Margherita di Savoia Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/margherita-di-savoia/ Le notizie sotto un'altra luce Sun, 21 Sep 2025 07:20:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.5 https://ilquartopotere.it/wp-content/uploads/2018/12/cropped-icona_512-32x32.png Margherita di Savoia Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/margherita-di-savoia/ 32 32 Gaetano e il rezzaglio: l’arte antica del pescatore tra memoria e tradizione https://ilquartopotere.it/rubrica/gaetano-rezzaglio-margherita-di-savoia/ https://ilquartopotere.it/rubrica/gaetano-rezzaglio-margherita-di-savoia/#respond Sun, 21 Sep 2025 03:30:23 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=39360 Oggi, per “La Puglia si racconta”, vi porto a conoscere Gaetano e la sua arte: il rezzaglio. Un racconto di mare, di mani che intrecciano reti e di storie che non vogliono andare perdute Un corpo chino ore ed ore su una sedia pieghevole in legno a fasce, dinnanzi a quello che sembrerebbe un monumento […]

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Oggi, per “La Puglia si racconta”, vi porto a conoscere Gaetano e la sua arte: il rezzaglio. Un racconto di mare, di mani che intrecciano reti e di storie che non vogliono andare perdute

Un corpo chino ore ed ore su una sedia pieghevole in legno a fasce, dinnanzi a quello che sembrerebbe un monumento alla memoria di caduti in guerra. Interi pomeriggi con ago e filo a riparare reti.

Non so quanti pomeriggi abbia osservato con ammirazione un uomo di cui scorgevo a malapena il volto, in lontananza, scrutando i suoi movimenti, la sua manodopera, la sua pazienza.

Una quiete che ti arrivava anche a distanza di metri, parecchi. Lui nel bel mezzo di un piccolo spazio, una piazzetta davanti ad un monumento della città di Margherita di Savoia. Posto a pochi metri da via Barletta, arteria molto trafficata in piena estate perchédi accesso a questo borgo: marinaro, termale, turistico ed agricolo. Strada attraversata dai tanti bagnanti provenienti da Barletta, Andria, Trinitapoli, Canosa di Puglia, Trani, ma anche da chi la percorre per raggiungere l’area del promontorio del Gargano che quest’anno è tornato a crescere, in termini di arrivi, a differenza del Salento.

Un paese, quello di Margherita di Savoia, precedentemente chiamato le “Saline di Barletta” poiché villaggio in cui si svolgeva il duro lavoro manuale di raccolta del sale, bene prezioso, effettuato sotto il controllo ed alle dipendenze della limitrofa città di Barletta. Non è casuale infatti ascoltare e percepire talvolta un certo astio tra i due vicini rimasti confinanti, ma ormai entrambi dotati di propria autonomia comunale.

Tornando a Gaetano, il “rizzaio” (termine inesistente), l’artigiano di reti da pesca, dopo averlo osservato da un balcone tutte le volte in cui ero alla ricerca di un po’ di relax, finalmente scopro il suo nome, ed il suo volto.

Un uomo mingherlino, col viso segnato dal duro lavoro e dal sole, si sa, il sole invecchia la pelle. Una persona di poche parole. Mi siedo affianco a lui, lo saluto, lui a malapena accenna a ricambiarlo, annuendo con la testa, come se volesse dirmi: “Ciao, puoi restare se vuoi”.

Sono così felice di averlo ritrovato dopo giorni di assenza che decido di restare lì in silenzio per un po’.

Poi, la curiosità mi assale, e dopo una breve presentazione lo riempio di domande. Domande retoriche, che si pongono quando ci si incontra per la prima volta: “Come ti chiami? Che fai?”, fino a “Dove vivi?”. A momenti mancava solo gli chiedessi la carta d’identità! Proprio come facevano le nostre mamme quando rispondendo ad una chiamata che raggiungeva la linea telefonica fissa di casa, sentendo dall’altra parte una voce maschile che chiedeva “Posso parlare con….?”, rispondevano: “Chi sei, come ti chiami, di chi sei figlio?”.

Così Gaetano Ronzini, 76 anni, comincia a parlarmi della sua vita.

Abita proprio lì vicino, a due passi da quel luogo, che poi scopro essere un vecchio cimitero, ormai inesistente, in memoria del quale ci hanno successivamente costruito un monumento.

