Christiencarlo Mangione Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/christiencarlo-mangione/ Le notizie sotto un'altra luce Sat, 04 Apr 2020 20:28:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://ilquartopotere.it/wp-content/uploads/2018/12/cropped-icona_512-32x32.png Christiencarlo Mangione Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/christiencarlo-mangione/ 32 32 Coronavirus – Corsa al bonus baby sitter https://ilquartopotere.it/impresa-e-lavori-4-0/coronavirus-corsa-al-bonus-baby-sitter/ https://ilquartopotere.it/impresa-e-lavori-4-0/coronavirus-corsa-al-bonus-baby-sitter/#respond Sat, 04 Apr 2020 20:04:31 +0000 http://www.ilquartopotere.it/?p=5179 Rubrica a cura di T-INNOVA srl e Studio legale Stolfa Volpe Per aiutare i genitori che devono gestire i propri figli durante il periodo di chiusura delle scuole e mentre loro magari devono continuare a lavorare, anche da remoto, il decreto Cura Italia ha previsto il bonus baby sitter. Sito Inps permettendo (ieri il sito […]

L'articolo Coronavirus – Corsa al bonus baby sitter proviene da Il Quarto Potere.

]]>
Rubrica a cura di T-INNOVA srl e Studio legale Stolfa Volpe

Per aiutare i genitori che devono gestire i propri figli durante il periodo di chiusura delle scuole e mentre loro magari devono continuare a lavorare, anche da remoto, il decreto Cura Italia ha previsto il bonus baby sitter. Sito Inps permettendo (ieri il sito è andato in tilt) è possibile presentare le domande per il bonus. Anche oggi si registrano rallentamenti per accedere al portale dell’Istituto.

La domanda può essere presentata attraverso tre canali:

  • Dal portale dell’Inps (inps.it);
  • Chiamando il call center al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (da rete mobile);
  • Rivolgendosi ai patronati attraverso i servizi offerti gratuitamente.

Per poter presentare la richiesta attraverso il sito Inps è necessario munirsi del PIN.

Con la circolare n. 44 del 20 marzo 2020, l’Inps, ha fornito le modalità operative per richiedere il bonus baby sitter, previsto dal decreto Cura Italia.

È bene ricordare che le risorse stanziate sono limitate e per tale motivo l’accoglimento delle domande avverrà in ordine cronologico.

Il bonus potrà essere richiesto dai lavoratori del settore privato e di alcuni comparti della Pubblica amministrazione. Inoltre potranno farne richiesta anche i lavoratori autonomi non iscritti all’Inps (ad esempio i liberi professionisti iscritti alle casse professionali).

Il bonus per remunerare la baby sitter viene riconosciuto nel limite di 600 euro a prescindere dal numero di figli presenti in famiglia. Per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari, nonché al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, il bonus baby sitter viene riconosciuto, per un importo fino a 1.000 euro.

Possono inviare richiesta i genitori con figli di età inferiore a 12 anni (non applicato in presenza di handicap grave) alla data del 5 marzo 2020 e spetta anche in caso di adozione o affido preadottivo.

Prima di procedere alla presentazione della domanda del bonus baby sitter, l’utilizzatore del bonus (un genitore) deve registrarsi sulla piattaforma delle prestazioni occasionali dell’Inps e ottenere il Libretto Famiglia. Parimenti, devono registrarsi come prestatori sulla piattaforma dell’INPS dedicata alle Prestazioni occasionali i soggetti che prestano i servizi di baby-sitting.

Nel caso in cui la domanda venisse accolta, il bonus verrà accreditato sul Libretto Famiglia. Successivamente, entrando nella sezione del sito Inps – Libretto Famiglia, bisognerà denunciare il rapporto di lavoro indicando i dati della baby sitter.

Christiencarlo Mangione (Consulente del lavoro)

L'articolo Coronavirus – Corsa al bonus baby sitter proviene da Il Quarto Potere.

]]>
https://ilquartopotere.it/impresa-e-lavori-4-0/coronavirus-corsa-al-bonus-baby-sitter/feed/ 0
CORONAVIRUS E ASSENZE DAL LAVORO https://ilquartopotere.it/imprese-e-lavoro/coronavirus-e-assenze-dal-lavoro/ https://ilquartopotere.it/imprese-e-lavoro/coronavirus-e-assenze-dal-lavoro/#respond Fri, 28 Feb 2020 12:46:40 +0000 http://www.ilquartopotere.it/?p=4424 a cura di Christiencarlo Mangione (Consulente del Lavoro in Corato) Il Coronavirus è arrivato anche in Italia. I lavoratori e i datori di lavoro si stanno chiedendo come gestire le eventuali assenze dal lavoro. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ha individuato 5 possibili casi che potrebbero venire a crearsi. Lavoratore che vive nelle zone […]

L'articolo CORONAVIRUS E ASSENZE DAL LAVORO proviene da Il Quarto Potere.

