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La Corato degli sprechi continua: anche la seconda ala di Palazzo Gioia rischia di diventare un salasso per i coratini

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Alcuni mesi fa il nostro periodico aveva già trattato l’argomento, cfr. art. “E noi paghiamo…La Corato degli sprechi” pubblicato il 2 febbraio 2019 su questo sito. Trattava lo sperpero dei soldi dei contribuenti durante le amministrazioni precedenti dell’allora sindaco Luigi Perrone, sottolineando la poca attenzione e oculatezza sulla gestione del verde pubblico, piste ciclabili e acquisizione di una parte di Palazzo Gioia.

 

Pensavamo fosse finita qui!

Nella mattinata di oggi, invece, è giunta in redazione una nota dei movimenti politici Cantiere e Italia in comune da cui si evince che, attraverso la perizia fatta dall’architetto Clara Capozzo, nominata dal tribunale di Trani, il valore dei due appartamenti di Palazzo Gioia acquistati nel 2017 dal comune di Corato con delibera del consiglio comunale a maggioranza per un importo di 376mila euro, non è stato ritenuto congruo a fronte del valore reale stimato per oltre un 1milione di euro.

Alla luce di tutto ciò, quanto inciderà quest’altra spesa nelle tasche dei cittadini?

Vi riportiamo qui di seguito il documento integrale firmato da Cantiere e Italia in comune

PALAZZO GIOIA –  TUTTI I COSTI DELL’INCOMPETENZA

Nel gennaio 2017 l’Amministrazione Mazzilli ha deciso di esercitare la prelazione sull’acquisto di altri due appartamenti di Palazzo Gioia.

La delibera fu da noi avversata, perché, come sottolineava il consigliere Valeria Mazzone «leggiamo di un importo pattuito pari a 376mila euro (di cui 216mila

– valore in permute indicato dalla Soprintendenza

– e 160mila (valore compravendita da cedere in contanti), ma ritengo che la spesa necessaria sia superiore.

Avrei preferito che la delibera chiarisse meglio intorno a quali importi, minimi e massimi, si aggirerebbe la spesa».

Perché queste incertezze?

In breve: poiché il “prezzo” era riferito in parte al valore di permuta, esso era solo una cifra di riferimento; la legge prevede che i venditori in questi casi possano chiedere una stima giudiziale del reale valore di mercato, che diventa automaticamente il reale prezzo di acquisto.

Era ben prevedibile che i due appartamenti valessero più di 376.000 euro.

I fatti ci hanno dato ragione: perizia fatta, il suo risultato è eclatante: 1.032.119,98 euro.

Insomma, il Comune di Corato ha acquistato sperando di pagare euro 376.000 ma il prezzo REALE da pagare è pari ad euro 1.032.119,98.

Cosa accadrà?

Impensabile che il Comune possa svenarsi ancora, ammesso che abbia quei soldi. E allora?

E’ facile prevedere che nascerà un nuovo contenzioso, oppure un accordo, ma certamente ad un prezzo ben più alto dei 376.000 euro ventilati.  Insomma, bene che vada siamo rovinati.

La spavalderia e la vanagloria con cui le Amministrazioni Perrone prima, Mazzilli poi, hanno gestito gli acquisti di Palazzo Gioia hanno cagionato danni incalcolabili.

Il primo acquisto (2007, poi reiterato nel 2010) è stato ANNULLATO dall’Autorità Giudiziaria; il Comune ha PERSO la proprietà del bene e gli oltre 3 milioni di euro investiti per trasformarlo in uffici e sale espositive (soldi spesi mentre il giudizio era in corso!!!), senza contare l’enormità dei danni che il Comune dovrà pagare al proprietario legittimo, ingiustamente privato del bene per 12 anni fino ad oggi.

L’ “affare” “palazzo Gioia” ha prodotto il miraggio di un arricchimento del patrimonio comunale, e la triste realtà di una perdita di 3 milioni di euro, oltre ai danni a pagarsi; a tutto questo si dovrà aggiungere il milione di euro per l’acquisto prelazionato nel 2017.

Un fiume di denaro, stimabile in non meno di 5 milioni di euro, per ritrovarsi, alla fine, con solo due appartamenti, in primo e secondo piano, integralmente da ristrutturare.

Incompetenza, quanto ci costi?

UNCANTIEREINCOMUNE

ITALIAINCOMUNE

 

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