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C’è un cuore di “Corato tricolore” che pulsa nelle notti magiche europee in Germania

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“Siam di tutto lo stivale, onorando il tricolore”.

È questo il principale slogan cantato che accomuna la schiera del “Gruppo Italia”, comitiva trasversale di tanti appassionati di calcio e della nazionale italiana.
Supporters di ogni squadra, del nord, sud, isole, destra, sinistra, una sorta di rappresentativa spontanea di gruppi organizzati e non, delle varie tifoserie.
Tra queste c’è il gruppo “Corato tricolore”, una decina di temerari tifosi, che si alternano per ogni partita degli azzurri, a qualsiasi latitudine e condizione climatica, orgogliosi del distintivo che portano in giro per l’Europa e alla prossima 1^ occasione nel mondo.
Corato a dire il vero ha una tradizione di uomini simbolo tra i fan azzurri. I più brizzolati ricorderanno il signor DS, alias il “Papa”, per anni onnipresente con la nazionale, icona del mondiale vinto da Bearzot & C. in Spagna nel 1982.
Il battesimo, Corato tricolore l’ha bagnato il 28/03/2015 a Sophia, in occasione di Bulgaria – Italia (2-2), dopo il quale non c’è stata più tregua.
E con Bari, Andria e Casarano, sta diventando il gruppo più longevo di Puglia, con Angri, Torre del Greco e Nocera di lunga militanza in assoluto nel meridione.
Ci raccontano: “siamo orgogliosi del vessillo che portiamo, in primis della italianità, meridionalita’, pugliesita’ e coratinita’. La nostra presenza è giunta fino in Svezia, Finlandia, ma la trasferta più complessa rimane a Jerevan, in Armenia, sempre per hobby e grazie all’autofinanziamento.
L’aspetto più bello è rilevare quanto sia piccolo il mondo, trovando in ogni ombelico un minimo collegamento con la nostra terra (il ristoratore di città limitrofe, la zia dell’amico, etc).”
Corato tricolore non poteva mancare alle gare degli europei in Germania, con il consolidato posto alle spalle di una porta, tant’è che si è creato ormai un filo-diretto, quasi un rito scaramantico con Gigio Donnarumma, che porge il suo saluto in fase di riscaldamento e inizio gara.
Alla fine di un piacevole colloquio, un loro invito: “chiunque può avvicinarsi e inserirsi nel gruppo”.
Loro onorano il tricolore girando per migliaia di chilometri. Ora tocca agli uomini di Spalletti ricambiare gli enormi sacrifici con prestazioni quantomeno dignitose.
Ma il gruppo sarà sempre vicino, che vincano o perdano.
Nelle situazioni di difficoltà noi italiani sappiamo sempre tirarci fuori dai guai.
Alè grande Italia!!!

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