In quel momento noto però che Gaetano, con il suo ago gigante (rispetto a quelli che noi comunemente utilizziamo) sta riparando una rete diversa dal solito.

Di che si tratta?, gli chiedo.

“Questa -mi spiega- è una rete da posta”.

Di cosa è fatta e come si utilizza?

“E’ di nylon. In questo caso di colore verde, di 20-30 metri di diametro. Così chiamata poiché si lascia in mare, sul fondale, per catturare le specie di pesce che ne restano incastrati. Con galleggianti in cima e piombo alle estremità”.

Non richiede quindi la presenza di qualcuno che stia lì a controllarla. Viene lasciata la sera e la mattina si torna a prenderla con ciò che ne rimane intrappolato: il pescato del giorno.

“Ma tutte le volte vedevo che tu riparavi reti diverse da questa!, affermo.

Non risponde, si alza, va via speditamente senza dire una parola, senza che io possa capirci qualcosa.

Resto in attesa, a volte le parole non servono. Gaetano è un uomo d’azione, un uomo del fare. Intuisco che tornerà.

Infatti, dopo poco torna con una di quelle magnifiche reti che gli ho visto riparare tante volte.

 

“Questo è il RIZZAGLIO a mano” – mi dice.

Si sposta, va dove c’è il sole. Di un colore meraviglioso, è l’ora del tramonto. Tutta la pietra del monumento riflette la stessa luce aranciata, rossastra.

Gaetano è felice, abbozza un sorriso. Lo avverto, finalmente qualcuno si sta interessando alla sua passione, al perché trascorresse tante ore per riparare reti che ormai quasi più nessuno sa sistemare. Oggi in cui tutto si compra, si utilizza, si consuma e si butta.

Gaetano no, lui rammenda. Mi racconta che ha fatto il pescatore per vent’anni, da quando ne aveva otto. Poi le cose sono cambiate, non si riusciva più a vivere solo di pesca. E così all’età di ventitréanni è diventato dipendente comunale, faceva il custode nella villa comunale a Margherita di Savoia. Adesso è in pensione e può dedicarsi alla sua passione.

Mentre comincia a parlare un po’ di più, mi mostra come si apre, come si lancia il “rezzaglio”. Anche questa è un’arte, bisogna allenarsi per imparare a farlo formando una specie di campana, utile a catturare i pesci che ne restano intrappolati con la sua chiusura. All’improvviso, con un gesto lancia questa rete circolare dinnanzi a me creando un cerchio sul pavimento che occupa undiametro di circa 15 metri (aggiunge dopo).

“Questa l’ho fatta per mio figlio”.

Quanto ci hai impiegato?”

“Un mese con due ore al giorno di lavoro. E’ tutta fatta a mano,con i piombini sotto come pesi”.

“E dove la utilizza tuo figlio?”

“In riva al mare, al Porto Canale oppure alla foce dell’Ofanto”.

“Alla foce dell’Ofanto?”, gli chiedo perplessa.

“Quello è un fiume, l’acqua è dolce”, affermo.

Come mai pesci di mare vanno lì?

“Perché a loro piace l’acqua dolce”.

“E quali specie si pescano?

“Cefali, sogliole, spigole, seppie”.

E i cannolicchi, ci sono?”, chiedo.

“No, sono in via di estinzione”.

Perché?

“I granchi blu. E’ pieno, sono in tutto l’Adriatico!”.

E qui Gaetano ritorna ad essere nostalgico. Di ciò che era, di ciò che sta passando…anche di moda, e di ciò che forse non ci sarà più.

Ma chissà che qualcuno non impari da lui questa bellissima arte del produttore e riparatore di reti da pesca e lanciatore del rezzaglio.

Alla fine Gaetano, prima di salutarci, si allontana nuovamente, lo vedo arrivare con qualcosa in mano, e mentre scorgo un’espressione di gioia mi porge qualcosa: un rezzaglio in miniatura, color fucsia, un dono per ricordarmi di lui, della sua arte, della sua maestria artigiana.

