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Affidamenti diretti in Comune, Testino: «L’autovincolo tutela i dirigenti e il bene pubblico»

La consigliera comunale di “Nuova Umanità” interviene dopo la bocciatura della proposta di regolamentare il ricorso agli affidamenti diretti: «Regole chiare non ingessano la macchina pubblica, ma garantiscono trasparenza e concorrenza»

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La consigliera comunale Nica Testino, del gruppo “Nuova Umanità”, interviene sulla discussione avvenuta nell’ultima seduta del Consiglio Comunale in merito alla proposta di regolamentare il ricorso agli affidamenti diretti. La proposta, attraverso un atto di indirizzo e di autovincolo per l’ente, è stata respinta. Di seguito la nota integrale della consigliera:

Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale è stata discussa e respinta una proposta che chiedeva di regolamentare – attraverso un atto di indirizzo e di autovincolo per l’ente – il ricorso agli affidamenti diretti.

L’aspetto che merita una riflessione pubblica non è l’esito del voto, che fa parte della normale dinamica democratica, ma l’interpretazione che è stata data a questa iniziativa. La proposta è stata letta come un segno di sfiducia verso l’operato e l’onestà dei dirigenti comunali. La realtà è l’esatto contrario: muoversi per dare regole chiare significa tutelare il lavoro di chi amministra e di chi gestisce la macchina pubblica.

Quando le istituzioni rinunciano a tracciare criteri di indirizzo generali, non stanno manifestando “fiducia”. Al contrario, stanno trasferendo l’intero peso della discrezionalità amministrativa sulle spalle dei singoli funzionari, lasciandoli soli a gestire scelte complesse senza un quadro di riferimento condiviso. Regolamentare non significa ingessare la macchina pubblica, ma dotarla di un paracadute di trasparenza.

Durante il dibattito è stato invocato il “Principio del Risultato”, pilastro fondamentale del Codice dei Contratti Pubblici, per giustificare la scelta di non porre limiti o indirizzi alla flessibilità delle procedure. La giurisprudenza amministrativa e i più autorevoli giuristi ci ricordano però che il risultato non coincide con il libero arbitrio. Il fine di un’amministrazione non è solo agire in fretta, ma agire bene. In economia, la parola “risultato” indica un dato numerico: può essere un utile o una perdita, a seconda del segno che lo precede. Un’azione amministrativa rapida, ma priva di criteri di economicità, trasparenza, equità e rotazione, rischia di produrre un risultato con il segno meno per l’intera comunità, anche per mancato risparmio delle risorse pubbliche.

L’autovincolo, come confermato dall’orientamento costante del Consiglio di Stato, è lo strumento principale con cui un ente pubblico armonizza la tempestività dell’azione con i principi costituzionali di efficienza, efficacia, parità di trattamento e concorrenza. La concorrenza è un valore universale che tutela il mercato e garantisce l’equità per chiunque decida di confrontarsi con la pubblica amministrazione.

La proposta presentata nasceva dal desiderio di inaugurare un metodo e non dal sospetto. L’obiettivo era sedersi intorno a un tavolo tecnico e istituzionale per definire una roadmap comune, capace di coniugare la velocità delle decisioni con la massima trasparenza e l’inclusione di tutti gli operatori economici sani e competitivi.

Le scelte pubbliche sono forti se le regole sono chiare. Continueremo a sostenere questa visione con un linguaggio franco e nel pieno rispetto delle istituzioni, convinti che la responsabilità politica debba essere esercitata, mai delegata o elusa. Noi crediamo fermamente in una comunità amministrativa.”.