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Sequestri lampo di persona nel nord barese, Piarulli: «La criminalità sta alzando il tiro, il Governo dia risposte immediate»

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«La recente notizia di sequestri, o tentati sequestri lampo di persona a scopo di estorsione, soprattutto in danno di imprenditori della Provincia Bat e della vicina Corato, ultima città dell’Area metropolitana, deve ulteriormente fare riflettere su quanto l’asticella della criminalità nel nostro territorio si stia alzando».

A dirlo al microfono, durante lo svolgimento della seduta pubblica odierna nell’aula di Palazzo Madama, la senatrice Angela Anna Bruna Piariulli, del Movimento cinque stelle, fortemente preoccupata dall’escalation di questo nuovo modus operandi della criminalità organizzata nel territorio.
«La recente apertura della Questura e dei Comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di finanza nella Bat sembra avere attenuato solo in parte il problema della delinquenza in questo territorio – ha affermato Piarulli -. Quella del nord barese infatti, secondo statistiche confermate anche per il 2021, è la prima provincia d’Italia per furti d’auto, fenomeno correlato al quale ve ne sono molti altri che denotano l’enorme proliferazione dei reati. Tutto questo avviene anche grazie al fatto che «si tratta di un territorio cuscinetto fra quelli di Bari e Foggia, in cui la criminalità organizzata è fortemente radicata e tendente ad avere sempre più estese ramificazioni».
All’inizio del 2021 il procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, aveva consegnato alla stampa il suo allarmato dossier in merito alla criminalità nella Bat e nel circondario di quel Tribunale. La senatrice Piarulli lo aveva incontrato solo pochi giorni prima, confrontandosi con lui sui temi che, da lì a poco, il capo dell’ufficio di Procura avrebbe pubblicamente denunciato, non ultima «la scarsa considerazione di quel territorio nell’agenda nazionale», così come da lui scritto e più volte riaffermato.
E sempre la senatrice Piarulli, lo scorso 4 marzo, aveva trasmesso un’interrogazione, ai Ministri dell’Interno e della Difesa, sulla base della relazione del primo semestre 2020 elaborata dalla Direzione investigativa antimafia: «Da quel rapporto, confermato anche con riferimento al secondo semestre – ha detto la parlamentare in aula – il territorio risulta interessato da forti traffici di droga, che continuano a costituire la principale fonte di introiti per i clan della zona».
Da qui il nuovo appello, agli stessi ministri competenti, «a porre in essere azioni sempre più concrete e mirate, con l’immediato invio di uomini, mezzi e risorse a beneficio di un territorio ancora troppo poco sicuro».

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