ASL Bari Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/asl-bari/ Le notizie sotto un'altra luce Wed, 04 Mar 2026 05:51:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.1 https://ilquartopotere.it/wp-content/uploads/2018/12/cropped-icona_512-32x32.png ASL Bari Archivi - Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/tag/asl-bari/ 32 32 Corato, torna “Cuore di donna”: screening cardiologici gratuiti per le over 40 https://ilquartopotere.it/appuntamenti/cuore-di-donna-corato-screening-cardiologici-gratuiti-2026/ https://ilquartopotere.it/appuntamenti/cuore-di-donna-corato-screening-cardiologici-gratuiti-2026/#respond Wed, 04 Mar 2026 05:51:36 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=41574 Si terrà a Corato, sabato 8 marzo 2026, la terza edizione di “Cuore di donna”, l’evento dedicato alla prevenzione delle malattie cardiache femminili promosso dall’Associazione Salute e Sicurezza. La giornata di screening gratuito si svolgerà dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.30 presso Wellness Evolution, in via E. Dandolo 29. L’iniziativa è […]

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Si terrà a Corato, sabato 8 marzo 2026, la terza edizione di “Cuore di donna”, l’evento dedicato alla prevenzione delle malattie cardiache femminili promosso dall’Associazione Salute e Sicurezza.

La giornata di screening gratuito si svolgerà dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.30 presso Wellness Evolution, in via E. Dandolo 29.

L’iniziativa è rivolta alle donne over 40 prive di problematiche cardiache e prevede elettrocardiogramma, misurazione della pressione arteriosa e visita specialistica cardiologica.

L’evento è organizzato dall’Associazione Salute e Sicurezza con la collaborazione di Wellness Evolution – famiglia Scaringella – e Sercorato. Nelle precedenti edizioni, l’attenzione alla prevenzione, la diagnosi precoce e la professionalità dei medici specialisti in cardiologia dell’ASL Bari del Presidio Ospedaliero di Corato, soci e sostenitori dell’associazione insieme al personale qualificato coinvolto, hanno permesso di individuare patologie silenti, confermando l’importanza dei controlli preventivi.

L’iniziativa gode del patrocinio della Regione Puglia, ASL Bari e Comune di Corato, a testimonianza dell’importanza della sensibilizzazione sulla salute cardiaca femminile.

Per partecipare è obbligatoria la prenotazione telefonando al numero 3513443530 venerdì 6 marzo dalle ore 15.30 alle 19.00 e sabato 7 marzo dalle ore 9.00 alle 12.00, fino a esaurimento posti disponibili.

 

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Messaggi truffa, ASL Bari mette in guardia i cittadini https://ilquartopotere.it/comunicazioni/messaggi-truffa-asl-bari-mette-in-guardia-i-cittadini/ https://ilquartopotere.it/comunicazioni/messaggi-truffa-asl-bari-mette-in-guardia-i-cittadini/#respond Sun, 04 Jan 2026 07:08:36 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=40778 “Non provengono da nostri servizi, non rispondete e denunciate” – comunica l’ASL BARI in una nota. “Gli sms arrivano da “fantomatici Cup” o sedicenti uffici sanitari: si tratta di un tentativo truffaldino, noto come “smishing”. L’azienda sanitaria denuncia sistematicamente e invita gli utenti ad adottare la massima cautela Attenzione ai messaggi-truffa. La ASL Bari, dopo […]

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Non provengono da nostri servizi, non rispondete e denunciate” – comunica l’ASL BARI in una nota.

Gli sms arrivano da “fantomatici Cup” o sedicenti uffici sanitari: si tratta di un tentativo truffaldino, noto come “smishing”. L’azienda sanitaria denuncia sistematicamente e invita gli utenti ad adottare la massima cautela

Attenzione ai messaggi-truffa. La ASL Bari, dopo l’ennesima segnalazione ricevuta, mette in guardia cittadini e utenti per evitare che cadano nel tranello telematico noto come “smishing”.

Si tratta di messaggi sospetti, come il seguente: «Si prega di contattare con urgenza i nostri uffici CUP Centro Unico Primario al numero 89349439 per importanti comunicazioni che la riguardano». Il numero da cui proviene il messaggio truffaldino, in questo caso, è il 3519144695 e la ASL Bari provvederà a sporgere denuncia all’Autorità competente.
In realtà, si è in presenza di un tentativo di truffa telematicamolto comune.
L’azienda sanitaria locale invita a non rispondere, non richiamare e non fornire alcun dato personale: il messaggio è falso e non proviene dalla ASL Bari, né da alcun suo servizio, ambulatorio o Centro screening.

