Home Cultura Giornate FAI di Primavera 2026 a Corato: un’emozionante scoperta all’ex Liceo Oriani

Giornate FAI di Primavera 2026 a Corato: un’emozionante scoperta all’ex Liceo Oriani

Oltre 900 visitatori per la riapertura straordinaria dell’ex sede del Liceo Oriani, tra memoria storica e la scoperta di un raro affresco di San Domenico

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Corato, Giornate FAI di Primavera 2026: all’ex Liceo Oriani la scoperta di un raro affresco di San Domenico

Con soddisfazione la delegata FAI Chiara Capozza esprime il proprio entusiasmo per il grande successo delle Giornate FAI di Primavera 2026 a Corato.

Corato si è svegliata in questi primi due giorni di primavera con un entusiasmo inconsueto per una scoperta che ha suscitato interesse, curiosità ed attenzione. In qualità di organizzatrice dell’evento, nonché ex alunna del Liceo Oriani, Capozza sottolinea come si aspettasse una risposta positiva da parte della città, ma non un’affluenza così numerosa: oltre 900 visitatori hanno fatto la fila per entrare.

Tre le parole chiave per indicare questa particolare apertura della ex sede del Liceo “Alfredo Oriani”: ARDIMENTO, ATTENZIONE, CURIOSITÀ. Sono le tre parole che hanno scandito i tre giorni del XXX Convegno Nazionale del FAI svoltosi a Bari nel mese di febbraio, al quale la delegata ha partecipato, e che risultano particolarmente adatte a descrivere il passato recente della struttura del Divino Amore.

Dal 1980 i coratini hanno visto l’edificio prima in stato di abbandono e poi, per quarantasei anni, hanno atteso che qualcuno si prendesse cura del recupero di un luogo legato alla loro formazione. Dal 1924 al 1980, infatti, al secondo piano si sono formate generazioni di coratini e ruvesi, ma non solo. Anche la chiesa, divenuta negli anni ’50 parrocchia di San Francesco, è legata al vissuto di molti, mentre il primo piano è stato a lungo casa di riposo per anziani, dopo essere stato in origine convento delle suore Domenicane dal 1711. Per un breve periodo, inoltre, il primo piano ha ospitato anche i giovani di Santa Maria Greca come oratorio.

Oggi, sottolinea Capozza, l’Amministrazione Comunale si è impegnata con ardimento e attenzione, a partire dal 2023, in un complesso progetto di restauro che ha richiesto competenze e risorse, anche grazie ai fondi del PNRR. Con questa apertura, per il secondo anno consecutivo, si è voluto mostrare al pubblico lo stato di avanzamento dei lavori e una nuova, entusiasmante scoperta.

Le Giornate FAI di Primavera sono state fortemente volute dal sindaco Corrado Nicola De Benedittis, dall’assessore alla Cultura Beniamino Marcone, dall’assessore ai Lavori Pubblici Vincenzo Sinisi e dall’assessore alla Qualità Urbana Antonella Varesano, nonché dall’ingegnere Francesco Soleti, Responsabile Unico del Procedimento del PNRR. Coinvolti nel progetto anche i giovani responsabili del CREA, impegnati nell’informazione alla cittadinanza sui cantieri PNRR a Corato. Un ringraziamento è stato rivolto anche al Direttore dei Lavori, architetto Fernando Russo, e alla ditta appaltatrice Capriello.

Le Giornate sono state rese possibili grazie all’impegno della Delegazione FAI BAT, guidata dall’ingegnera Giulia Mastrodonato, dai volontari, dal dirigente del Liceo Oriani Francesco Catalano e dalla professoressa Michela Petrizzelli, docente di Storia dell’Arte delle classi 3ª A e B, i cui studenti hanno svolto con entusiasmo il ruolo di Apprendisti Ciceroni, narratori della storia dell’edificio.

Un ringraziamento è stato rivolto anche ai volontari della Croce Rossa, che hanno seguito il lungo percorso nei tre piani dello stabile, ancora cantiere aperto con tutte le criticità che ciò comporta.

Il presente del Liceo ha così dato voce al passato, trasmettendolo al futuro e annunciando cosa diventerà la struttura, mostrando soprattutto la straordinaria scoperta del dipinto murario a tempera grassa e magra raffigurante San Domenico con tutti i simboli a lui collegati.

Il ritratto del Santo è inserito in una lunetta nella quale sembra aprirsi teatralmente una tenda rossa che si diparte da una corona. Al centro campeggia la croce di Cristo sullo sfondo di un drappo azzurro cielo; domina la figura di San Domenico rappresentato in piedi, di tre quarti, con uno sguardo intenso rivolto all’osservatore. Veste l’abito domenicano con saio bianco e mantello nero. È raffigurato con lineamenti delicati e con tutti gli attributi iconografici tradizionali: la stella sul capo, legata alla visione della madre narrata nella Leggenda Aurea, il libro della Parola nella mano destra, simbolo della predicazione, e il giglio nella sinistra, simbolo di purezza.

Accanto al Santo è presente un cane con una fiaccola in bocca, elemento simbolico legato alla leggenda secondo cui la madre, prima di concepire il figlio, avrebbe sognato di dare alla luce un cagnolino destinato a incendiare il mondo con la luce del Vangelo.

La figura femminile aureolata, inginocchiata in preghiera, è identificata come la Beata Giovanna De Aza, madre del Santo, come indicato sull’inginocchiatoio. L’abbigliamento raffinato e gli elementi iconografici rimandano alla sua origine nobile.

Secondo quanto riferito dalla restauratrice, si tratta di un esempio iconografico raro: ne esistono tre in Italia e due in Spagna. I lavori sono seguiti dalla Soprintendenza ai Beni Artistici della Puglia. L’ambiente in cui è emerso il dipinto si trova alle spalle della chiesa ed è collegato ad essa da una porta che si apre sul sagrato.

In conclusione, la delegata evidenzia come sia stato particolarmente emozionante, in qualità di promotrice, assistere alla partecipazione attenta e curiosa degli alunni e dei cittadini, tra cui molti ex studenti che hanno potuto rivedere le proprie aule. L’auspicio è quello di una riapertura della struttura in tempi brevi.