memoria storica Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/memoria-storica/ Le notizie sotto un'altra luce Wed, 10 Jun 2026 05:12:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://ilquartopotere.it/wp-content/uploads/2018/12/cropped-icona_512-32x32.png memoria storica Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/memoria-storica/ 32 32 Corato celebra la Repubblica: il 10 giugno festa finale per gli 80 anni del voto alle donne https://ilquartopotere.it/appuntamenti/corato-80-anni-repubblica-voto-donne/ https://ilquartopotere.it/appuntamenti/corato-80-anni-repubblica-voto-donne/#respond Wed, 10 Jun 2026 05:02:31 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43002 LA REPUBBLICA È DONNA Dopo la intensa e partecipata giornata del 9 giugno, dedicata alle voci delle donne al primo voto, alle immagini della memoria e alle testimonianze di scrittrici, giornaliste e storiche, continua a Corato il cammino avviato ormai due anni fa dal gruppo Anpi Scuola insieme ai soci di Ermes e Harambè nel […]

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LA REPUBBLICA È DONNA

Dopo la intensa e partecipata giornata del 9 giugno, dedicata alle voci delle donne al primo voto, alle immagini della memoria e alle testimonianze di scrittrici, giornaliste e storiche, continua a Corato il cammino avviato ormai due anni fa dal gruppo Anpi Scuola insieme ai soci di Ermes e Harambè nel segno delle nostre Madri Costituenti.

L’appuntamento conclusivo è per mercoledì 10 giugno, presso la sede del Centro per anziani Ermes, in via Canova 42, per celebrare insieme gli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne.

Sarà un momento di festa e di condivisione: spegneremo le 80 candeline di una torta gigantesca e bellissima, simbolo di sogni, impegno, speranza e dei diritti conquistati dalle donne italiane, diritti che ancora oggi chiedono di essere difesi e consolidati.

Un brindisi collettivo chiuderà questo percorso di memoria e partecipazione con un augurio rivolto a tutte e tutti:

Buon compleanno Repubblica!

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25 Aprile, ANPI Corato: “La Costituzione bussola in tempi di incertezza” https://ilquartopotere.it/ricorrenze/anpi-corato-25-aprile-costituzione-bussola/ https://ilquartopotere.it/ricorrenze/anpi-corato-25-aprile-costituzione-bussola/#respond Fri, 24 Apr 2026 07:12:44 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=42276 In occasione della Festa della Liberazione, che si celebra il 25 aprile, il Comitato direttivo ANPI Corato ‘Maria Diaferia’ affida a una riflessione pubblica il significato attuale della ricorrenza, richiamando il valore della Costituzione come guida nei tempi di incertezza che attraversano il presente: “Il 25 aprile è un respiro collettivo, un ricordo vivo di […]

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In occasione della Festa della Liberazione, che si celebra il 25 aprile, il Comitato direttivo ANPI Corato ‘Maria Diaferia’ affida a una riflessione pubblica il significato attuale della ricorrenza, richiamando il valore della Costituzione come guida nei tempi di incertezza che attraversano il presente:

Il 25 aprile è un respiro collettivo, un ricordo vivo di quando l’Italia scelse di rialzarsi, di dire “no” alla paura e “sì” alla dignità. È il giorno in cui celebriamo la Liberazione dal nazifascismo, ma anche un invito a guardare il presente con occhi vigili e cuore saldo.

Tante sono le sfide del presente. Oggi il mondo è di nuovo attraversato da venti inquieti. Guerre e tensioni geopolitiche ridisegnano confini, alimentano instabilità e mettono alla prova i valori democratici.

In Europa, il conflitto in Ucraina continua a ricordarci quanto la pace sia fragile; in Medio Oriente, le ferite si moltiplicano; e persino nelle democrazie consolidate, il linguaggio dell’odio e della divisione sembra trovare nuovi spazi.

Il 25 aprile ci insegna che la libertà non è mai un dono definitivo, bensì una conquista quotidiana. I partigiani combatterono non solo per liberare un territorio, ma per affermare un’idea: che ogni persona abbia diritto a vivere senza catene, senza paura, senza censura.

Oggi, quella stessa idea deve guidarci di fronte a sfide globali che non conoscono confini.

