A quasi una settimana dall’elezione del presidente del Consiglio comunale, torna al centro del dibattito politico il voto espresso dal consigliere comunale dell’Udc Vito Scaringella, risultato determinante, alla terza votazione del 4 luglio, per l’elezione dell’avvocato Francesco Edmondo Stolfa alla guida dell’assise cittadina.
Dopo due scrutini conclusi senza esito, entrambi con 15 voti a favore di Stolfa, nove schede bianche e un’astensione, il terzo scrutinio aveva consegnato l’elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale grazie al sedicesimo voto, espresso da Scaringella. Una scelta che ha acceso il confronto politico e provocato la dura presa di posizione di Fratelli d’Italia, che ha accusato il consigliere di aver offerto un “salvagente” alla maggioranza guidata dal sindaco Corrado De Benedittis.
Una ricostruzione che Scaringella respinge nella nota inviata alla nostra redazione, ribadendo che il voto espresso per la presidenza del Consiglio comunale non rappresenta un cambio di collocazione politica. Una posizione che, peraltro, appare in linea con quanto aveva già spiegato nell’intervista rilasciata a Il Quarto Potere – L’approfondimento, disponibile sul nostro portale (dal minuto 17:50: https://ilquartopotere.it/il-quarto-potere-lapprofondimento/vito-scaringella-competenza-giunta-corato/), quando affermava: «Farò, insieme ai miei colleghi di banco se condivideranno, un’opposizione costruttiva. Mi piacerebbe non essere etichettato come il consigliere comunale di minoranza ma come il consigliere del Comune di Corato. Il sindaco avrà il mio plauso se ci saranno cose fatte bene, ma sarò il suo incubo nel momento in cui ci saranno cose evidentemente negative».
Di seguito la nota integrale del consigliere comunale Vito Scaringella:
“Scaringella risponde a Fratelli d’Italia: “Nessun salvagente alla maggioranza. Resto all’opposizione, ma non sarò ostaggio delle polemiche”
Prendo atto del comunicato di Fratelli d’Italia e delle parole utilizzate nei miei confronti.
Rispondo con serenità, perché non ho nulla da nascondere e perché ritengo che la politica, soprattutto dopo una campagna elettorale, debba tornare a occuparsi dei problemi veri della città.
Ribadisco quanto già dichiarato: il mio voto per l’elezione del Presidente del Consiglio comunale non è stato un sostegno politico alla maggioranza, né rappresenta un cambio di collocazione. Sono stato eletto tra i banchi dell’opposizione e lì resterò, con libertà, coerenza e senso di responsabilità.
Sono stato il consigliere comunale più suffragato della coalizione di centrodestra. Questo dato non lo considero un titolo personale, ma una responsabilità verso tanti cittadini che mi hanno chiesto di rappresentarli con serietà, autonomia e concretezza.
Chi vuole trasformare un voto istituzionale in un processo politico è libero di farlo. Io, però, non intendo farmi trascinare in una polemica fatta di battute, sospetti e insinuazioni.
Non esiste alcun patto, non esiste alcun accordo, non esiste alcuna disponibilità a fare da stampella a nessuno.
Esiste, invece, una cosa molto più semplice: la volontà di esercitare il mio ruolo di consigliere comunale nell’interesse di Corato, senza pregiudizi e senza ordini di scuderia.
Mi meraviglia, però, che ancora oggi si continui a confondere la fermezza con l’aggressività e l’opposizione con la polemica permanente. Questo modo di fare politica non ha prodotto grandi risultati. Anzi, ancora una volta abbiamo consegnato la città al centrosinistra.
Su questo il centrodestra dovrebbe avere il coraggio di fermarsi, farsi delle domande e darsi delle risposte.
Probabilmente bisogna aprire una fase nuova, se si vuole davvero riconquistare la fiducia della città. Una fase più costruttiva, più concreta, meno legata agli schemi del passato e più attenta ai bisogni reali dei cittadini.
Essere opposizione non significa votare sempre contro a prescindere. Significa controllare, proporre, denunciare quando serve e riconoscere, quando accade, ciò che può essere utile al corretto funzionamento delle istituzioni.
La mia opposizione sarà netta, attenta e libera. Sarà dura quando l’amministrazione sbaglierà. Sarà propositiva quando ci sarà da lavorare su temi concreti. Sarà sempre dalla parte dei cittadini, non delle convenienze di partito.
Ai cittadini non interessano le formule ad effetto. Interessano le strade, il lavoro, le imprese, lo sport, il sociale, i servizi, la sicurezza, il futuro dei propri figli.
Questo è il terreno su cui intendo misurarmi.
Non sulle etichette.
Non sulle allusioni.
Non sulle polemiche interne al centrodestra.
Rispetto Fratelli d’Italia e rispetto tutti gli alleati con cui ho condiviso una parte del percorso elettorale. Ma il rispetto non può trasformarsi in obbedienza cieca, né l’opposizione può diventare una recita permanente in cui si dice no anche quando è possibile compiere un gesto di responsabilità istituzionale.
Io rispondo ai cittadini che mi hanno eletto, non alle logiche di appartenenza.
E a quei cittadini dico una cosa semplice: continuerò a fare opposizione. Controllerò ogni atto dell’amministrazione. Denuncerò ciò che non va. Porterò proposte concrete. E voterò sempre secondo coscienza, nell’interesse esclusivo di Corato.
Perché la campagna elettorale è finita.”
















































