dell’autunno portava milioni di pecore dalle montagne abruzzesi al tavoliere delle Puglie e sulla Murgia.

Dopo aver “svernato” da noi, agli inizi della primavera le greggi ripartivano per ritornare sulle montagne abruzzesi che assicuravano pascoli abbondanti. Ma se molto si sa della transumanza e dei tratturi, poco o nulla si conosce degli uomini che accompagnavano le greggi e che dovevano far fronte oltre alle avverse condizioni climatiche anche ai branchi di lupi che seguivano le greggi nella loro “migrazione” ed ai numerosi briganti pronti a rubare pecore ed agnelli.

I pastori non potendo usufruire di ripari in muratura per la custodia delle pecore, costruivano delle enormi recinzioni con gli spinosi cespugli di pero selvatico, erano delle vere e proprie barriere di spine alte sino a tre metri e quasi impossibili da superare, oltre alla recinzione a proteggere le greggi vi erano feroci cani acerrimi nemici dei lupi.

I pastori giunti nel territorio di svernamento, dormivano nelle “casiedd” dei trulli di pietra con una piccola apertura centrale che consentiva la fuoriuscita del fumo, infatti all’interno degli stessi venivano accesi dei piccoli fuochi per riscaldarsi e produrre ricotta e formaggi. Si nutrivano di ciò che la natura offriva loro oltre a scambiare i prodotti della loro attività, con vino, pane, olio, fichi e frutta secca.

In pochi forse sanno che gli era vietato uccidere e mangiare le pecore, infatti gli armenti non erano di loro proprietà ma dei “nobili possidenti abruzzesi” e guai a toccare un agnello o una pecora, la loro carne erano i funghi di ferula, un tempo numerosissimi e chiamati proprio “la carne dei pastori”.

Oltre ai pastori ( di solito venivano impiegati sette pastori ogni mille pecore) vi erano i “past’ricchi” dei ragazzi che avevano il compito di fiancheggiare le greggi per evitare che qualche pecora si smarrisse ed “U massor” che era a capo di tutti, decidendo su percorso e soste. Ma altri uomini seguivano e vegliavano sulle greggi e sull’operato dei pastori. Erano i cosiddetti “surv’gliand”, uomini tra mito e leggenda di cui si è ormai perso il ricordo e dei quali vi voglio parlare; erano al servizio dei nobili proprietari delle greggi ed avevano il compito di sorvegliare pastori e pecore, gli uni perché non venissero meno ai loro compiti e le altre affinché non diventassero facili prede di briganti e lupi. Seguivano le greggi in modo discreto cavalcando neri cavalli murgesi dalla lunga criniera, indossavano nere mantelle dall’ampio collo con una piccola catenella che le chiudeva sul davanti e tanto lunghe da ricoprire la sella, portavano lunghi stivali fin sopra al ginocchio e cappelli a falda larga per ripararsi dalla pioggia, spesso il viso era nascosto da folte barbe e baffi. Sotto la mantella nascondevano “lo schioppo”, un fucile ad avancarica di corte dimensioni molto simile ad un archibugio che veniva caricato con piccoli pezzi di ferro, oltre allo schioppo sotto la mantella veniva portata la borsa della polvere da sparo che insieme alla borsa del tabacco era la cosa più preziosa che possedevano.

Nel loro “armamento” vi era anche un lungo coltello somigliante ad una corta sciabola; erano uomini che non conoscevano il termine paura, malvisti dai pastori e temuti dai contadini dei paesi che li consideravano alla stregua di veri e propri diavoli erano condannati alla solitudine, infatti di notte sorvegliavano le greggi e di giorno dormivano in grotte ed anfratti di cui solo loro conoscevano l’ubicazione lungo il percorso della transumanza. Si nutrivano di ciò che riuscivano a procurarsi cacciando con trappole l’abbondante selvaggina che gli immensi boschi di un tempo offrivano loro. Lo schioppo era usato solo contro i lupi ed i briganti.