]]>
a cura di Christiencarlo Mangione

(Consulente del Lavoro in Corato)

Il Coronavirus è arrivato anche in Italia.

I lavoratori e i datori di lavoro si stanno chiedendo come gestire le eventuali assenze dal lavoro. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ha individuato 5 possibili casi che potrebbero venire a crearsi.

Lavoratore che vive nelle zone di contagio

Il lavoratore, per disposizioni delle autorità pubbliche, non potrà uscire di casa e quindi sarà impossibilitato a recarsi al lavoro. Il questo caso il lavoratore risulterà giustificato e regolarmente retribuito, in quanto l’assenza dal lavoro è indipendente dalla sua volontà, ma necessaria per motivi di salute pubblica. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha richiesto, per tale tipologia di assenza, la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione.

Un’alternativa, laddove sia possibile, sarebbe il ricorso allo smart working (lavoro da casa).

Attività aziendale impedita dalla Pubblica Autorità

La seconda situazione che potrebbe verificarsi è la sospensione dell’attività delle imprese che si trovano nelle aree colpite dal contagio. Anche in questo caso l’assenza del lavoratore sarà giustificata e retribuita. Per tale tipologia, si richiede la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione.

Quarantena obbligatoria

Riguarda i lavoratori che manifestino sintomi riconducibili al Coronavirus e che abbiano avuto contatti stretti con casi di contagio confermati. Questa ipotesi può comportare l’assenza del lavoratore interessato. L’assenza del lavoratore dovrà essere regolata come una malattia.

Quarantena volontaria

La quarta tipologia è quella del lavoratore in quarantena volontaria. Si tratta di quei soggetti che rientrano da zone così dette a rischio. Il lavoratore ha l’obbligo di avvisare l’ASL competente per territorio e l’autorità sanitaria può decidere per una permanenza domiciliare con sorveglianza. In attesa di decisioni concrete, secondo la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, la quarantena volontaria da chi proviene dalle zone a rischio può rappresentare un comportamento di oggettiva prudenza, e disciplinato come se l’astensione del dipendente dal lavoro fosse obbligata da un provvedimento amministrativo.

Assenza per paura

Il dipendente che si assenta per la sola paura del contagio da coronavirus, senza che ci sia alcun provvedimento della propria azienda o della pubblica autorità, sarà considerato assente ingiustificato e rischia il licenziamento.

L'articolo CORONAVIRUS E ASSENZE DAL LAVORO proviene da Il Quarto Potere.

]]>
https://ilquartopotere.it/imprese-e-lavoro/coronavirus-e-assenze-dal-lavoro/feed/ 0
Le aziende façoniste dell’abbigliamento hanno finalmente il loro contratto collettivo (con un risparmio del 40% sul costo del lavoro) https://ilquartopotere.it/news/economia/le-aziende-faconiste-dellabbigliamento-hanno-finalmente-il-loro-contratto-collettivo-con-un-risparmio-del-40-sul-costo-del-lavoro/ https://ilquartopotere.it/news/economia/le-aziende-faconiste-dellabbigliamento-hanno-finalmente-il-loro-contratto-collettivo-con-un-risparmio-del-40-sul-costo-del-lavoro/#respond Tue, 18 Feb 2020 12:51:08 +0000 http://www.ilquartopotere.it/?p=4272 a cura di Dott. Christiencarlo Mangione (Consulente del Lavoro in Corato) Le aziende façoniste del settore abbigliamento, quelle cioè che operano, senza marchio proprio, nel confezionamento di abiti in serie sulla base di modelli realizzati dal committente, hanno finalmente ottenuto un primo riconoscimento della loro specificità. Con sentenza n. 2195/2019 il Tribunale di Trani, Sezione […]

L'articolo Le aziende façoniste dell’abbigliamento hanno finalmente il loro contratto collettivo (con un risparmio del 40% sul costo del lavoro) proviene da Il Quarto Potere.

]]>
a cura di Dott. Christiencarlo Mangione

(Consulente del Lavoro in Corato)

Le aziende façoniste del settore abbigliamento, quelle cioè che operano, senza marchio proprio, nel confezionamento di abiti in serie sulla base di modelli realizzati dal committente, hanno finalmente ottenuto un primo riconoscimento della loro specificità.

Con sentenza n. 2195/2019 il Tribunale di Trani, Sezione Lavoro, ha accertato il diritto di un’azienda del settore (difesa dallo Studio Legale Stolfa-Volpe di Corato) di applicare il CCNL per i Dipendenti da Aziende esercenti lavorazioni conto terzi a Façon, sottoscritto dal FAILTs- C.I.S.A.L.- LAIF e ANPIT invece del CCNL Tessile Industria, sottoscritto da Femca-CGIL Filctem-CISL e Uiltec-UIL con SMI-Confindustria.