Celebrare questa giornata significa anche chiederci: cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per difendere la libertà? Significa vigilare contro ogni forma di autoritarismo, proteggere il pluralismo dell’informazione, sostenere chi fugge da guerre e persecuzioni. Significa, soprattutto, non restare indifferenti.

Il 25 aprile è memoria, ma è anche un momento identitario. Ci ricorda che la storia è un fiume che scorre nel presente. E che, se vogliamo che la corrente ci porti verso un futuro di pace e giustizia, dobbiamo remare insieme, con la stessa determinazione di chi, ottant’anni fa, scelse di liberare un Paese intero.

Per la nostra comunità, la ricorrenza, quest’anno, cade anche nel pieno della competizione elettorale. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di amministratori che sappiano vivere la Costituzione nata dalla lotta antifascista e tradurla in scelte concrete.

La Costituzione è un patto vivo che chiede di essere incarnato ogni giorno, soprattutto da chi amministra la cosa pubblica. Ogni articolo, ogni principio, è una bussola morale e giuridica: dalla tutela della dignità umana alla promozione dell’uguaglianza, dalla libertà di espressione alla solidarietà sociale. Ma questi valori rischiano di restare lettera morta se non trovano spazio nelle decisioni concrete, nei bilanci, nei regolamenti, nelle scelte quotidiane di chi governa.”.

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71 studenti e 6 accompagnatori dell’I.I.S.S. “Oriani-Tandoi parteciperanno al Treno della Memoria. Un progetto che cresce https://ilquartopotere.it/scuola/71-studenti-e-6-accompagnatori-delli-i-s-s-oriani-tandoi-parteciperanno-al-treno-della-memoria-un-progetto-che-cresce/ https://ilquartopotere.it/scuola/71-studenti-e-6-accompagnatori-delli-i-s-s-oriani-tandoi-parteciperanno-al-treno-della-memoria-un-progetto-che-cresce/#respond Sat, 10 Jan 2026 23:00:15 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=40860 Anche nel corrente anno scolastico gli studenti dell’I.I.S.S. “Oriani-Tandoi” parteciperanno al Progetto “Treno della Memoria” con ben 71 studenti e sei accompagnatori. Un progetto che di anno in anno cresce. Non si tratta solo di un percorso storico-culturale sul periodo più cruento del Novecento, ma di una preziosa occasione di socializzazione per studenti provenienti da […]

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Anche nel corrente anno scolastico gli studenti dell’I.I.S.S. “Oriani-Tandoi” parteciperanno al Progetto “Treno della Memoria” con ben 71 studenti e sei accompagnatori. Un progetto che di anno in anno cresce.

Non si tratta solo di un percorso storico-culturale sul periodo più cruento del Novecento, ma di una preziosa occasione di socializzazione per studenti provenienti da tutta Italia e di sensibilizzazione verso ogni forma di razzismo e discriminazione.

Ogni anno migliaia di studenti e studentesse da tutta Italia – dichiara il Dirigente Scolastico dell’ IISS ‘ ORIANI- TANDOI, prof. Francesco Catalano  – salgono sui treni della Memoria per raggiungere Auschwitz: un viaggio dentro la storia e dentro noi stessi, un percorso di consapevolezza e di educazione alla responsabilità collettiva”.
Quegli stessi viaggi che una volta erano di ebrei, rom, dissidenti politici, omosessuali o persone con disabilità verso i luoghi di sterminio, ora diventano percorsi, non solo necessari a conservare la memoria, ma a sognare un futuro senza guerre.
Gli anni passano e i testimoni diretti ci salutano. Con la loro perdita, le generazioni future corrono il rischio di dimenticare o, peggio ancora, di ignorare la storia.

Progetti come il “Treno della Memoria”, così, permettono di raccontare alle nuove generazioni le pagine orrende della II Guerra Mondiale e di offrire loro strumenti per analizzare in maniera critica e costruttiva il presente che ci circonda.Le visite nei luoghi della deportazione  – dice il prof. Capurso, tra i docenti accompagnatori- non sono strumenti per aprire dei cassetti del passato, o banalmente per approfondire un argomento di Storia, ma per tenere viva la memoria come atto umano, politico e civile. Il nostro obiettivo, attraverso questo viaggio, è anche quello di promuovere una cultura della nonviolenza“.

