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Jazz:Re:Found 2026: il festival dove la musica diventa un luogo in cui tornare

Tra elettronica, jazz, gastronomia d'autore e arte contemporanea, la diciottesima edizione di Jazz:Re:Found torna dal 27 al 30 agosto nel Monferrato con un'idea di festival che va ben oltre la line-up. E forse è proprio questo il suo punto di forza

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Jazz:Re:Found 2026 torna dal 27 al 30 agosto a Cella Monte con una line-up internazionale, arte contemporanea, gastronomia d’autore e un’esperienza unica nel cuore del Monferrato


In un’estate sempre più affollata di festival, spesso costruiti attorno agli stessi nomi e alle stesse logiche di mercato, c’è chi continua a percorrere una strada diversa. Jazz:Re:Found appartiene a questa categoria. Da diciotto edizioni il festival sceglie di mettere al centro non soltanto la musica, ma l’esperienza, il territorio e una comunità che anno dopo anno torna a ritrovarsi tra le colline del Monferrato.
Non è un caso che il tema scelto per il 2026 sia “HOMECOMING – Where We Belong”. Più che uno slogan, è una dichiarazione d’intenti: l’idea che un festival possa diventare un luogo in cui riconoscersi, indipendentemente da dove si arrivi.

Chi ha avuto la fortuna di viverlo almeno una volta sa che Jazz:Re:Found non si esaurisce nei concerti. Si cammina tra i vicoli di Cella Monte, patrimonio UNESCO nel cuore del Monferrato, passando con naturalezza da un live a una degustazione, da un’installazione artistica a una conversazione improvvisata con perfetti sconosciuti. È una dimensione rara, in cui il tempo sembra rallentare e la musica diventa il filo conduttore di qualcosa di molto più ampio.

La line-up della diciottesima edizione conferma questa filosofia. Gli ultimi annunci portano sul palco La Niña, una delle voci più interessanti della nuova scena italiana, capace di intrecciare tradizione popolare e ricerca sonora, e Daddy G, membro fondatore dei Massive Attack, protagonista di un DJ set che promette di attraversare dub, reggae, soul, hip hop ed elettronica. Due artisti molto diversi tra loro ma accomunati dalla stessa attitudine alla contaminazione, cifra distintiva del festival.Accanto a loro, un programma già ricchissimo con nomi come Acid Arab, Gilles Peterson, Mr. Scruff, Aja Monet, Habibi Funk, Danilo Plessow (MCDE) e molti altri, a testimonianza di una direzione artistica che continua a guardare oltre le classifiche, privilegiando ricerca, qualità e dialogo tra culture musicali differenti. 

Ma limitarsi alla musica sarebbe riduttivo. Negli anni Jazz:Re:Found ha costruito un’identità sempre più multidisciplinare e il 2026 rafforza ulteriormente questa vocazione. Tra le novità spicca la partecipazione della chef stellata Chiara Pavan, che porterà al festival un progetto dedicato tra cucina, racconto e musica, mentre l’arte contemporanea continuerà a dialogare con gli spazi storici del borgo grazie alle installazioni site-specific firmate da Rossella Filippini e Gabriele Viscovo. 

È probabilmente questo l’aspetto che rende Jazz:Re:Found diverso da molti altri appuntamenti estivi. Non cerca di stupire attraverso la quantità di artisti o l’effetto dell’headliner di turno, ma costruisce un ecosistema culturale in cui ogni elemento contribuisce alla stessa narrazione. La musica incontra il paesaggio, la gastronomia dialoga con la creatività contemporanea, il benessere convive con la sperimentazione sonora senza che nulla appaia forzato. Anche il claim “HOMECOMING” racconta questa filosofia. In un momento storico in cui molti festival sembrano rincorrere continuamente il prossimo trend, Jazz:Re:Found rivendica il valore dell’appartenenza e della continuità. Non un ritorno nostalgico, ma la scelta di coltivare una comunità che cresce insieme al festival, anno dopo anno. È un modo diverso di intendere gli eventi culturali: meno consumo, più relazione; meno frenesia, più esperienza. 

Forse è anche per questo che chi ci va una volta tende a tornarci. Non soltanto per ascoltare artisti difficili da vedere altrove, ma per ritrovare un’atmosfera che in Italia continua ad avere pochi paragoni. Jazz:Re:Found riesce a far convivere dimensione internazionale e autenticità locale senza sacrificare nessuna delle due. E in un panorama sempre più standardizzato, questa è probabilmente la sua qualità più preziosa. Dal 27 al 30 agosto, Cella Monte tornerà quindi a essere uno dei luoghi più interessanti della scena musicale italiana. Per chi cerca qualcosa di diverso da un semplice festival, potrebbe essere il momento giusto per scoprire perché c’è chi, ogni estate, sceglie di tornare proprio lì.