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Articolo 49, dal Consiglio comunale il “Festival della Supercazzola”

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“Il Festival della Supercazzola”,  definisce così in una nota social, Nico Longo, presidente dell’associazione politica Articolo 49, il Consiglio comunale celebrato ieri primo agosto a Palazzo di Città, provando a sintetizzare le intense sette ore dell’assise nei seguenti undici punti:

“1. nei preliminari possono parlare tutti tranne Vito Bovino. Persino Nadia D’Introno;

2. il bilancio consuntivo è stato corretto due volte per una serie di errori (software, spunte, fantasmi delle vecchie amministrazioni) causati tra le altre cose dalla carenza di personale;

3. i concorsi per assumere il personale necessario sono gestiti dalla ragioneria che però non ha personale per gestirli;

4. i consiglieri hanno votato per due volte dei bilanci con degli errori, poi corretti, fidandosi tra le altre cose dei pareri dei revisori dei conti che di volta in volta, dopo aver controllato gli atti, hanno sempre dato esito inspiegabilmente favorevole, agevolandone l’approvazione;

5. i revisori dei conti del comune, quelli dell’Asipu, dirigente, assessore e buona parte del consiglio comunale sono convinti che mantenere in vita l’Asipu sia un errore, ma non si è ben capito per quale motivo, “God save the Asipu”;

6. la ragioneria può sbagliare, l’avanzo libero può passare in poche settimane da tre milioni e mezzo a ottantottomila euro rischiando di compromettere i conti del comune, ma guai a colpevolizzare chi sbaglia, anzi ringraziamenti per il lavoro svolto, a prescindere.
Un po’ come l’applauso che parte in aereo al momento dell’atterraggio;

7. il consigliere Sciscioli stima Massimo Mazzilli;

8. c’è una nota stampa in cui l’assessore Marcone dice che è stata individuata l’area per realizzare il nuovo palazzetto dello sport… ma è uno scherzo;

9. avete voluto la sicurezza? E ora vi tenete le strade rotte! (installazione video sorveglianza sull’estramurale);

10. gli emendamenti vanno presentati quattro giorni prima del consiglio, anche se la documentazione viene trasmessa ai consiglieri tre giorni prima del consiglio;

11. aumentiamo le tasse, tagliamo i servizi, toglieteci tutto ma non la cultura.

Credo sia tutto.
Non resta che goderci il primo San Cataldo da ottantamila euro.”

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