La partecipazione al Progetto “Treno della Memoria” è una delle numerose attività che l’IISS “Oriani-Tandoi” da sempre promuove a beneficio dei propri studenti per sostenerne la loro realizzazione umana, civile e culturale, attraverso un percorso educativo e formativo che coniughi tradizione e innovazione, così come indicato nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa.

Per conoscere quest’ultimo, i progetti, le iniziative, gli eventi che all’Oriani si pongono in essere, è possibile consultare il sito web www.orianitandoi.it e i profili social www.facebook.com/liceoorianicorato e https://www.instagram.com/liceo.oriani/
https://www.facebook.com/ipctandoicorato/ https://www.instagram.com/ipctandoicorato/

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Dalla memoria alla Pace: il significato del 4 Novembre per Corato https://ilquartopotere.it/ricorrenze/4-novembre-2025-anmig-corato/ https://ilquartopotere.it/ricorrenze/4-novembre-2025-anmig-corato/#respond Tue, 04 Nov 2025 03:20:24 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=39966 Il 4 novembre rappresenta per l’ANMIG di Corato un momento di profonda riflessione e riconoscenza verso chi sacrificò la propria vita per l’Italia. Il Presidente, prof. Gaetano Bucci, condivide con la cittadinanza un messaggio di memoria e speranza: “Oggi 4 NOVEMBRE ricorre il 107° anniversario della fine della Prima guerra mondiale, iniziata il 24 maggio […]

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Il 4 novembre rappresenta per l’ANMIG di Corato un momento di profonda riflessione e riconoscenza verso chi sacrificò la propria vita per l’Italia. Il Presidente, prof. Gaetano Bucci, condivide con la cittadinanza un messaggio di memoria e speranza:

Oggi 4 NOVEMBRE ricorre il 107° anniversario della fine della Prima guerra mondiale, iniziata il 24 maggio del 1915, con l’obiettivo principale del completamento della unità nazionale, attraverso la conquista delle Terre irredente del Trentino, della Venezia-Giulia e del Quarnaro, con le città di Trento, Trieste e Fiume.

Alla partecipazione al conflitto si era giunti dopo un acceso confronto nazionale tra interventisti e neutralisti. Il partito irredentista prevalse interpretando lo spirito di una nazione che aveva la necessità storica di ricomporsi e ritrovarsi nella sua storica identità di popolo e integrità territoriale.

Corato nei mesi precedenti l’inizio dell’intervento in guerra fu scossa, come molte altre città e comunità, da un susseguirsi di iniziative in cui ai grandi pericoli e incertezze dei campi di battaglia, si alternarono le ansie patriottiche e lo spirito di riscatto nazionale.

Corato visse la eccezionale esperienza di un memorabile comizio di Cesare Battisti, che alla presenza di Guglielmo Schiralli, incitò gli animi ad affrontare con orgoglio l’intervento in guerra, a consacrare la promessa di Giovanni Bovio che, sotto il monumento a Matteo Renato Imbriani, qualche lustro prima aveva evocato il riscatto italiano fino al Quarnaro e alla costa dalmata.

Dopo la disfatta di Caporetto, vicino al Monte Sei Busi, dove perse la vita, Benedetto Calvi, uno degli oltre seicento coratini che si immolarono per la Patria, e mirabilmente narrato da Domenico Calvi, arrivarono le battaglie che, con grande spirito di abnegazione e accompagnate dalle struggenti note della Canzone del Piave, portarono all’epilogo vittorioso di Vittorio Veneto.

L’Italia aveva vinto la guerra. Fu poi una vittoria mutilata, ma che costituì il grande valore di aver per la prima volta nella storia forgiato, nel crogiolo del sacrificio bellico, una identità e una coscienza di appartenenza. Furono valori che sopravvissero per decenni nelle ferite e nelle mutilazioni dei combattenti di Corato che, fin dal 1917, vollero unirsi in una associazione tra le prime in Italia a trasmettere i valori della Patria, attraverso la ricerca della Pace.