I pastori mal li sopportavano, ma la notte quando udivano i lupi ululare sapevano che c’era qualcuno che stava vegliando per loro, qualcuno che non vedevano quasi mai ma che era lì da qualche parte su di un nero cavallo a far la guardia a uomini e pecore. Sino a qualche decennio fa i pastori raccontavano che se sulle murge ti accadeva di ritrovare un vecchio ferro di cavallo arrugginito ed eroso dal tempo, dovevi custodirlo gelosamente perché era il ferro di un “surv’gliand” un amuleto che ti avrebbe permesso sonni tranquilli perché avrebbe tenuto lontani gli spiriti malvagi.

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Marathon Bosco Difesa Grande, una festa da incorniciare. Conclusa la 10^ edizione https://ilquartopotere.it/sport/marathon-bosco-difesa-grande-una-festa-da-incorniciare-conclusa-la-10-edizione/ https://ilquartopotere.it/sport/marathon-bosco-difesa-grande-una-festa-da-incorniciare-conclusa-la-10-edizione/#respond Sun, 23 Jun 2024 05:39:57 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=32628 Va in archivio la decima edizione della classica pugliese della mountain bike organizzato dall’ASD Amicinbici Losacco bike: tutti i nomi dei campioni regionali. Una preparazione lunga un anno, tanti accorgimenti e cura maniacale dei dettagli e poi la festa passa in fretta. In fondo per chiudere i 60 km del percorso Marathon a 25,5 km/h […]

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Va in archivio la decima edizione della classica pugliese della mountain bike organizzato dall’ASD Amicinbici Losacco bike: tutti i nomi dei campioni regionali.

