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(Foto) Un incontro ricco di spunti di riflessioni sulla violenza in famiglia dialogando con Federica Candelise autrice de “Il circolo delle anime”

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Ph Doriana Maldera

Il 18 novembre la sala conferenze KURSAAL COWORKING, sede della Cooperativa Spore, ha ospitato una serata-dibattito sul tema della violenza tra le mura domestiche partendo dalla presentazione de “Il circolo delle anime” di Federica Candelise edito da Rossini Editore. Organizzato dalla Pro Loco Quadratum, con il patrocinio di UNPLI Pro Loco Puglia, il dibattito è stato presentato dal presidente della Pro Loco Gerardo Giuseppe Strippoli e moderato dal direttore editoriale de “ Il Quarto Potere”, Michele Varesano, con la presenza dell’autrice Federica Candelise, dell’ avvocato penalista Renato Bucci e dell’attore e presentatore Luciano Riccardi.
L’attenzione della Pro Loco non deve essere esclusivamente rivolta al territorio, ma anche alla comunità che lo abita, anche agli aspetti sociali” – questo, il motivo per cui Gerardo Strippoli ha organizzato la serata nella quale l’autrice del libro, Federica Candelise, giovane avvocato, ha affrontato il tema della violenza, declinata in tutte le sue forme, che si consuma tra le mura domestiche, attraverso l’ esperienza di una psicologa, protagonista del libro. Michele Varesano, moderatore del dibattito, ha ricordato quanto il tema sia stato al centro di tanto lavoro nella redazione del suo giornale che spesso ha dato supporto a vittime di violenza a gestire la delicata situazione che vivevano fino ad accompagnarle alla denuncia. L’ avvocato Renato Bucci, grande esperto nel campo, uno dei più noti penalisti in città, ha espresso il suo parere in termini giuridici arricchendo l’incontro delle sue esperienze.
I momenti intensi di lettura di alcuni brani del libro da parte dell’attore Luciano Riccardi si sono alternati a momenti di discussione e presentazione de “ Il circolo delle anime” che ha già ricevuto il Premio Apollo 2022 e la targa Milano International. L’ autrice, avvocato matrimonialista e criminologa, ha illustrato le dinamiche patologiche che si possono presentare nelle famiglie che nella maggior parte dei casi sconfinano in violenze e crimini, invitando il lettore a porre attenzione ai campanelli d’allarme in un rapporto malato affinché ci si possa fermare in tempo, prima che diventi troppo tardi, per evitare drammatiche conseguenze. La trama del libro narra di una psicologa, protagonista, che a Roma crea un circolo delle anime: un gruppo di ascolto in cui si raccontano cinque storie di vittime di violenze, abusi, vessazioni, con un taglio giuridico finale che ne delinea il reato e le relative tutele.
L’ avvocato Renato Bucci ha poi sottolineato quanto le vere indifese vittime siano i minori, a volte costretti a passare dal trauma della separazione della famiglia a quello della segregazione in una casa famiglia. Molto diffuso infatti è il problema dell’alienazione parentale, a seguito delle separazioni tra coniugi; un genitore scredita l’altro genitore fino a creare una distanza sempre più grande con i figli. “Purtroppo sono proprio i minori a non avere alcuna tutela!” – ha sottolineato l’avvocato Bucci. Meno diffusa ma ugualmente degna di nota è la violenza nei confronti degli uomini, che vengono sottomessi e vessati dalla donna. Trattasi quasi sempre più di violenza psicologica che fisica purtroppo più difficile da accertare e denunciare che si concretizza in forme di ricatto economico, discretico della figura del padre agli occhi dei figli, false denunce che possono portare l’uomo ad essere vittima di false accuse e via discorrendo. Altro fenomeno che si sta amplificando è quello di bullismo- cyberbullismo, che come stalking e cyberstalking diventa difficile da identificare. Segnali da non sottovalutare sono il tentativo di dominio, controllo, isolamento. Da evitare, per la donna, la dipendenza economica e il ricatto morale. Il direttore Michele Varesano, soffermandosi sulle testimonianze vissute in redazione nell’ambito della violenza domestica, ha evidenziato quanto l’indifferenza e l’omertà possano essere complici della violenza di ogni genere e quanto anche il lavoro dell’informazione locale seppur con le sue difficoltà possa essere determinante a far emergere queste realtà sommerse, ma anche a scuotere le coscienze – perché purtroppo anche la nostra città non è esente da questa piaga – ha concluso. Dopo la lettura di un “ vademecum” per difendersi da fenomeni di violenza e relativi reati, il pubblico, numeroso e interessato, ha posto alcune domande a cui è seguito il saluto in videomessaggio dell’Assessore alle Politiche sociali, Felice Addario, che si auspica una maggiore apertura di mentalità anche grazie a eventi come quello della serata. Anche un libro, come quello di Federica Candelise, può essere veicolo utile a risvegliare le coscienze e ad incoraggiare chi vive situazioni che chiedono soluzioni urgenti.

 

 

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3 Commenti

  1. Attratto dal tema al centro dell’incontro – dibattito, leggo con dovuta attenzione, il Tuo, chiarissimo articolo, resoconto. Un articolo, non mero riassunto, ma esplicativo e partecipativo, di un tema , sì delicato, molto spesso ovattato dai mass media e dalla “consuetudine” popolare , tralasciato e omertato dalle coscienze o dal egoismo imperante . Con presunzione, avendo l’età della saggezza; Oso sottolineare, che tale piaga sociale, affonda le radici , ahinoi, a tempi antichi…..cui da ragazzini abbiamo assistito e subito silenti. Provocatoriamente, l’incontro in oggetto, condotto da qualificati relatori, dovrebbe essere oggetto di opportune “verifiche/esperienze” in ambito scolastico . Complimenti per l’articolo , ma per tutto il Tuo impegno professionale e le ricadute culturali del nostro territorio. Ad maiora semper cara Rosanna. Con stima, estendo il mio saluto al simpatico “mittente” , Benedetto

  2. È sempre un bene per la società affrontare questi temi,con un libro..una serata-dibattito..conferenze,per aprire gli occhi a chi si trovasse spettatore di situazioni che richiedono supporto e intervento, perché non si volti dall’ altra parte.

  3. Articolo empatico, interessante e coinvolgente. Parlare di “anima” in questo momento storico è fondamentale e importante. Complimenti!

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