L’Anmig di Corato, ancora oggi presente a dare testimonianza e rendere vivi i valori del sacrificio di allora, partecipa nella ricorrenza odierna alla grande celebrazione nazionale presso il Sacrario Militare di Bari, con la propria bandiera e una folta rappresentanza di iscritti e simpatizzanti.

L’Anmig di Corato, fa propri i principi costituzionali del “ripudio della guerra” e della ricerca della Pace, non solo per il nostro Paese ma anche per il mondo intero, attraversato oggi da inaccettabili conflitti e macchiato ancora dal genocidio.

L’Anmig di Corato auspica, infine, che l’Amministrazione cittadina mostri “fattiva volontà e collaborazione” nel non disperdere il sacro patrimonio delle centinaia di Mutilati ed Invalidi di Guerra che con dignità ed orgoglio tennero alto il nome di Corato assieme al vessillo dell’Italia.”

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A Corato la prima Pastasciutta Antifascista: la Resistenza si celebra a tavola https://ilquartopotere.it/appuntamenti/a-corato-la-prima-pastasciutta-antifascista-la-resistenza-si-celebra-a-tavola/ https://ilquartopotere.it/appuntamenti/a-corato-la-prima-pastasciutta-antifascista-la-resistenza-si-celebra-a-tavola/#respond Thu, 04 Sep 2025 04:00:28 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=39037 Il prossimo 6 settembre, per la prima volta a Corato,l’ANPI “Maria Diaferia” organizza la sua Pastasciutta Antifascista, in collaborazione con Torre Palomba e IfinApulia. La Pastasciutta Antifascista ricorda un momento simbolico della nostra storia: il 25 luglio 1943, giorno della caduta del fascismo, la famiglia Cervi offrì un piatto di pasta a tutta la popolazione, […]

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Il prossimo 6 settembre, per la prima volta a Corato,l’ANPI “Maria Diaferiaorganizza la sua Pastasciutta Antifascista, in collaborazione con Torre Palomba e IfinApulia.

La Pastasciutta Antifascista ricorda un momento simbolico della nostra storia: il 25 luglio 1943, giorno della caduta del fascismo, la famiglia Cervi offrì un piatto di pasta a tutta la popolazione, senza distinzione.

Un gesto semplice, ma potente, che è diventato simbolo di Resistenza, solidarietà e speranza in un futuro di pace e libertà.

“Anche noi – scrivono i promotori dell’iniziativa-vogliamo celebrare questo spirito, con una pasta di comunità da condividere insieme.

L’appuntamento è per le ore 20:00 presso Torre Palombae sarà accompagnato dalla musica popolare del gruppoAbbasce.”

La cittadinanza è invitata.

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Dalle feste di San Cataldo all’esilio politico: la memoria dei coratini emigrati https://ilquartopotere.it/cultura/emigrazione-politica-coratina-san-cataldo/ https://ilquartopotere.it/cultura/emigrazione-politica-coratina-san-cataldo/#respond Thu, 21 Aug 2025 05:36:12 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=38925 Di Giovanni Capurso, Vincenzo Catalano Con l’avvicinarsi delle festività patronali coratine in onore di San Cataldo riaffiora il ricordo del fenomeno migratorio che, nei decenni passati, segna profondamente la comunità. In questi giorni, infatti, molti figli e nipoti di emigrati coratini tornano con le loro famiglie alla riscoperta dei luoghi d’origine dei propri avi. In […]

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Di Giovanni Capurso, Vincenzo Catalano

Con l’avvicinarsi delle festività patronali coratine in onore di San Cataldo riaffiora il ricordo del fenomeno migratorio che, nei decenni passati, segna profondamente la comunità.
In questi giorni, infatti, molti figli e nipoti di emigrati coratini tornano con le loro famiglie alla riscoperta dei luoghi d’origine dei propri avi.

In questo solco si inserisce lo studio condotto presso l’Archivio di Stato di Bari (fondo dello Schedario Politico Provinciale, 1892-1945) da Giovanni Capurso e Vincenzo Catalano. I due studiosi, negli ultimi anni, si dedicano alla lettura del fenomeno migratorio in una chiave soprattutto politica. La ricerca, avviata nel 2021, mette in luce come l’emigrazione coratina non sia soltanto il risultato di difficoltà economiche e sociali, ma anche una conseguenza diretta della repressione del dissenso politico durante la dittatura.

