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Vergogna Vergogna Vergogna… Una guerra dove gli unici a pagare saranno i coratini

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Quello a cui abbiamo assisto finora, nelle prime tre sedute del consiglio comunale, sembra il copione di un film del 1997 “Fratelli Coltelli”

L’ultimo teatrino andato in scena durante il consiglio comunale del 26 luglio ha mostrato il peggio che la politica locale potesse esprimere, la maggioranza è andata letteralmente in frantumi infatti il primo segnale è giunto da un consigliere di Fratelli D’Italia, partito di maggioranza che sostiene il sindaco D’Introno, sfilatosi dal suo partito di cui non condivide più le scelte, come lui stesso ha dichiarato, seppur continuerà a sostenere il sindaco aderendo al gruppo misto.

Le tre votazioni che dovevano eleggere il presidente del consiglio si sono concluse con un nulla di fatto, solo cinque su sei dei consiglieri di Fratelli D’Italia e Idea hanno espresso la loro preferenza su Gabriele Diaferia e qui bisogna capire chi è venuto meno.

Ciò che di tutta questa vicenda lascia sconcertati è che, nonostante il sindaco D’Introno sia stato più volte sollecitato dall’opposizione a spiegare le cause di questa situazione drammatica (per dovere di cronaca anche la nostra testata giornalistica l’ha fatto attraverso le fatidiche dieci domande), il primo cittadino in barba alle legittime sollecitazioni ha mostrato una completa indifferenza senza proferire parola, lasciando delusi non solo il consiglieri ma anche il resto della città.

Nel suo unico intervento si è limitato a chiedere di eleggere il presidente del consiglio facendo appello al senso di responsabilità.

A chiarire definitivamente lo stato attuale delle cose è stato l’intervento di Ignazio Salerno consigliere in quota Direzione Italia dalle cui dichiarazioni si evince uno scontro frontale che non lascia presagire ad eventuali accordi dell’ultima ora.

Il prossimo consiglio comunale è stato convocato per il 31 luglio, all’ordine del giorno molti punti che il consiglio dovrà approvare, ma se il buongiorno si vede dal mattino il rischio che nella prossima assise ci sarà un ennesimo nulla di fatto è più che probabile.

Adesso la città si chiede cosa succederà, finora l’unica certezza è che a pagare il conto più salato saranno i coratini e che questa immobilità e incomprensioni interne di partito esulano dagli interessi della collettività.

A questo punto se la crisi amministrativa è insanabile forse è il caso di non accanirsi terapeuticamente e allora che si ripresenti pure il commissariamento e che si torni subito a votare nei limiti che la legge prevede, nella speranza che chiunque andrà ad occuperà lo scanno più alto del palazzo di città abbia una volta per tutte a cuore le sorti dei cittadini senza privilegiare ambizioni ed interessi personali anche se, la situazione che erediterà non sarà assolutamente facile da gestire.

San Cataldo proteggici tu!!!

 

 

 

 

 

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