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Corrado, Gino e il terzo uomo

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Di questi tempi la politica si fa anche attraverso i social. Il Sindaco è presente sui social da par suo: periodi complessi, scelte allineate con il pensiero mainstream, rispetto costante della parità di genere nell’uso dei vocaboli così come impongono i menestrelli dell’ideologia radical chic, buona volontà e ottimismo. La realtà intanto irrompe da tutt’altra parte e ci regala scene grottesche come accaduto durante l’ultimo Consiglio Comunale dove – a fronte di una minoranza a ranghi ridotti – abbiamo assistito alle manfrine di quei Consiglieri di maggioranza che, con domande preparate e artificiose, chiamavano in causa Assessori e Sindaco invitandoli ad esporre le ragioni del primato civile e morale dell’Amministrazione De Benedittis. Si tratta di tattiche di piccolissimo cabotaggio che, se possono muovere al riso gli osservatori più smaliziati, hanno l’effetto di far percepire a tutti il fiato cortissimo di questa Amministrazione che ha la necessità di far sentire i colpi di grancassa per chiamare gente e annunciare progetti mirabolanti che si concludono immancabilmente in un nulla di fatto.

Altrove, ma comunque sempre sui social, dà segni di vita Gino Perrone, Consigliere Comunale che diserta da oltre due anni le sedute del Consiglio Comunale per “giustificati motivi” . Da qualche giorno, infatti, Gino Perrone pubblica un’unica costante e martellante parola che si ripete ogni mattina, “Buongiorno”, arricchendola in una locuzione più articolata nel giorno di festa, “Buongiorno e buona domenica”. L’eloquio di Gino trova una vasta eco sui social, superiore addirittura a quella del Sindaco, con centinaia di like e centinaia di cittadini che si affrettano a ricambiare il buongiorno, come a dire “Ci sono anche io”. Ad alcuni malpensanti non è sfuggito che i “Buongiorno” cadenzati hanno ripreso il loro luminoso cammino in prossimità e quasi in coincidenza con la nomina a Ministro di Raffaelle Fitto, alludendo probabilmente ad un aumento del traffico pedonale e veicolare in quel viale Cadorna asfaltato di fresco dall’Amministrazione De Benedittis.
A ben vedere Gino, nell’augurarci una buona giornata ogni santa mattina, non sta solo operando secondo lo schema facebookiano, ma sta andando molto più indietro nel tempo, rinverdendo il rito della salutatio matutina di romana memoria con la quale i clientes rendevano omaggio al patronus. Il punto sul quale è necessario riflettere è che Gino Perrone, pur non sapendo molto di storia romana, ha istintivamente compreso che alla maggior parte dei cittadini non interessano tanto i temi generali e le questioni complesse, quanto la certezza di avere nel politico un punto di riferimento con il quale confidarsi, dal quale ricevere conforto e – se necessario – ottenere qualche aiutino o anche solo la promessa di assistenza in caso di bisogno.
Da un lato dunque un Sindaco dal pensiero complesso ma inefficace o – per meglio dire – sterile, dall’altro Gino Perrone, efficiente e perspicace ma incapace, proprio per un difetto di consapevolezza, di guardare oltre se stesso. Il combinato disposto delle caratteristiche di De Benedittis e Perrone – metafisica sconclusionata e cinismo pragmatico – conduce il Paese in una condizione di perfetto stallo: l’Amministrazione non procede e perde posizioni rispetto ai Comuni vicini, l’opposizione non riesce a mettere insieme un progetto alternativo bloccata come è dalla presenza di personalità ormai troppo ingombranti e da un fuoco incrociato di veti contrapposti. Assistiamo quindi a Consigli Comunali farsa e ci chiediamo dove questo stato di cose possa condurci dal momento che la Città, acclarato lo stallo, è in caduta libera.
Siamo in una situazione del tutto inedita rispetto alla storia politica cittadina degli ultimi quarant’anni, storia nella quale – in ogni occasione – a fronte di una maggioranza claudicante c’è sempre stata un’opposizione pronta a prenderne il posto: allo stato attuale sembra proprio che Corato abbia esaurito la sua spinta endogena e che lo sblocco del sistema possa solo provenire da una forza esterna. Tutto sembra convergere, a fronte delle difficoltà crescenti dell’Amministrazione De Benedittis, verso un intervento della Magistratura – ordinaria o contabile – che, azzerando le posizioni acquisite, rimescoli le carte e rimetta in azione un organismo oramai assopito.

Chi sarà il terzo uomo (o la prima donna) che, dato a ciascuno il suo, assumerà su di sé l’onere di condurre in avanti la nostra comunità? Si è aperto ufficialmente il totonomi anche perché chi c’è o chi ci vuol essere deve iniziare a farsi sentire.

 

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2 Commenti

  1. Se le forze endogene sono esaurite, servono forze esogene.
    Bisogna stare attenti, però, perché potrebbero essere forze che potrebbero provocare “sbalzi di temperatura, vento, precipitazioni) modificando ulteriormente il paesaggio” già pesantemente compromesso.
    Che non si tratti di forze malveole…per usare un termine neutro.
    Corato attendeva un nuovo mattino ma è precipitata in un profondo buio. Servono spalle larghe, umili e capaci e soprattutto oneste e avvedute.

  2. Io un nome ce lo avrei…non posso pronunciarmi perché deve ancora maturare in me la certezza di poterlo individuare con esattezza

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