Una preparazione lunga un anno, tanti accorgimenti e cura maniacale dei dettagli e poi la festa passa in fretta. In fondo per chiudere i 60 km del percorso Marathon a 25,5 km/h di media vuol dire che gli specialisti della mountain bike di fretta ne avevano abbastanza, quanto meno di giungere al traguardo e mettersi sulle spalle il titolo di campione regionale Puglia, sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana.
Va così in archivio la decima edizione della Marathon Bosco Difesa Grande, la creatura dell’ASD Amicinbici Losacco Bike che ha celebrato il decennale con un salto di qualità, dopo 9 edizioni da mediofondo, un po’ come passare da mezza maratona a maratona. Fondamentale il supporto del Comune di Gravina, del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, così come degno di menzione è lo speciale patrocinio del presidente del Consiglio Regionale della Puglia.
Quattro eventi in uno sullo sfondo della riserva autoctona di querce (ben 5 le specie presenti) più estesa di Puglia, immersi nella logistica ricettiva di Cantine Colli della Murgia e accompagnati dai suoni e dai colori del tradizionale Corteo Storico “Conte Giovanni di Montfort”, da sempre colorito valore aggiunto al fianco dell’Amicinbici Losacco Bike.
Partiti da contrada Zingariello, in una domenica di giugno assolata, secca e assolutamente polverosa (elemento, questo, che ha dato filo da torcere agli atleti) i biker si sono confrontati su due tracciati con numerosi rapidi cambi di ritmo tecnici all’ombra delle molteplici varietà di querce, su e giù per un bosco che è gioiello di Puglia, per la prima volta percorso da e verso tutti e quattro i punti cardinali, con passaggi inediti, alcuni resi particolarmente impegnativi dal caldo di fine primavera. Il tutto a garantire un notevole spessore agonistico, abbinato alla scoperta di un territorio unico e scrigno di bellezze, mantenendo fede alla natura originaria dell’evento, nato nel 2015.
Il percorso lungo è targato Alberobello, con la doppietta del team Eracle: 1° Rosario Signorello e 2° Roberto Semeraro, mentre il podio è completato dalla giovane promessa coratina Vittorio Carrer, in forze alla Fusion Bike. In campo femminile la festa Eracle continua grazie al successo di Anna Ciccone, che ha preceduto Daniela D’Alessandro e Angela Pisanò, dopo un’intensa sfida andata in scena sugli sterrati gravinesi nello scrigno di bellezza e biodiversità chiamato Bosco Difesa Grande.
Menzione speciale per l’atleta portacolori di casa, Antonio Carenza (ASD Amicinbici Losacco Bike), giunto al traguardo nella top ten assoluta e vincitore della categoria ELMT.
Sul percorso corto, ovvero il tradizionale mediofondo, ma non per questo meno impegnativo, è il team Fusion Bike a salire sul gradino più alto del podio, grazie alla prestazione maiuscola di Giuseppe Belgiovine, da Bisceglie, autore di una intensa sfida al vertice con Nicola Convertino (MTB Città degli Imperiali) e Antonio Giaconella (All Bike Ruvo). Tra le ragazze è Valentina Rollo (Trail Salento Bike) la più veloce, precedendo Anna Paola Rella (Team Oroverde Bitonto) e Ilaria Guida (Telent Bike).
Tutte le classifiche complete, sia assolute che di categoria, sono disponibili sul portale dei cronometristi Icron.it.
Tra gli ospiti di spessore presenti alla 10 Marathon Bosco Difesa Grande l’assessore al bosco dott.ssa Marienza Schinco, l’assessore allo Sport dott. Filippo Ferrante, e il consigliere della Confcommercio Cristian Divella. Al loro fianco una nutrita delegazione della Federazione Ciclistica Italiana, con il presidente del comitato pugliese, Giuseppe Calabrese, e il coordinatore regionale della commissione Mountain Bike, Domenico del Vecchio.
A fine gara la festa è continuata, grazie al pasta party, preludio all’atteso momento delle premiazioni e delle consegne delle maglie di campione regionale FCI.
Entusiasta il commento di Filippo Ferrante, assessore allo sport del Comune di Gravina: «Mi auguro che la giornata ricca di sport e avventura vi sia piaciuta, ma il più grande ringraziamento è a tutti voi partecipanti e ai tenaci organizzatori dell’ASD Amicinbici Losacco Bike. CI tengo tantissimo a ringraziarvi di aver reso il bosco location di un evento bello, un luogo tanto amato da noi gravinesi, che in passato ha anche sofferto. Anche grazie a voi e all’impegno che tutti ci stanno mettendo per la salvaguardia e la valorizzazione possiamo tramandare ai più piccoli questo luogo stupendo. Siete determinati e mettete tutti voi stessi nell’organizzazione, in sinergia con l’amministrazione».
Gli fa eco il ringraziamento dell’assessore al bosco Difesa Grande, Marienza Schinco: «Grazie Emanuele e Giuseppe per proporre con caparbietà e determinazione questo evento ogni anno, in pina sinergia con tutti gli uffici, quest’anno anche con la delicata e impegnativa redazione della V.Inc.A. Non a caso questo evento è finito nel novero delle 97 manifestazioni di mountain bike più importati del Paese. Non smettete mai, andate avanti, siete la nostra forza».
Plauso anche dal presidente del Comitato Regionale Pugliese della Federazione Ciclistica Italiana, Giuseppe Calabrese: «È stata una giornata di festa per tutta la comunità di Gravina, è stato fatto un lavoro certosino anche e soprattutto sotto l’ottica della sicurezza. Ho visto un percorso molto presidiato e persino personale degli uffici tecnici comunali in perlustrazione, per garantire piena fruibilità a tutti i partecipanti, che sono accorsi in molti casi anche da fuori regione».
I fratelli Emanuele e Giuseppe Losacco, provati ma soddisfatti come sempre chiudono l’evento con un gancio verso il futuro: «Siete stati tutti straordinari, tutta la filiera, dalla burocrazia all’ultimo paletto infisso nel percorso ha funzionato a meraviglia e ora possiamo goderci la festa. Un grazie speciale all’amministrazione comunale guidata dal sindaco dott. Fedele Lagreca per il grande supporto, ma soprattutto per un indomito e ineguagliabile entusiasmo. Guardandoci indietro possiamo dire che davvero tutti gli sforzi valevano ogni singola goccia di sudore e per questo siamo già pronti a farvi emozionare con la prossima edizione, l’undicesima, nel marzo 2025. Venite a pedalare nel nostro meraviglioso Bosco Difesa Grande!».
I nuovi campioni regionali FCI Puglia
Il percorso Marathon è stato terreno di caccia per il campionato regionale Puglia per la Federciclismo: questi tutti i nomi degli atleti che per un anno vestiranno la maglia con i colori della Puglia come simbolo del primato conquistato a Gravina:
ELMT – ROSARIO SIGNIORIELLO (TEAM ERACLE)
MASTER 1 – ROBERTO SEMERARO (TEAM ERACLE)
MASTER 2 – GIUSEPPE GRASSI (TEAM CHIALÀ LOCOROTONDO)
MASTER 3 – ANTONIO NOTARPIETRO (NEW BIKE ANDRIA)
MASTER 4 – ANDREA DIOMEDE (TEAM OROVERDE)
MASTER 5 – ANDREA MARTINA (individuale)
MASTER 6 – BIAGIO PALMISANO (TEAM NARDUCCI)
MASTER 7 – GIUSEPPE CAFERRA (BICICLETTA STORE)
MASTER 8 – GIUSEPPE LAZZAZZERA (FAUSTO COPPI ACQUAVIVA)
UNDER 23 – VITTORIO CARRER (FUSION BIKE)
MASTER 4 WOMEN – DANIELA D’ALESSANDRO (BIKE SPACE)
MASTER 5 WOMEN – ANNA CICCONE (TEAM ERACLE)

