Home Politica Corrado e l’aratro che traccia il solco

Corrado e l’aratro che traccia il solco

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L’Amministrazione De Benedittis, trattandosi forse di un fatto straordinario, ha dato notizia con grande enfasi e attraverso manifesti stradali di dimensione 6 metri per 3 metri di aver avviato i lavori di rifacimento del manto stradale di alcune vie cittadine attraverso un finanziamento concesso dalla Regione Puglia al Comune di Corato alla pari di tutti gli altri Comuni Pugliesi.

Nulla di eccezionale a meno che per eccezionale non si intenda l’essere riusciti – buoni ultimi rispetto ai Comuni viciniori – ad indire la gara d’appalto ed affidare i lavori. Accontentiamoci comunque e speriamo bene.
In realtà, i lavori – avviati questa settimana su viale Cadorna – hanno già visto nel giro di 48 ore il primo lavoro di scavo dell’asfalto appena steso per urgenti e indifferibili interventi conseguenti alla rottura di una tubazione: Viale Cadorna e gli idraulici non portano bene a questa Amministrazione e quello che doveva essere una sorta di schiaffo – come a dire: “ora abbuffati” – si sta rivelando un boomerang che arriva diritto “nei sensi”.
La nefasta previsione secondo la quale nel giro di poche settimane si ritornerà al punto di partenza pare sempre più prendere piede, tanto più che i precedenti di questa Amministrazione in termini di gestione dei lavori e capacità di controllo degli appaltatori non rappresentano un buon viatico.
Corato, ad esempio, da alcuni mesi è attraversata lungo le principali arterie cittadine (estramurale, via Gravina ed altre) da un solco largo circa 10 cm che corrisponde ad uno scavo per la posa in opera della linea del sistema di videosorveglianza. Si tratta di un progetto pensato e finanziato dall’Amministrazione Mazzilli che ora sta giungendo ad una conclusione sia pur sofferta. C

Lo scavo infatti – lungo chilometri – si approfondisce sempre di più, costituendo già ora un vero pericolo per pedoni, ciclisti, motociclisti e coloro che usano il monopattino. I tecnici da noi interpellati riferiscono che si tratta di un lavoro non ultimato (da mesi) oppure non eseguito a regola d’arte. Effettuato lo scavo infatti il solco doveva essere ricoperto con calcestruzzo e uno strato di materiale espandente e autolivellante; ad oggi lo scavo sembra invece pieno di materiali di risulta ricoperti da uno strato di calcestruzzo che tende a cedere approfondendo il dislivello. C’è qualcuno che ha contestato i lavori, che ne ha richiesto l’esecuzione a regola d’arte, che può dire quando la questione troverà soluzione? Il solco che percorreva viale Cadorna è stato ricoperto dall’asfalto nel tratto in cui sono stati eseguiti i lavori, ma… lo strato di asfalto nel tempo reggerà oppure si produrrà un avvallamento in corrispondenza del solco laddove il materiale di risulta di cui è pieno continui a cedere? Non si sa, ma “andrà tutto bene”.
Quanti anni dovremo aspettare affinché la questione si risolva sull’intera rete urbana? Dovremo aspettare l’incidente prima che qualcuno si assuma la responsabilità di richiamare chi di dovere?
A questo punto però è necessario ricordare che siamo di fronte all’Amministrazione De Benedittis e non ad una comune Amministrazione, è d’uopo quindi ricondurre la presenza del solco che percorre e circonda la Città alla mistica della rivoluzione gentile. Si potrebbe trattare infatti di un atto di fondazione attraverso il quale Corrado, nei panni di Romolo che traccia il solco che delimita la nascente Roma, prende possesso idealmente della Città che egli stesso rinnova e vivifica. Se questo è dunque il valore simbolico del solco allora probabilmente la soluzione del problema non la vedremo mai, ricordando semmai il 2020 come l’anno da cui parte la nuova era ab urbe condita.
Da un altro punto di vista, come sanno tutti coloro che hanno anche solo sfogliato il ponderoso volume di James Frazer (“Il ramo d’oro”), ogni atto di fondazione è connesso ad un sacrificio: nel caso di Roma è Remo a morire, cosa accadrà dunque a Corato? Inizialmente noi avevamo creduto che la parte di Ifigenia (la giovinetta che doveva essere sacrificata per assicurare il successo della spedizione dei Greci verso Troia) potesse essere interpretata dall’Assessore Concetta Bucci: non è andata così e la Bucci è ancora al suo posto sebbene apertamente sfiduciata dal PD, suo Partito di provenienza. Che accadrà dunque? Quale degno sacrificio si prepara per assicurare il governo della Città e propiziare il grande viaggio del Sindaco De Benedittis? Le nubi si addensano e gli aruspici ne traggono foschi presagi mentre i Consiglieri Comunali si riuniscono per trovare una quadra alle tante questioni di natura economica e finanziaria che ora sembrano quasi aggredire il Comune: quali teste dovranno cadere per salvare il salvabile e continuare la grande epopea della rivoluzione gentile?

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