«Come azienda sanitaria – spiega il Direttore generale Luigi Fruscio – denunciamo ogni episodio di questo tipo. Lo facciamo ogni volta che riceviamo segnalazioni dagli stessi cittadini, consapevoli che si tratta di tentativi di truffa particolarmente odiosi perché mirano a sottrarre dati o credito telefonico a persone fragili o che attraversano un momento delicato, come può essere attendere l’esito di un esame oncologico. Fare servizio pubblico è anche questo: mettere in guardia le persone in modo tempestivo e trasparente, per evitare che vengano raggirate».

Le truffe di questo tipo, infatti, mirano a ingannare i cittadini per indurre a chiamare numeri a pagamento (con prefissi 899, 895 o 893) in grado di rubare dati personali o generare costi non dovuti. E’ utile sottolineare che la ASL Bari non utilizza mai numeri a pagamento: tutte le comunicazioni ufficiali avvengono tramite canali istituzionali (lettera cartacea, App IO), numeri verdi gratuiti o numeri fissi chiaramente identificabili (080584….).

Per evitare inconvenienti, si raccomandano massima cautela e alcune precauzioni: ignorare e cancellare messaggi provenienti da numeri sconosciuti o sospetti; non cliccare su eventuali link contenuti nei messaggi. Infine, è opportuno segnalare e denunciare immediatamente i casi alla Polizia Postale.”

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“Partorire in anonimato: una scelta possibile”: al via la campagna informativa https://ilquartopotere.it/salute-2/partorire-in-anonimato-campagna-informativa-bari/ https://ilquartopotere.it/salute-2/partorire-in-anonimato-campagna-informativa-bari/#respond Mon, 01 Dec 2025 05:49:56 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=40355 L’iniziativa di ASL Bari e Assessorato al Welfare del Comune di Bari sarà presentata nel corso della giornata di formazione agli operatori sanitari “Partorire in anonimato: una scelta possibile”, in programma martedì 2 dicembre – ore 9 – presso l’Ospedale San Paolo (Sala congressi, Direzione medica – piano terra).   La ASL Bari e l’Assessorato […]

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L’iniziativa di ASL Bari e Assessorato al Welfare del Comune di Bari sarà presentata nel corso della giornata di formazione agli operatori sanitari “Partorire in anonimato: una scelta possibile”, in programma martedì 2 dicembre – ore 9 – presso l’Ospedale San Paolo (Sala congressi, Direzione medica – piano terra).
 
La ASL Bari e l’Assessorato al Welfare del Comune di Bari presentano la nuova campagna informativa sul parto in anonimato, un diritto garantito dalla legge per cui –  ogni donna che non vuole riconoscere il neonato – ha la possibilità di partorire in ospedale in piena sicurezza, protezione e riservatezza. La campagna è stata realizzata a seguito dell’aggiornamento delle Linee guida aziendali e ideata per offrire alle donne un accesso semplice a informazioni chiare e ufficiali.
I materiali informativi saranno diffusi nei punti nascita, nei consultori familiari, nei servizi di pianificazione familiare, nei Centri servizi per le famiglie e negli studi dei medici di Medicina generale, così da garantire una rete capillare di orientamento e supporto.
L’iniziativa sarà illustrata durante la Giornata di formazione dedicata agli operatori sanitari “Partorire in anonimato: una scelta possibile”, in programma martedì 2 dicembre 2025, ore 9, presso l’Ospedale San Paolo di Bari – Sala convegni, Direzione medica (piano terra).
Intervengono:
Luigi Fruscio – Direttore generale ASL Bari
Elisabetta Vaccarella – Assessora al Welfare del Comune di Bari
Rosella Squicciarini – Direttrice sanitaria ASL Bari
Alessandro Guaccero – Direttore medico P.O. San Paolo
Ludovico Abbaticchio – Garante Minori Regione Puglia
Valeria Montaruli – Presidente Tribunale per i Minorenni di Bari

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Salute femminile, Corato c’è: Ospedale Umberto I tra le strutture premiate nei Bollini Rosa https://ilquartopotere.it/news/salute/bollino-rosa-ospedale-umberto-i-corato/ https://ilquartopotere.it/news/salute/bollino-rosa-ospedale-umberto-i-corato/#respond Fri, 28 Nov 2025 07:10:42 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=40321 Anche Corato è tra le realtà premiate nei Bollini Rosa 2026-2027: l’Ospedale Umberto I ottiene 1 Bollino per l’impegno nei percorsi dedicati alla medicina di genere. Cinque gli ospedali della ASL premiati con 10 Bollini Rosa da Fondazione Onda All’Ospedale San Paolo e all’Ospedale San Giacomo di Monopoli assegnato il punteggio massimo con 3 Bollini […]

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Anche Corato è tra le realtà premiate nei Bollini Rosa 2026-2027: l’Ospedale Umberto I ottiene 1 Bollino per l’impegno nei percorsi dedicati alla medicina di genere.