Non si tratta di una novità di poco conto perché le aziende façoniste finora avevano dovuto applicare un contratto palesemente inadeguato alle loro caratteristiche, che poi è sostanzialmente il medesimo contratto collettivo applicabile ai loro committenti.

Ma tutti sanno che, nel settore, il decentramento produttivo è determinato da mere esigenze di risparmio dei costi e che i committenti – spesso alcune fra le griffe più importanti – decentrano la produzione proprio sul presupposto che i façonisti riescano a contenere il costo del lavoro. Era impossibile, quindi, che a entrambi tali soggetti si applicasse la medesima disciplina retributiva e contrattuale.

La cosa ha sempre creato notevoli difficoltà alle aziende contoterziste che di fatto non sono mai riuscite a rispettare i minimi retributivi contrattuali, sono sempre state esposte al rischio di vertenze giudiziarie e che, ultimamente, sono state messe in ginocchio anche dall’affacciarsi sul mercato della spietata concorrenza delle aziende asiatiche e dell’Est Europeo.

Non a caso negli ultimi anni, in Puglia e non solo, stiamo assistendo alla chiusura di molte aziende del genere che pure rappresentavano un elemento essenziale della nostra economia.

Di questa situazione la contrattazione collettiva gestita dalla maggiori confederazioni sindacali non ha mai voluto prendere atto e ha messo sempre nel medesimo calderone contrattuale committenti e façonisti. Di questi ultimi, anzi, il CCNL del tessile-abbigliamento non ha mai fatto neanche menzione.

Ci hanno quindi pensato alcune sigle sindacali minori e, in particolare la FAILTs- C.I.S.A.L. (dal lato sindacale) e la LAIF e l’ANPIT (dal lato datoriale) le quali, da alcuni anni, avevano stipulato, appunto, un contratto collettivo specificamente dedicato ai façonisti. Restava però il problema che quel CCNL non era riconosciuto da INPS e INAIL ai fini del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Proprio su questo aspetto è intervenuto il Tribunale di Trani che, con una sentenza davvero innovativa della dr.ssa Di Benedetto, ha stabilito che quella dei façonisti è una categoria contrattuale a sé stante, non considerata dal CCNL firmato dalla triplice sindacale (aderente a CGIL-CISL e UIL) e che quindi, nell’ambito di tale specifica categoria, il CCNL “comparativamente più rappresentativo” da utilizzare quindi a tutti i fini, anche fiscali e previdenziali, è appunto quello stipulato da FAILTs- C.I.S.A.L., LAIF e ANPIT.

Per capire meglio quanto possa incidere questa novità sul futuro delle nostre imprese, analizzeremo ora il costo di un operaio a parità di mansione, confrontando i due CCNL.

Ebbene, diciamo subito che, esaminando le tabelle retributive attualmente in vigore nei due contratti collettivi, si rileva che l’azienda che opta per il CCNL Façonisti CISAL paga mediamente una retribuzione lorda inferiore del 40%.

Ad esempio, prendendo a riferimento la paga base attualmente in vigore per il livello più basso del CCNL Façonisti CISAL (€ 793) e quello del CCNL Tessili Industria CGIL-CISL-UIL (€ 1.231,41), otteniamo una differenza mensile di ben € 438,41. Tale differenza moltiplicata per tredici mensilità, comporta per l’azienda che applica il CCNL Façonisti, un risparmio annuale, di sola paga base, di ben € 5.699,33.

Al di là del confronto dei soli minimi tabellari, che già parlano chiaro, siamo passati poi alla vera e propria simulazione di due buste paga: una applicando il contratto CGIL-CISL-UIL e l’altra applicando il contratto dei façonisti CISAL.

Considerando una lavoratrice-tipo inquadrata come “addetta alla stiratura finale del capo”, a gennaio 2020 la retribuzione mensile di fatto ammonta a 1.548,65 euro (basata su una retribuzione oraria di 8,95 euro) per il primo contratto e 978 euro (basata su una retribuzione oraria di 5,65 euro) per il secondo.

Il grafico che segue può rendere visivamente la differenza.

L’azienda che applica il CCNL Tessili Industria CGIL-CISL-UIL dovrà quindi sostenere, mensilmente, un maggior costo del lavoro pari ad € 865,25.

La sentenza in esame, che non è stata appellata dall’INPS ed è quindi diventata definitiva, apre quindi prospettive davvero interessanti per le nostre imprese che potrebbero finalmente rappresentare una boccata d’ossigeno per il settore.

 

L'articolo Le aziende façoniste dell’abbigliamento hanno finalmente il loro contratto collettivo (con un risparmio del 40% sul costo del lavoro) proviene da Il Quarto Potere.

]]>
https://ilquartopotere.it/news/economia/le-aziende-faconiste-dellabbigliamento-hanno-finalmente-il-loro-contratto-collettivo-con-un-risparmio-del-40-sul-costo-del-lavoro/feed/ 0