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Pro Loco “Quadratum” ed Eurosud insieme per un’esperienza Erasmus a favore dei giovani coratini https://ilquartopotere.it/associazioni/pro-loco-quadratum-ed-eurosud-insieme-per-unesperienza-erasmus-a-favore-dei-giovani-coratini/ https://ilquartopotere.it/associazioni/pro-loco-quadratum-ed-eurosud-insieme-per-unesperienza-erasmus-a-favore-dei-giovani-coratini/#respond Wed, 10 May 2023 06:23:08 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=25579 Una delegazione di giovani coratini in Spagna nella splendida città di Alicante. I giovani Luigi, Mariangela, Fabrizio, Vincenzo e Filippo hanno partecipato dal 26 Aprile al 3 Maggio, grazie all’associazione EUROSUD, insieme ad altri giovani provenienti da Spagna, Polonia, Croazia, Bulgaria e Portogallo, hanno partecipato allo scambio giovanile Erasmus “The artist mind”. Il progetto educativo si è […]

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Una delegazione di giovani coratini in Spagna nella splendida città di Alicante. I giovani Luigi, Mariangela, Fabrizio, Vincenzo e Filippo hanno partecipato dal 26 Aprile al 3 Maggio, grazie all’associazione EUROSUD, insieme ad altri giovani provenienti da Spagna, Polonia, Croazia, Bulgaria e Portogallo, hanno partecipato allo scambio giovanile Erasmus “The artist mind”.
Il progetto educativo si è concentrato sulla salute mentale, al fine di raccogliere e testare strumenti creativi per migliorare il benessere mentale. I giorni sono stati trascorsi esplorando diverse abilità sociali per sviluppare la consapevolezza di questi problemi e per trovare modi per gestirli.
Quindi, la maggior parte delle attività erano in questo senso, come la passeggiata mindfulness in cui ci si concentra sul respiro e sul passo.
Altra attività mirata alla scoperta interiore delle emozioni era quella di ascoltare tre diverse canzoni e poi scrivere su un foglio le sensazioni che la canzone suscitava nei partecipanti.
Tutte queste attività   hanno aiutato ad analizzare i timori dei partecipanti ed i bisogni nell’ambito delle relazioni con gli altri.
Durante lo scambio giovanile “The artists mind”, l’obiettivo era quello di promuovere l’integrazione tra i giovani provenienti da paesi diversi e di scoprire le molteplici relazioni culturali e storiche che legano le varie regioni europee. In questo contesto, i giovani di Corato hanno avuto l’opportunità di spiegare ai loro coetanei provenienti da altri paesi i diversi collegamenti che la Puglia possiede con la Spagna in termini di via Francigena e percorso di pellegrinaggio.