Cinque gli ospedali della ASL premiati con 10 Bollini Rosa da Fondazione Onda

All’Ospedale San Paolo e all’Ospedale San Giacomo di Monopoli assegnato il punteggio massimo con 3 Bollini per la qualità dei percorsi dedicati alla salute femminile e alla medicina di genere

La ASL di Bari conquista 10 Bollini Rosa per il biennio 2026-2027, uno in più rispetto al ciclo precedente, grazie ai percorsi dedicati alla salute femminile realizzati nei suoi cinque ospedali. Il riconoscimento arriva da Fondazione Onda ETS, che oggi a Roma ha premiato 370 strutture a livello nazionale, impegnate nella prevenzione, diagnosi e cura in ottica di genere. A rappresentare la ASL, alla cerimonia presso il Ministero della Salute, è stata la direttrice sanitaria Rosella Squicciarini.

Il risultato complessivo cresce grazie al miglioramento in particolare di due strutture: l’Ospedale San Paolo, che passa da 2 a 3 Bollini, e l’Ospedale San Giacomo di Monopoli, anch’esso salito da 2 a 3 Bollini. Entrambi raggiungono così il punteggio massimo. Positive anche le valutazioni per l’Ospedale della Murgia con 2 Bollini, e per gli ospedali Di Venere e Umberto I di Corato, che ottengono 1 Bollino ciascuno.

“La crescita della ASL – dichiara il direttore generale Luigi Fruscio – certifica la qualità dei percorsi assistenziali e l’impegno costante nella personalizzazione delle cure, soprattutto nelle aree cliniche che più incidono sulla salute femminile. Il lavoro svolto in questi anni è il frutto della attenzione che tutti i professionisti della ASL di Bari dedicano al tema: attenzione che sta producendo risultati concreti per le nostre comunità”.

Nel processo di valutazione, Fondazione Onda ha preso in considerazione 18 specialità cliniche: quest’anno sono state aggiunte Oftalmologia e Medicina del Dolore, ed è stata reintrodotta la Pediatria, ampliando ulteriormente l’attenzione verso le diverse età e i differenti bisogni di salute.

Il riconoscimento di Onda – ha commentato Squicciarini – racconta l’impegno quotidiano delle nostre équipe e la capacità dell’azienda di sviluppare percorsi realmente orientati al genere. Continueremo a lavorare per ambienti accoglienti, sicuri e attenti alle differenze, garantendo alle donne di ogni età servizi adeguati e di qualità”.

Questo riconoscimento si inserisce in una strategia aziendale solida: la ASL Bari è da anni schierata in prima linea a favore delle donne, sostenendo la medicina di genere attraverso percorsi clinici dedicati e scelte organizzative mirate. L’azienda adotta stabilmente il bilancio di genere per programmare servizi equi, comprendere i bisogni femminili e orientare decisioni inclusive.

Parallelamente, ha sviluppato procedure strutturate per il contrasto della violenza di genere, dalle reti di accoglienza protetta ai protocolli operativi integrati, fino alla formazione continua del personale. Un impegno che si accompagna alla valorizzazione della leadership femminile all’interno dell’organizzazione, con numerose professioniste alla guida di Dipartimenti, Strutture Complesse e Unità Operative. Una governance che unisce competenza, visione e attenzione ai bisogni delle pazienti, contribuendo a rendere la sanità sempre più vicina, inclusiva e orientata al futuro.

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25 novembre: la ASL Bari introduce un percorso unico nei Pronto Soccorso per la tutela delle vittime di violenza di genere https://ilquartopotere.it/attualita/asl-bari-percorso-unico-pronto-soccorso-violenza-genere/ https://ilquartopotere.it/attualita/asl-bari-percorso-unico-pronto-soccorso-violenza-genere/#respond Tue, 25 Nov 2025 17:08:06 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=40273 In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, adottata una procedura multidisciplinare – valida in tutti gli ospedali – che rafforza protezione, continuità assistenziale e collaborazione con il territorio Bari, 25 novembre 2025 – In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra oggi, 25 […]

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In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, adottata una procedura multidisciplinare valida in tutti gli ospedali – che rafforza protezione, continuità assistenziale e collaborazione con il territorio

Bari, 25 novembre 2025In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra oggi, 25 novembre, la ASL di Bari ha presentato un nuovo percorso assistenziale dedicato alle vittime di violenza e maltrattamenti di genere (delibera n. 2316 del 17 novembre 2025).

Il modello, valido per tutti i Pronto soccorso della rete aziendale, nasce da un lavoro coordinato dalla Unità di Gestione del Rischio Clinico e prevede un’organizzazione omogenea e multidisciplinare con medici di direzioni mediche, di pronto soccorso, di laboratorio analisi e anatomia patologica, ginecologi, ostetriche, infettivologi, personale infermieristico e assistenti sociali che opereranno in sinergia con Centri antiviolenza, Servizio sociale ospedaliero e Forze dell’ordine, garantendo risposte tempestive, rispettose delle persone, creando continuità tra il momento dell’emergenza e la protezione nel medio-lungo periodo.

