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(Video) Corrado, un Sindaco-Papa

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Il Consiglio Comunale – quello di venerdì 18 novembre 2022 – che, mal condotto da una prolissa (più del solito), ridondante (più del solito), imprecisa (più del solito) Valeria Mazzone, ha impiegato 5 ore e 45 minuti per i preliminari e per giungere alla votazione del primo punto all’ordine del giorno, ha riservato giusto nel finale il suo coup de théâtre: la scomunica della Consigliera Nadia D’Introno, capogruppo del PD.

Il Sindaco – non ci regge il cuore di chiamarlo Corrado – stretto da più parti e richiamato da più di un Consigliere della sua maggioranza, ha ritenuto opportuno pronunciarsi ex cathedra: “Prendo atto che la Consigliera D’Introno si pone fuori dalla maggioranza”, applicando alla lettera il diritto canonico sia nella formula utilizzata che nella sostanza.

 

La scomunica infatti può essere inflitta solo a persone fisiche (il Consigliere) e non ad un ente o ad una persona giuridica (il PD) al quale il Sindaco, nella sua paterna benevolenza, lascia ancora una porta aperta. Nadia D’Introno, quindi, nelle cui parole il Sindaco e il suo collegio di scribi hanno ravvisato i peccati di eresia e scisma, può prendere atto di essere extra ecclesiam e quindi estranea al corpo che in uno con il suo pontefice massimo regge e governa le nostre sorti. Alla D’Introno, la cui frequentazione è ora proibita agli osservanti, sono riservate due strade: accettare la sua condizione e quindi passare dalla maggioranza all’opposizione oppure pronunciare nel corso del prossimo Consiglio Comunale la formula dell’abiura, riconoscendo i suoi errori e le sue eresie.

Ben diversa la sorte del PD. Il Sindaco infatti, nella sua umana sollecitudine, non è stato insensibile al belato di dolore pronunciato dal Consigliere Aldo Addario che, pur sospeso a divinis per aver mancato nella professione del suo voto, può più agevolmente recuperare il dono della grazia anche solo attraverso la confessione auricolare dei suoi peccati. (ascoltabile a 5h 03′ 08″ del Consiglio comunale)

Del resto Aldo Addario, Consigliere del PD, ha nel figlio, Felice Addario – Assessore in quota al PD, un luminoso esempio di virtù e obbedienza uniformandosi al quale potrà certo ritornare agevolmente sulla retta via.

Corrado De Benedittis, come è solito fare forse anche inconsciamente, lega continuamente potere spirituale e potere temporale, aggiungendovi però – alla stregua di Bonifacio VIII – anche il potere ecclesiastico e andando così simbolicamente a completare il simbolo del triregno: le sue parole infatti hanno un effetto pratico e delineano una strategia politica e di governo molto terrena.
Il Sindaco, infatti, vuole provocare una catarsi del PD o, per meglio dire, creare un nuovo PD a sua immagine e somiglianza con l’espulsione dal PD stesso di Nadia D’Introno e di chi vede in lei un riferimento, per porre così le basi per la valorizzazione di Addario (padre e figlio) nonché di tutti quelli che dal PD si sono allontanati o sono stati allontanati per confluire nel suo amorevole amplesso, prima fra tutti l’Assessore Concetta Bucci più volte nominata dal Sindaco stesso.
Il dossier è già corposo e il Sindaco stesso lo ha in parte snocciolato durante il Consiglio Comunale, segno che sta elaborando un suo piano, e comprende: le dichiarazioni di voto non favorevoli alla maggioranza, le astensioni, il voto contrario al bilancio consolidato, la espulsione di un Assessore (Concetta Bucci), la fuoriuscita di due Consiglieri Comunali… Nel caso in cui il Sindaco riesca a recuperare definitivamente anche il frastornato Aldo Addario, sarà poi facile dimostrare alla Segreteria Provinciale del PD che la sezione di Corato è in mano ad una banda di persone fuori di senno, richiedendo quindi il commissariamento e la nomina di un reggente a lui gradito. Ne farà le spese Attilio Di Girolamo, segretario del PD, al quale noi addebitiamo un’unica debolezza: aver consentito che per la prima volta nella storia cittadina padre e figlio fossero presenti in Consiglio e in Giunta. Questo fatto, come più volte detto da queste pagine (…), è la radice di molte incomprensioni e può portarci ad ancor più tristi conseguenze.
Risolta la “grana PD”, Corrado potrà poi lasciare i panni del Papa – Sindaco per vestire quelli del Papa – Re, forse suo intimo e inconfessato desiderio.

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