I consiglieri dei gruppi di opposizione chiedono all’Amministrazione comunale di privilegiare, quando possibile, il confronto tra più operatori economici negli affidamenti sotto soglia. La proposta richiama il Codice dei contratti pubblici e il rapporto ANAC dell’aprile 2026 e propone l’adozione di un regolamento comunale e di un monitoraggio semestrale.
I gruppi consiliari di opposizione hanno depositato una mozione con cui chiedono all’Amministrazione comunale di Corato di adottare indirizzi più rigorosi nella gestione degli affidamenti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie previste dal Codice dei contratti pubblici.
Il testo integrale della mozione è consultabile qui.
Il documento, sottoscritto dai consiglieri Giulia Tandoi, Fabio Quinto e Filippo Tatò (Direzione Corato), Gaetano Nesta (Fratelli d’Italia), Nica Testino (Nuova Umanità), Francesco Caputo, Vincenzo Mastrodonato e Pietro Zona (Zona Comune), sarà sottoposto all’esame del Consiglio comunale.
Nella mozione viene richiamato l’articolo 50 del decreto legislativo 36/2023, che consente l’affidamento diretto per lavori di importo inferiore a 150 mila euro e per servizi e forniture fino a 140 mila euro, anche senza la consultazione di più operatori economici, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa.
Secondo i firmatari, tuttavia, la facoltà prevista dalla legge non impedisce alle amministrazioni di ricorrere, anche per gli affidamenti diretti, a procedure maggiormente orientate al confronto concorrenziale, attraverso indagini di mercato o consultazioni di più operatori economici.
I consiglieri richiamano inoltre il rapporto dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) dell’aprile 2026, nel quale vengono evidenziati alcuni rischi connessi a un utilizzo esteso degli affidamenti diretti. Tra gli aspetti riportati nella mozione figurano il possibile frazionamento degli interventi in assenza di un’adeguata programmazione, con conseguenze in termini di economicità, efficienza e possibilità di conseguire risparmi attraverso procedure competitive, oltre al rischio di un utilizzo particolarmente discrezionale degli affidamenti nei servizi definiti “intangibili e poco standardizzati”.
Attraverso la mozione, il Consiglio comunale viene chiamato a impegnare il sindaco e la giunta su tre direttrici principali. La prima riguarda l’indirizzo ai dirigenti affinché privilegino, salvo comprovate esigenze di urgenza, procedure comparative rispetto all’affidamento diretto a un singolo operatore economico, motivando puntualmente il ricorso a quest’ultima modalità quando ritenuta la soluzione più adeguata.
La seconda proposta prevede la predisposizione di un regolamento comunale che disciplini le modalità di svolgimento delle indagini di mercato, la costituzione e l’aggiornamento degli elenchi degli operatori economici, distinti per categorie e fasce di importo, nonché i criteri di scelta dei soggetti da invitare alle procedure comparative, prendendo come riferimento quanto previsto dal Codice dei contratti pubblici per gli affidamenti di importo superiore alle soglie dell’affidamento diretto.
Infine, i consiglieri chiedono che venga istituito un monitoraggio periodico dell’attività dei dirigenti sul rispetto degli indirizzi eventualmente approvati dal Consiglio comunale, con una relazione semestrale da presentare all’assemblea consiliare.
La mozione sarà discussa in una delle prossime sedute del Consiglio comunale. Qualora approvata, costituirebbe un atto di indirizzo politico nei confronti dell’Amministrazione, finalizzato a favorire, nei casi consentiti dalla normativa vigente, procedure maggiormente comparative e criteri di trasparenza nella gestione degli affidamenti di lavori, servizi e forniture.
















