Il nuovo sistema di presa in carico è stato uno dei temi al centro, questa mattina, dell’evento aziendale “NON SEI SOLA – Dal Pronto Soccorso ai Centri Antiviolenza. Istruzioni di salvezza”, promosso dal Comitato Unico di Garanzia della ASL, presieduto dalla dottoressa Lorenzina Maria Proscia, nella sala Arcobaleno dell’ex CTO. Il filo rosso – ossia il percorso della vittima di violenza dal pronto soccorso ai presidi delle forze dell’ordine fino ai centri antiviolenza – è stato il motivo conduttore che ha guidato i diversi interventi.

Il direttore generale Luigi Fruscio ha evidenziato la portata strategica del cambiamento:
“Questo documento nasce per dare una risposta chiara, immediata e riconoscibile in ogni pronto soccorso della nostra azienda. La violenza di genere è una situazione che richiede tempestività, organizzazione e coraggio. Stabilire regole condivise significa rafforzare la protezione delle vittime e sostenere il lavoro dei nostri professionisti.”

La direttrice sanitaria Rosella Squicciarini, che ha coordinato l’impianto clinico e organizzativo, ha sottolineato:
“Ogni volta che una donna entra in pronto soccorso chiedendo aiuto, l’azienda deve essere pronta. Questo percorso offre agli operatori strumenti chiari, evitando improvvisazioni e garantendo protezione, riservatezza e continuità assistenziale.”

La direttrice amministrativa Rachele Popolizio ha rimarcato il valore della progettazione integrata: “Il lavoro condiviso tra Medicina Forense, Gestione del Rischio Clinico, Sistema Qualità e Formazione rappresenta un investimento sulla tutela delle vittime e sulla solidità organizzativa. Un impianto omogeneo, verificabile e migliorabile nel tempo è la garanzia più concreta che possiamo offrire.”

Nel confronto sono intervenuti anche Guido Quaranta, direttore del Dipartimento Emergenza-Urgenza, e Vito Antonicelli referente del Servizio delle Professioni sanitarie ospedaliere e territoriali, che hanno portato la testimonianza di chi vive quotidianamente il primo contatto con le vittime, evidenziando l’importanza di percorsi strutturati e ambienti sicuri. La psicologa Camilla Famiglietti del Nucleo di Psicologia del Comando Legione Carabinieri Puglia ha illustrato l’attivazione del “codice rosso” e le prime esigenze psicologiche delle persone abusate, compreso il “violenzametro”, una guida pratica per identificare la violenza di genere da determinati segnali. La collega della sezione Polizia giudiziaria della Procura di Bari, Maresciallo
Clarissa Palumbo ha, invece, raccontato l’esperienza di un caso concreto, in cui erano coinvolte una mamma e una figlia adolescente. Dal mondo dei Centri antiviolenza è intervenuta Paola Rizzo, referente del centro “Paola Labriola” di Giraffa Onlus a Bari che ha ricordato quanto la collaborazione tra ospedale e territorio sia decisiva per costruire protezione nel tempo.

La parte conclusiva dell’incontro è stata affidata alla dottoressa Enza Abbinante, dirigente della unità Gestione Rischio Clinico, che ha presentato nel dettaglio la struttura del nuovo assetto organizzativo. Il percorso di tutela delle vittime di violenza prende avvio già dal triage: l’infermiere intercetta precocemente eventuali indicatori di rischio, tutela la vittima da pressioni esterne e garantisce un ambiente riservato. Il medico attiva personale dedicato che accompagna la persona lungo tutto l’iter assistenziale.

Sono previsti passaggi standardizzati per la documentazione clinica e medico-legale, per la raccolta dei reperti e per la valutazione del rischio, elemento chiave per stabilire se la vittima possa rientrare in sicurezza o necessiti di una sistemazione protetta. A completare l’impianto vi è un monitoraggio annuale che permetterà alla ASL di verificare l’efficacia del modello, individuare eventuali criticità e migliorare progressivamente la capacità di risposta della rete sanitaria.

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Nuovi arredi alla Pediatria dell’Umberto I di Corato: più comfort per mamme e bambini grazie alla famiglia Mastromauro https://ilquartopotere.it/solidarieta/donazione-arredi-pediatria-ospedale-corato/ https://ilquartopotere.it/solidarieta/donazione-arredi-pediatria-ospedale-corato/#respond Fri, 29 Aug 2025 16:22:50 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=38988 Donati armadietti, comodini e tavolini per migliorare il comfort dei piccoli ricoverati e delle loro mamme. Una breve cerimonia, stamane nel reparto di Pediatria, ha sancito l’ennesima donazione all’Ospedale “Umberto I” di Corato da parte dell’Associazione Salute e Sicurezza ODV con il prezioso contributo della famiglia Mastromauro. «Un esempio virtuoso di collaborazione tra Sanità pubblica […]

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Donati armadietti, comodini e tavolini per migliorare il comfort dei piccoli ricoverati e delle loro mamme.