Lo Schedario Politico Provinciale conservato presso l’Archivio di Stato di Bari comprende 185 buste con 4.647 fascicoli personali di individui considerati sovversivi; di questi, 389 riguardano cittadini coratini, pari all’8,4% del totale. Si tratta di un dato significativo, sebbene non esaustivo, poiché non comprende quanti emigrano clandestinamente o sostengono la migrazione senza essere intercettati dalle autorità. Per questo motivo è difficile, se non impossibile, quantificare con precisione l’intera portata del fenomeno migratorio politico. Dei 389 coratini schedati, 269 risultano emigrati, mentre gli altri continuano a risiedere in città. Lo schedario, infatti, raccoglie informazioni su tutti gli «individui ritenuti politicamente pericolosi o comunque aventi atteggiamenti ed idee contrarie a quelle governative», siano essi emigrati o residenti. La distribuzione geografica degli emigrati coratini risulta la seguente: Stati Uniti d’America (14), America del Sud (6), Francia (178), Egitto (2), Etiopia (1), emigrazione interna sul territorio nazionale (68), residenti a Corato (115), casi indefiniti (5).

Come per l’intero fenomeno migratorio politico italiano tra le due guerre, il picco si registra dopo il 1926. È proprio da quell’anno che l’opposizione politica emerge con maggiore chiarezza nei registri e nei rapporti del regime, in seguito all’emanazione del Regio Decreto 6 novembre 1926, n. 1848, che coordina le norme in materia di pubblica sicurezza, sancendo un drastico irrigidimento repressivo. Il decreto annulla di fatto ogni forma di dissenso, rafforzando i poteri di controllo e repressione della polizia. Tale processo trova ulteriore sistemazione con il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza del 1931. Non sorprende, dunque, che proprio nel decennio 1926-1936 vengano aperti 229 dei 389 fascicoli complessivi.

Questo articolo, in occasione delle festività patronali in onore di San Cataldo, rappresenta soltanto un’anticipazione di un più ampio progetto di ricerca che presto vede la luce in un volume a firma di Giovanni Capurso e Vincenzo Catalano. Il libro raccoglierà in modo organico i risultati dello studio condotto presso l’Archivio di Stato di Bari, offrendo una lettura approfondita del fenomeno migratorio coratino in chiave sociale e politica e restituendo alla comunità una pagina significativa, ma ancora poco conosciuta, della propria storia, anche attraverso un’ampia riscoperta di lettere e foto intercettate dalle autorità di regime.

Riportiamo a tal proposito gli stralci di due lettere che vibrano di un’umanità non troppo lontana dalla nostra.

Spillone Giuseppe

Nato a Corato il 4 febbraio 1900, ex Guardia Regia, espatriato in Francia, da 15 anni con la famiglia e residente ad Annemasse Rue Cursat (Alta Savoia). La lettera, intecettata dalla questura di Torino è inviata a Turturro Antonio, insegnante, con quale è in rapporti epistolari dal 1914.

Lettera diretta al Sig. Turture Antonio – insegnante – via Giappone – Corato (Bari) Italie – proveniente da Annemasse – in data 21 febbraio 1938 – spedita da Spillone Rue Ceurat Amenasse Francia.

Lettera: [dattiloscritta dalla Questura]

«Amenasse, 21 febbraio 1938

«Carissimo amico,

ricevetti giorni fa la tua, dove malgrado una buona salute, dovetti notare con dispiacere lo stato morale non propriamente brillante.

Fui sul punto di farti una sorpresa. Nel mese di settembre scorso, avevo tutto preparato per un viaggio in Italia, mia moglie mi fece parte del suo timore e, francamente, mi disse la sua ostilità a questo viaggio.

Come, pensi, non volli lasciarla in tormenti, così cambiai progetto.

Mi parve, dapprima, la sua paura non giustificata, ma, in seguito, dalle notizie ricevute, m’accorgo ch’ella non aveva completamente torto. Come vedi, per te, è impossibile muoverti, mentre per me è prudente.

Viltà?, forse. In tutti i casi, non l’anima di un eroe. Passare la frontiera in questi momenti mi pare molto imprudente.