 

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Lo sbarco del Santissimo Salvatore: fede e leggenda a Margherita di Savoia https://ilquartopotere.it/rubrica/sbarco-santissimo-salvatore-margherita-di-savoia/ https://ilquartopotere.it/rubrica/sbarco-santissimo-salvatore-margherita-di-savoia/#respond Tue, 12 Aug 2025 09:51:23 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=38782 Continua il mio viaggio con La Puglia si racconta. Questa volta vi porto a Margherita di Savoia, alla scoperta di una delle rievocazioni storiche più affascinanti della città: lo sbarco del Santissimo Salvatore, tra fede, leggenda e tradizioni salinare. Un tuffo nel passato, per rievocare la storia di un borgo che ancora oggi porta le […]

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Continua il mio viaggio con La Puglia si racconta. Questa volta vi porto a Margherita di Savoia, alla scoperta di una delle rievocazioni storiche più affascinanti della città: lo sbarco del Santissimo Salvatore, tra fede, leggenda e tradizioni salinare.

Un tuffo nel passato, per rievocare la storia di un borgo che ancora oggi porta le tracce di una grande attività che affonda le sue radici nei secoli scorsi. La città celebra annualmente il suo rapporto con la salina, le cui origini risalgono addirittura al IV secolo avanti Cristo.

Un appuntamento che ormai da diversi anni caratterizza l’estate margheritana è la rievocazione dello sbarco del Santissimo Salvatore, patrono di Margherita di Savoia, con uno spettacolo molto suggestivo in scena sul lungomare Cristoforo Colombo.

Una rappresentazione che rievoca uno dei momenti più intensi della storia di Margherita, quando sotto la minaccia di un imminente sbarco dei pirati turchi tutta la comunità si arma di pali e fiaccole per reagire all’attacco, ma una volta arrivati al mare trovano il quadro del Cristo legato alla colonna, lasciato sulla spiaggia dai predatori saraceni, assieme a due campane, prima di riprendere il largo.

La rievocazione vuole rievocare anche la storia di questo popolo, dedito alla raccolta del sale, ed a quando Margherita di Savoia si chiamava “Reali Saline di Barletta”, e il Santissimo Salvatore era solo una cappella costruita con decreto di Re Ferdinando IV di Borbone nel 1777, poi abbattuta perché instabile tanto da non reggere ai lavori di ristrutturazione e ampliamento.
Affermare che la cittadina pugliese non abbia una sua storia da raccontare è un’offesa alla sua memoria.

La leggenda vuole che il Santo protettore venisse dal mare. Ma nel mito c’è anche un’altra storia, quella del popolo salinaro, costretto a lasciare Margherita di Savoia per via della malaria e che nella fatica di ogni giorno invocava la protezione del suo Patrono, il Santissimo Salvatore.

Lo sbarco del Santissimo è uno dei momenti più suggestivi che apre e precede la festa patronale di Margherita di Savoia, conclusasi quest’anno il 7 agosto.

Un’altra versione è che la tela raffigurante il Santissimo Salvatore giunse via mare in quanto, con essa, tutti gli arredi della nuova chiesa al Santo dedicata, ed in particolare una campana del 1595, arrivarono dal Regno di Napoli nella città di Barletta.

Da qui i margheritani andarono a prendere la tela e gli arredi trasportando il tutto via mare con le loro barche.

Il culto è ancora oggi molto sentito.

Un attaccamento che dura da secoli, a cui i salinari sono particolarmente legati per la protezione ricevuta dal santo durante il duro lavoro nelle Saline, quando ancora tutto si svolgeva manualmente.

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“SummerWine on Tour”: la cultura del vino apre le danze della nuova rubrica “La Puglia si racconta” https://ilquartopotere.it/rubrica/la-puglia-si-racconta/summerwine-tour-margherita-di-savoia/ https://ilquartopotere.it/rubrica/la-puglia-si-racconta/summerwine-tour-margherita-di-savoia/#respond Mon, 28 Jul 2025 05:20:45 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=38580 Da Margherita di Savoia con “SummerWine on tour”, l’evento firmato Donne del Vino, parte La nuova rubrica di Angela Ciciriello alla scoperta della Puglia tra Eventi, Costume & Società” “Ciao, sono Angela Ciciriello, Giornalista pubblicista e Guida Turistica che da 20 anni si occupa di promuovere la propria splendida regione Puglia dal punto di vista […]