Una breve cerimonia, stamane nel reparto di Pediatria, ha sancito l’ennesima donazione all’Ospedale “Umberto I” di Corato da parte dell’Associazione Salute e Sicurezza ODV con il prezioso contributo della famiglia Mastromauro.

«Un esempio virtuoso di collaborazione tra Sanità pubblica e rilevanti espressioni del territorio, nel campo del volontariato, a testimonianza di un legame profondo con l’ospedale e con gli operatori sanitari, oltre che di una particolare sensibilità nei confronti dei bambini e delle famiglie»: sono le parole con cui il Direttore generale ASL Bari, Luigi Fruscio, è intervenuto alla consegna degli arredi; al suo fianco la direttrice sanitaria ASL Bari, Rosella Squicciarini, la dirigente responsabile della Direzione medica di presidio, Maria de Palma, il responsabile della Pediatria Giovanni Ciccarone, il dirigente responsabile della Direzione amministrativa Corato-Molfetta, Saverio Quacquarelli, il sindaco di Corato Corrado De Benedittis, il presidente dell’Associazione Salute e Sicurezza OdV, Roberto Mazzilli, e Marina Mastromauro, in rappresentanza della famiglia e del Gruppo Granoro, protagonista già in passato di altre importanti donazioni a diversi reparti dell’Ospedale.

La donazione, che comprende 10 armadietti, 10 tavolini e 10 comodini, va così ad arricchire la dotazione delle stanze di degenza, per complessivi 8 posti letto di Pediatria e 4 di Neonatologia, rendendole più confortevoli durante il periodo di permanenza in Ospedale, con un impatto significativo non solo sull’accoglienza ma anche sul processo di cura dei piccoli pazienti che le famiglie avranno modo di apprezzare.

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Pancreatite cronica: dopo 20 anni di dolore, una paziente rinasce grazie alla cannabis terapeutica https://ilquartopotere.it/salute-2/pancreatite-cronica-cannabis-terapeutica-caso-clinico/ https://ilquartopotere.it/salute-2/pancreatite-cronica-cannabis-terapeutica-caso-clinico/#respond Wed, 13 Aug 2025 06:02:10 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=38786 Il caso di una paziente, affetta da pancreatite cronica e trattata presso l’ambulatorio di Terapia del dolore della ASL, pubblicato su rivista scientifica internazionale Dopo oltre 20 anni di ricoveri continui, interventi chirurgici e farmaci inefficaci, una donna, affetta da pancreatite cronica, è finalmente tornata a vivere grazie a un trattamento a base di cannabis […]

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Il caso di una paziente, affetta da pancreatite cronica e trattata presso l’ambulatorio di Terapia del dolore della ASL, pubblicato su rivista scientifica internazionale
Dopo oltre 20 anni di ricoveri continui, interventi chirurgici e farmaci inefficaci, una donna, affetta da pancreatite cronica, è finalmente tornata a vivere grazie a un trattamento a base di cannabis terapeutica.
Il suo caso, risolutivo, è stato recentemente pubblicato sulla rivista Journal of Cannabis Research e rappresenta il primo case  report clinico italiano su questo tipo di approccio terapeutico in pazienti  con pancreatite cronica e dolore cronico severo e refrattario. Lo studio è stato curato dal dottor Felice Spaccavento, Direttore UOC Cure Palliative della ASL di Bari, in collaborazione con il professor Silvio Tafuri dell’ Università degli studi di Bari.
Affetta da una forma grave di pancreatite cronica recidivante, la paziente – oggi 54enne – ha vissuto per 24 anni tra forti dolori addominali, perdita del ciclo mestruale e una qualità della vita compromessa, a causa di un dimagrimento estremo, fino a 36 chili. Nessun farmaco tradizionale ha mai garantito un beneficio duraturo. E nemmeno l’impianto di una endoprotesi, eseguito in una struttura ospedaliera del nord Italia e poi rimossa perché infetta , è servito a curare la donna.
Tutto è cambiato quando la paziente si è rivolta presso uno degli ambulatori di Terapia del Dolore dell’ASL Bari, diretto  dal dottor Spaccavento che le ha prescritto una terapia a base di olio di cannabis ricco in CBD (cannabidiolo).
“In pochi giorni il dolore è scomparso completamente. La valutazione di follow-up è stata effettuata per 16 mesi, da febbraio 2024 a giugno 2025, periodo nel quale non si sono più verificati episodi acuti, la paziente ha recuperato peso, appetito, sonno, e ciclo mestruale regolare e ha potuto sospendere tutti gli altri farmaci”, afferma Spaccavento, primo autore dello studio.
La pancreatite acuta è un’infiammazione improvvisa del pancreas, che si manifesta come dolore addominale acuto. La forma grave porta spesso a complicazioni significative e a un alto tasso di mortalità: i casi cronici e ricorrenti sono difficili, richiedono spesso un intervento continuo, così come il trattamento del dolore nella pancreatite cronica rappresenta una grande sfida per la quale in passato sono stati utilizzati molti farmaci analgesici.
Oggi il trattamento con cannabis  potrebbe rappresentare una valida alternativa:  privo di effetti collaterali – ha permesso un recupero clinico completo e duraturo, rendendo il caso un riferimento importante per la comunità scientifica.
“La cannabis medica non è una panacea – conclude Spaccavento -ma in casi selezionati può cambiare radicalmente la vita dei pazienti. La risposta positiva della paziente al trattamento dimostra che la cannabis potrebbe aiutare a ridurre la frequenza e la gravità degli episodi di pancreatite. Servono ora studi clinici più ampi per confermare questi risultati”
Il report clinico accende i riflettori sul potenziale terapeutico dei cannabinoidi nei casi di dolore cronico severo e resistente alle terapie tradizionali, una problematica che riguarda migliaia di pazienti in Italia.

