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Maxi inchiesta su sale giochi e riciclaggio: anche alcuni coratini tra le persone coinvolte

Maxi operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla DDA di Bari: sequestri per oltre 60 milioni di euro e coinvolgimento anche di alcuni coratini nell’inchiesta su sale giochi e riciclaggio

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Figurano anche alcuni coratini nella maxi operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, che oggi ha portato all’esecuzione di misure cautelari personali nei confronti di 23 soggetti e al sequestro di beni per un valore complessivo superiore a 60 milioni di euro.
L’indagine, condotta dal GICO della Guardia di Finanza di Bari con il supporto dello SCICO, riguarda un presunto sistema di riciclaggio che avrebbe utilizzato società operanti nel settore delle videolottery e delle sale giochi per reimpiegare capitali di provenienza illecita. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, peculato, bancarotta fraudolenta, reati tributari e violenza privata, con l’aggravante del metodo mafioso.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo avrebbe creato un articolato meccanismo basato sull’intestazione fittizia di ticket vincenti e sulle cosiddette operazioni di “ticket-in/ticket-out”, finalizzate a dare una parvenza lecita a somme di denaro provenienti da attività illecite. Gli investigatori contestano inoltre l’omesso versamento del PREU e l’utilizzo di un sistema di false fatturazioni per drenare e reinvestire i profitti.
L’inchiesta ipotizza inoltre collegamenti con ambienti della criminalità organizzata barese: secondo la ricostruzione accusatoria, il sistema avrebbe consentito il riciclaggio di proventi illeciti riconducibili anche a sodalizi mafiosi locali.
Tra le persone coinvolte figurano anche alcuni coratini, la cui posizione sarà valutata nel prosieguo del procedimento.
Come sottolineato dalla Procura di Bari, l’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le misure cautelari si fondano su gravi indizi di colpevolezza e non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità. Per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza irrevocabile di condanna.