La via Francigena è stata una delle più importanti vie di pellegrinaggio del medioevo, che collegava Canterbury a Roma, passando attraverso la Francia, la Svizzera e l’Italia. Questa via attraversa anche la Puglia, passando per Bari, dove i pellegrini potevano imbarcarsi per la Terra Santa. Inoltre, i giovani di Corato hanno spiegato che la città di Otranto, situata sulla costa adriatica della Puglia, era un importante punto di partenza per i pellegrinaggi in Terra Santa durante il medioevo.

Oltre alla via Francigena, i giovani di Corato hanno anche spiegato che la Puglia ha una forte connessione con la Spagna attraverso il percorso dei pellegrinaggi. Infatti, molti pellegrini spagnoli si recavano in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, nella provincia di Foggia, per venerare le reliquie di Padre Pio. Inoltre, i giovani di Corato hanno sottolineato allo stesso modo come anche la città di Trani, situata sulla costa adriatica della Puglia, era un importante centro commerciale durante il medioevo e che aveva stretti legami commerciali con la Spagna.

In sintesi, il progetto educativo ha permesso ai giovani di Corato di condividere le loro conoscenze storiche e culturali con i loro coetanei provenienti da altri paesi europei e di promuovere l’integrazione tra le varie culture. Questa esperienza ha rafforzato i legami tra i giovani e ha permesso loro di scoprire e apprezzare le diverse tradizioni e patrimoni culturali dei vari paesi europei.

Durante la loro esperienza a Alicante, i ragazzi di Corato hanno avuto l’opportunità di conoscere le bellezze artistiche e culinarie della città spagnola. In particolare, grazie alla guida degli organizzatori del progetto, i giovani hanno potuto visitare alcuni dei luoghi più caratteristici e suggestivi di Alicante, tra cui il Castello di Santa Barbara, un’imponente fortezza medievale che domina la città dalla cima di una collina.

Inoltre, i ragazzi hanno avuto la possibilità di assaggiare alcune delle prelibatezze della cucina spagnola, come la paella, il tipico piatto a base di riso e frutti di mare, e di scoprire nuovi sapori e gusti. Queste esperienze hanno contribuito a rendere il loro soggiorno a Alicante ancora più completo e arricchente, consentendo loro di immergersi appieno nella cultura locale e di scoprire le tradizioni e le peculiarità della vita spagnola.

È importante sottolineare che l’associazione Pro Loco “Quadratum” e l’associazione EUROSUD, da sempre promuovono e supportano esperienze di mobilità internazionale a favore dei giovani del territorio. Queste esperienze rappresentano un’opportunità unica per i giovani di ampliare le proprie conoscenze culturali, di imparare nuove lingue, di acquisire nuove competenze e di sviluppare una maggiore consapevolezza su temi importanti come l’integrazione e la cooperazione internazionale.

Grazie all’impegno costante di queste associazioni, numerosi giovani di Corato e della Puglia hanno avuto la possibilità di partecipare a progetti educativi internazionali, come quello descritto nell’articolo, che hanno contribuito a migliorare le loro prospettive di studio e di lavoro, nonché la loro crescita personale. Queste associazioni hanno dimostrato una grande sensibilità e attenzione ai bisogni dei giovani del territorio, creando opportunità concrete per la loro formazione e il loro sviluppo.

Commenta il Presidente della Pro Loco Gerardo Giuseppe Strippoli“La nostra Pro Loco è stata coinvolta da EUROSUD – che ringraziamo – per la sua capacità di presentare le radici del territorio, le sue caratteristiche storiche ed enogastronomiche. Questo ci onora e ci ripaga dei tanti sforzi e della passione dei volontari e dei soci che quotidianamente si prodigano per rendere il nostro territorio ed il suo patrimonio conosciuto e di appeal, anche a livello internazionale, aprendo le porte a pellegrini ed escursionisti, turisti e gente delle nostre Murge, facendo rete anche con le realtà produttive per un racconto nuovo e genuino delle peculiarità che possediamo. Speriamo che questo dialogo continui in modo proficuo.”