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La ginecologa Valentina De Robertis nominata presidente della World Association of Perinatal Medicine https://ilquartopotere.it/news/la-ginecologa-valentina-de-robertis-nominata-presidente-della-world-association-of-perinatal-medicine/ https://ilquartopotere.it/news/la-ginecologa-valentina-de-robertis-nominata-presidente-della-world-association-of-perinatal-medicine/#respond Mon, 16 Jun 2025 05:49:06 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=38015 Un prestigioso riconoscimento internazionale celebra l’eccellenza della sanità pugliese: la ginecologa Valentina De Robertis, di Corato, membro dell’equipe di Medicina Fetale dell’Ospedale “Di Venere” di Bari, è stata nominata presidente della World Association of Perinatal Medicine (WAPM). L’unità operativa complessa di Medicina fetale dell’Ospedale “DI Venere” di Bari, diretta dal dottor Paolo Volpe, è stata […]

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Un prestigioso riconoscimento internazionale celebra l’eccellenza della sanità pugliese: la ginecologa Valentina De Robertis, di Corato, membro dell’equipe di Medicina Fetale dell’Ospedale “Di Venere” di Bari, è stata nominata presidente della World Association of Perinatal Medicine (WAPM).

L’unità operativa complessa di Medicina fetale dell’Ospedale “DI Venere” di Bari, diretta dal dottor Paolo Volpe, è stata insignita della presidenza della associazione mondiale di Medicina perinatale (WAPM World Association of Perinatal Medicine) attraverso la nomina della ginecologa Valentina De Robertis. Si tratta di un
incarico rilevante, che conferma il ruolo di riferimento, a livello nazionale e internazionale, del centro barese nel campo della Medicina fetale.
In questo contesto – ha commentato il presidente della Regione, Michele Emiliano –
e la nomina lo attesta, la Puglia si è distinta per la creazione di una rete regionale dedicata alla patologia materno-fetale, che vede nel Dipartimento di gestione avanzata del rischio riproduttivo e gravidanze a rischio della ASL Bari, di cui fa parte la Medicina Fetale, un riferimento. Il Dipartimento opera in stretta collaborazione con gli altri centri regionali, collaborando al pieno funzionamento della rete stessa.
Complimenti a tutto lo staff dell’ospedale”.

Questo traguardo – dichiara il dg della ASL Luigi Fruscio – rappresenta il frutto di una visione strategica perseguita con determinazione dalla Regione Puglia e dalla ASL Bari, che negli ultimi anni hanno investito risorse e competenze per valorizzare la salute materno-fetale. Il centro del Di Venere da oltre 15 anni accoglie specializzandi provenienti da tutte le università italiane che scelgono Bari per completare la propria formazione, attratti da un ambiente specialistico, innovativo e in costante aggiornamento scientifico”.
La perinatologia è una branca interdisciplinare che si occupa della salute della madre
e del bambino in una fase estremamente delicata della gravidanza, durante il parto e
nei primi giorni di vita neonatale. Una diagnosi accurata e una gestione tempestiva delle condizioni fetali, anche in relazione a eventuali patologie materne, hanno un impatto decisivo sulla qualità di vita del bambino dopo la nascita.

Questo incarico alla guida della associazione mondiale – dice infine il direttore Paolo
Volpe – rappresenta non solo un orgoglio per la sanità pugliese e per la UOC di Medicina Fetale, ma anche un’opportunità per tutti i centri coinvolti nella rete regionale di consolidare la propria presenza nel panorama scientifico internazionale, valorizzando competenze costruite nel tempo con dedizione e professionalità”.