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Da Margherita di Savoia con “SummerWine on tour”, l’evento firmato Donne del Vino, parte La nuova rubrica di Angela Ciciriello alla scoperta della Puglia tra Eventi, Costume & Società”

Ciao, sono Angela Ciciriello, Giornalista pubblicista e Guida Turistica che da 20 anni si occupa di promuovere la propria splendida regione Puglia dal punto di vista culturale, enogastronomico e naturalistico. Una rubrica in cui non potranno mancare anche suggerimenti per eventi da seguire in particolar modo nelle province Bat e Bari, come non mancheranno aneddoti, curiosità e racconti di chi in questa terra ce l’ha fatta o ce la sta mettendo tutta per realizzare il proprio sogno di vita…lavorativa, privata, chi lo sa. Lo scopriremo meglio insieme. Cominciate a seguirmi e perché no, se avete idee, consigli o suggerimenti scrivetemi pure“.

“*SummerWine on tour*”

Al via venerdì 25 luglio, a Margherita di Savoia, “Summerwine”, l’evento ideato dalle Donne Del Vino che quest’anno festeggia l’XI^ edizione con un tour tutto pugliese.

SummerWine on tour: giro di Puglia tra calici e racconti. Il format quest’anno diventa un tour con eventi diffusi, in luoghi diversi della regione, che accompagna gli appassionati del vino pugliese durante l’estate, da luglio fino a settembre 2025.

Cene degustazione, incontri di formazione, masterclass durante una serie di appuntamenti in ristoranti selezionati e location di grande valenza culturale e turistica, dove poter dedicare ad un pubblico interessato e selezionato degustazioni mirate, affinché ogni ospite possa vivere un vero “viaggio esperienziale” da Nord a Sud, con i vini delle Donne del Vino Puglia e i giusti abbinamenti con piatti gastronomici e prodotti tipici del territorio.

Ogni tappa è una scoperta di vini differenti e di cantine. Il plus sono i partner locali che amplificano la portata degli eventi e li arricchiscono di contenuti. Un format, quello di SummerWine, che con il passare degli anni cambia volto ma non l’obiettivo, che resta sempre quello di valorizzare al massimo la Puglia, terra ricca di storia e di vitigni autoctoni che hanno caratteristiche ampelografiche uniche e che danno vita a vini fortemente espressivi del territorio di origine.

Tre le tappe scelte per questa edizione di “SummerWine on tour”, per conoscere la bellezza e l’unicità dei luoghi del vino e non solo, per entrare in contatto con operatori del settore, appassionati e turisti, proponendo un’esperienza immersiva nel mondo del vino. Dalla provincia BAT al Salento passando dalla Valle d’Itria.

Ma cos’è Summerwine on Tour?

Tre luoghi, tre anime, tre grandi aree produttive:

• 25 luglio – Margherita di Savoia | Ristorante Riontino

• 22 agosto – Monteroni di Lecce | Melograni Martino

• 5 settembre – Locorotondo | Cantina Didattica IISS Basile Caramia-Gigante

La prima tappa si è tenuta
Venerdì 25 luglio 2025 nel *Ristorante Riontino* a Margherita di Savoia ed io giustamente non potevo perdermelo!

Dalle 18.00 una Masterclass: “Oh Bianco, quanti anni hai?”
Un appuntamento imperdibile per gli amanti del vino bianco, della sua eleganza e della sua sorprendente capacità di invecchiamento. In degustazione: 12 vini bianchi vintage, di annate passate, alcuni con affinamento in legno, tutti provenienti da diversi areali della Puglia, con un focus speciale sulla Daunia.

Protagoniste della serata: le Donne del Vino Puglia, che con passione e competenza custodiscono e valorizzano il patrimonio enologico pugliese.

Titti Dell’Erba, sommelier e wine communicator, guiderà la masterclass accompagnando i partecipanti tra profumi evoluti, ossidazioni nobili, mineralità e profondità gustative sorprendenti. Presenza di rilievo sarà Antonio Riontino, padrone di casa e sommelier professionista, anche miglior sommelier di Puglia 2017.

Dalle ore 20.00 si è tenuto un apericena, un percorso gastronomico a cura degli chef Salvatore Riontino e Filomena Mastrapasqua, in abbinamento ai vini delle Donne del Vino Puglia. In collaborazione con AIS Puglia – delegazione BAT-Svevia

 

 

 

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