Dei sintomi giustificano il nostro allarme. La preparazione morale intensiva alla guerra della campagna italiana ed anche nelle città; il riarmo dei paesi aristocratici, l’accumulamento delle forze alle frontiere francese tante altre questioni ci permettono di temere, per fra poco, d’un conflitto fra noi.

In Francia noi vogliamo la pace, assolutamente la pace, perciò sin ora abbiamo fatto molte concessioni ma il diritto dei popoli è al disopra dei concetti espansionisti ed imperialisti dei governi fascisti. Questi, incapaci di risolvere questioni economiche e politiche dell’interno volgono la loro attività verso le conquiste e sempre per le conquiste.

[…]»

Curatella Cataldo

Nato a Corato l’11 settembre 1903 è definito come sovversivo, emigra negli USA nel 1919 all’età di 16 anni per non fare più ritorno in Italia. Di origini contadine e manovale negli USA, risulta aver frequentato la scuola fino alla quarta elementare in Italia, non poco se si considera l’importante tasso di analfabetismo dell’epoca riferito alle zone rurali del Meridione. Interessante è notare, oltre al cambio di nome in James, la foga nelle lettere da lui scritte, come quella del 27 luglio 1937 inviata da New York City e rivolta alla suocera:

«Carissima suocera,

[…]. In quanto a santo Antonio, quello è di gesso o di legno cariato e quindi non vi può mai rispondere, sentirvi, vedere ecc. Se lui la “grazia” la voleva fare non mi faceva ammalare. E non mi venite a dire che è stato il Demonio che per prima cosa io non l’ho mai visto e sentito e non mai lui si è fatto da me vedere e perciò nemmeno a quello credo e per secondo che essendo i santi più sopra di lui – secondo come dicono i preti – non dovrebbero lasciare fare, al Demonio, che ammalasse le persone! Ecco come si vede che nulla è vero e che queste storielle le dicono i preti apposta per fare andare la gente a pregare nelle loro botteghe o chiese per il semplice scopo di far quattrini e di, essere lasciato proprietà quando muore qualche fesso ricco e che crede.

Le genti che sfruttano il prossimo se ne servono del nome di Dio per coprire i loro crimini, i loro misfatti. In nome di Dio si fanno le guerre e in nome di Dio i preti si baciano le ragazze e pizzoche. Durante la guerra mondiale i preti, vescovi e cardinali austriaci benedicevano e spingevano al macello tanti giovani, dall’altra parte dell’Italia, preti, vescovi e cardinali facevano la stessa cosa…eppure tanto l’uno che l’altro erano sotto la direzione del santo padre papa Achille Ratti, capo supremo degli ignoranti. La guerra la vogliono i ricchi per arricchirsi di più e poi fanno la propaganda ai poveri sotto la scusa della “patria”. Il papa che è ricco anche lui è d’accordo pure è così si fanno le guerre, si vincono i capitalisti italiani, sono loro che si fanno ancora più ricchi, si vincono gli austriaci sono quelli che si fanno più ricchi. Il papa, preti e via di seguito, poco se ne fottono che muoiono tanti giovani, a guerra finita i signori si riempiono le casseforti ed il povero non solo di aver perduto o storpiato il figlio o fratello; quanto deve pagare le spese di guerra […].

Il nostro popolo, cioè voi appunto, che ne avete fatto? La fame e le spese.

Ecco dunque che a tante religioni non ci credo, perché il prete cattolico, turco, luterano, ortodosso, anglicano, buddista, tutti si dicono che rappresentano Dio e poi si guerreggiano fra loro e Dio li lascia fare. I re, dicono di essere mandati da Dio, e se vi è un solo regno, una sola corona e tutti e due la vogliono, allora si fanno la guerra, Dio poi da sempre ragione a chi tiene più soldati e più armi migliori.

Ecco perché io non credo a nessun prete o santo o dio […], penso a non far male e anzi far bene quando posso, cerco unito ai miei compagni, di impedire ai padroni ladri di succhiare il sangue dei lavoratori, per ciò sono un socialista e nemico dei prepotenti e nemico di tutti i preti, governanti e sfruttatori. […]».

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