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Aggiornate le linee guida adottate in tutti i Centri nascita della ASL Bari

Procedure e indicazioni operative tutelano il neonato e la madre in un ambiente protetto e accogliente come l’Ospedale: dalla scelta della donna sino all’affidamento del bambino.

Partorire in anonimato garantendo la salute del neonato e della madre in un contesto assolutamente protetto. Nei cinque Centri Nascita della ASL Bari è possibile sin dal 2014, quando sono state adottate le linee guida aziendali (delibera 2384 del 14 dicembre 2014) aggiornate di recente (con delibera 552 del 17 marzo scorso) su impulso della Direzione generale e del Dipartimento Gestione Avanzata del Rischio Riproduttivo e Gravidanza a rischio, in attuazione del DPR 396 del 2000 il quale consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale in cui è nato. «Un evento estremamente delicato – commenta il Direttore generale ASL Bari, Luigi Fruscio – che rende necessario fornire le giuste e pronte tutele alla madre e al neonato, a beneficio dei quali la ASL mette in campo una vera propria rete di protezione fatta di procedure chiare, semplici e definite, strutture adeguate e professionisti preparati».

Secondo la procedura denominata “Parto in anonimato e abbandono di neonato in ospedale”, infatti, la donna avrà a disposizione «un percorso protetto e sicuro spiega il direttore di Dipartimento dr. Paolo Volpe – all’interno del quale riceve tutta l’assistenza necessaria per partorire in sicurezza e il nascituro verrà immediatamente accudito dal punto di vista sanitario e tutelato giuridicamente».

Le linee guida contengono, in dettaglio, tutte le indicazioni operative e le procedure previste per i casi di parto in anonimato, dall’accesso e presa in carico della donna sino alla gestione dei dati sanitari e anagrafici e, in ultimo, lesegnalazioni inviate all’Autorità giudiziaria competente per le successive procedure di affidamento del bambino. Un iter complesso per cui è necessario sostenere, accogliere e informare adeguatamente le donne affinchè le loro scelte siano libere e consapevoli. Anche per questo le linee guida coinvolgono direttamente la Direzione Medica di Presidio, l’assistente sociale, i medici, infermieri e ostetriche di reparto chiamati a tutelare la salute del neonato e della partoriente ma anche ad ottemperare alle incombenze legate alla attestazione di nascita e alle comunicazioni con l’Autorità giudiziaria.

Le linee guida aziendali prevedono, inoltre, che tutto il personale ospedaliero sia tenuto alla massima riservatezza sull’evento, a protezione delle fragilità coinvolte e per la tutela del neonato, oltre che per la correttezza delle procedure giuridiche necessarie.

Le strutture ASL Bari, inoltre, forniscono in ogni momentoalla donna l’assistenza sociale e psicologica necessarie ad affrontare una situazione così delicata. La donna viene supportata e aiutata, affinché possa valutare meglio le proprie scelte, attraverso un colloquio di sostegno con l’assistente sociale dell’Ospedale, il consulto con uno psicologo del Dipartimento Gestione Avanzata del Rischio Riproduttivo e Gravidanza a rischio, oppure tramite il supporto del Consultorio familiare territoriale.

A chi rivolgersi?

La donna per qualsiasi informazione può rivolgersi direttamente ai Servizi Sociali Ospedalieri e ai Punti Nascita delle unità operative di Ostetricia e Ginecologia degli Ospedali Di Venere e San Paolo di Bari, Altamura, Monopoli e Corato, oppure chiedere chiarimenti alle unità operative di Pianificazione familiare dell’Ospedale San Paolo e del Presidio Integrato di Triggiano, al Servizio EvƏ dedicato alla Salute sessuale, nonché ai Consultori familiari presenti su tutto il territorio della ASL Bari, in cui operano professionalità in grado di fornire consigli sull’intero percorso da intraprendere.

Per informazioni:

333.6230365 (Servizi Sociali Ospedalieri)
366.6240059 (EvƏ – Servizio di Salute sessuale)

Le linee guida per il parto in anonimatoscarica qui

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ASL Bari, il “boom” dell’attività chirurgica: più di 3mila interventi chirurgici nel 2024 https://ilquartopotere.it/news/salute/asl-bari-il-boom-dellattivita-chirurgica-piu-di-3mila-interventi-chirurgici-nel-2024/ https://ilquartopotere.it/news/salute/asl-bari-il-boom-dellattivita-chirurgica-piu-di-3mila-interventi-chirurgici-nel-2024/#respond Fri, 07 Feb 2025 07:06:03 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=35982 I numeri del Dipartimento di Area Chirurgica, diretto dal dr.Michele Simone, e delle sette unità operative di Chirurgia generale (Di Venere e San Paolo a Bari, Altamura, Corato, Monopoli, Putignano e Molfetta) che ne fanno parte: più 82 per cento rispetto al 2020 della pandemia e più 28 nel confronto con il 2019. Il forte […]