Il presidente di EUROSUD, associazione responsabile dell’evento per la Puglia l’avvocato Adriano Difronzo dichiara: “Siamo molto soddisfatti dell’ottima iniziativa che ci consente di contribuire alla promozione della tradizione locale. Il nostro obiettivo è quello di continuare a coinvolgere quanto più possibile le realtà del nostro territorio affinché possano beneficiare al meglio di tutte le opportunità che l’Europa mette in campo proprio per loro”.

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A 50 anni dal misterioso schianto aereo della Collina della Croce https://ilquartopotere.it/ricorrenze/a-50-anni-dal-misterioso-schianto-aereo-della-collina-della-croce/ https://ilquartopotere.it/ricorrenze/a-50-anni-dal-misterioso-schianto-aereo-della-collina-della-croce/#respond Sun, 30 Oct 2022 06:00:15 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=21628 Il 30 ottobre 1972 avevo solo 7 anni e frequentavo la 2^ elementare. Quello ed il giorno seguente, li ricordo come fossero oggi, con grande emozione ed impressione. Vidi per la 1^ volta al Tg1 in grande, sulla cartina geografica della Puglia, la scritta Corato. Non era una bella notizia, tant’è che il giorno dopo, […]

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Il 30 ottobre 1972 avevo solo 7 anni e frequentavo la 2^ elementare.

Quello ed il giorno seguente, li ricordo come fossero oggi, con grande emozione ed impressione. Vidi per la 1^ volta al Tg1 in grande, sulla cartina geografica della Puglia, la scritta Corato.
Non era una bella notizia, tant’è che il giorno dopo, il nostro maestro ci assegnò un compito sul Fokker F27, precipitato sulla collina, poi chiamata della Croce, nei pressi delle “masserie nuove”, tra Corato e Poggiorsini.
Da piccolo detective, ci andai con i miei genitori, in uno scenario tetro e surreale, da film d’horror.
Pecore ed altro bestiame sparso dappertutto (circa 200 capi si dirà), alcune ancora su 4 zampe.
Era il risultato della caduta del Fokker, proveniente da Napoli, che alle 20,40 si schiantò sulle masserie nuove, mentre la famiglia Rutigliano, Giuseppe Eugenia ed il piccolo Paolo (rimasti illesi), stavano cenando.
Le versioni date sulle cause, spaziano su tutto ed il contrario di tutto. Ma a distanza di 50 anni, questa tragedia che stroncò 27 persone (22 passeggeri e 5 dell’equipaggio) è avvolta ancora da un’area di mistero e da tanti interrogativi.
La versione ufficiale è che lo schianto sia stato dovuto ad un errore umano del 34enne comandante Giuseppe Cardona.
È pur vero che nel 1972, in assenza di radar, l’atterraggio era a vista, ma è possibile che l’aereo sia precipitato in condizioni meteo ottimali?
Perché lo stesso comandante è stato ritrovato in coda all’aereo?
Anche le testimonianze oculari sono discordanti: ci sono alcuni contadini che affermano di aver visto in volo una scia di fuoco, altre che l’aereo sia esploso schiantandosi al suolo, altri associano il mistero, alla vicinanza di basi militari con testate nucleari.
Ma la pista più suggestiva ed anche misteriosa, rimane quella secondo cui la zona sulla quale è precipitato l’aereo, ha un tasso altamente magnetico sugli oggetti metallici, che possa aver attratto l’aereo, come confermerebbe la strada adiacente alla collina della croce, in cui in discesa ed a folle, l’auto risale.
È una versione che nel tempo è stata smentita da alcune inchieste giudiziarie, ma che non hanno cancellato i dubbi, ancor più transitando dalla silenziosa collina della Croce, immersa nello scuro terreno murgiano, che tanta impressione e inquietudine provoca nell’anima e nella mente dei passanti.

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