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I numeri del Dipartimento di Area Chirurgica, diretto dal dr.Michele Simone, e delle sette unità operative di Chirurgia generale (Di Venere e San Paolo a Bari, Altamura, Corato, Monopoli, Putignano e Molfetta) che ne fanno parte: più 82 per cento rispetto al 2020 della pandemia e più 28 nel confronto con il 2019. Il forte impatto delle urgenze (50%) in sala operatoria e la crescita anche in campo oncologico: 422operazioni nel 2024, più che raddoppiate dal 2019, e un taglio netto ai “viaggi della speranza”

Più di 3mila interventi chirurgici nel 2024, di cui la metà in urgenza, e un forte potenziamento in campo oncologico. Cresce decisamente, in volumi e complessità, l’attività chirurgica nella ASL Bari: a certificarlo il report del Controllo di Gestione in relazione alla performance del Dipartimento di Area Chirurgica diretto dal dr. Michele Simone.

Nel 2024, infatti, dai dati disponibili (ancora in consolidamento) reperiti attraverso l’analisi delle schede di dimissione ospedaliera (SDO), emerge che sono stati eseguiti 3.168 interventi – con 5.916 ricoveri complessivi – nelle sette unità operative di Chirurgia generale degli ospedali aziendali: Di Venere e San Paolo a Bari, Altamura, Corato, Monopoli, Putignano e Molfetta.

Crescita nettissima, dell’82 per cento, rispetto all’anno dell’emergenza Covid-19 (2020), quando le operazioni chirurgiche erano state 1.742, ma anche nel confronto (+28%) con le 2.473 del periodo pre-pandemico (2019).

Il “Di Venere”, in particolare, è cresciuto del 139% dal 2021 al 2024, passando da 296 interventi a 710, a fronte di 1081 ricoveri. Significativi anche i risultati del San Paolo: +54%, salendo da 452 a 696 interventi tra il 2021 e l’anno appena concluso (con 915 ricoveri complessivi).

Uno scenario comune anche con le chirurgie degli altri Presidi Ospedalieri della ASL (Altamura, Corato, Monopoli, Putignano e Molfetta), che ugualmente tra il 2021 e il 2024 hanno registrato buone performance. La chirurgia di Altamura è stabilmente attorno ai 400 interventi annui (contro i 267 del 2019), Molfetta è cresciuta del 61% tra il 2021 e il 2024 (da 276 a 446 interventi), così come la chirurgia di Putignano, passata da 294 a 474 (+87%).

Numeri rilevanti che si riflettono nell’attività di urgenza e in quella ad elevata complessità e specializzazione, come è quella oncologica. Rispetto alla chirurgia d’urgenza, le sale operatorie e le équipe della ASL Bari sono state impegnate a fondo: nel 2024, 1.579 interventi hanno rivestito carattere d’urgenza (50%), a conferma dei livelli già elevati raggiunti negli anni precedenti.

Il Dipartimento ha impresso una decisa accelerata nel trattamento delle patologie oncologiche, con volumi più che raddoppiati in un lustro e una percentuale di urgenze attestata al 36%. Nel 2019 in tutte le chirurgie della ASL si eseguivano 183 interventi oncologici, mentre nel 2024 si è saliti sino a 422, vale a dire un incremento del 130% maturato grazie ad una quota rilevante garantita dalla Chirurgia Generale dell’Ospedale Di Venere (189 tumori operati nel 2024 contro i 22 del 2019), specializzata nel trattamento dei tumori di stomaco, pancreas, vie biliari e colon-retto e del San Paolo (114 contro i 71 del 2019), impegnato soprattutto su colon e retto.

Segnali positivi, infine, arrivano in ambito di prestazioni ambulatoriali, cresciute nel 2024 oltre la soglia delle 30mila unità (30.188), in forte ripresa (+60%) rispetto all’attività del 2020 (18.910) e a quella pre-pandemica (25.809 prestazioni nel 2019), in questo caso con un rilevante contributo delle strutture di Day Service Polispecialistico Chirurgico di Triggiano e Terlizzi.

«Dietro a questi numeri davvero significativi – commenta il direttore generale Luigi Fruscio – vi è un connubio importante fatto di competenza, professionalità, esperienza, formazione e qualità umane di tantissimi professionisti: chirurghi, anestesisti e rianimatori, infermieri, personale di sala operatoria. Fondamentale nella gestione ottimale è anche il ruolo dell’organizzazione a livello dipartimentale e nelle singole unità operative di Chirurgia, in ognuna delle quali la ASL Bari ha selezionato e incaricato direttori di provata esperienza e capacità».

«Il marcato incremento di attività nel tempo – aggiunge il dr. Michele Simone – – conclude Simone – dà ancora più senso al nostro lavoro perché, oltre a garantire la cura dei tumori, può realmente ridurre anche il disagio socio-economico che tocca profondamente la vita delle persone e delle famiglie».

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