Grazia Petta, Autore presso Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/author/grazia-petta/ Le notizie sotto un'altra luce Fri, 30 Oct 2026 07:36:04 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.4 https://ilquartopotere.it/wp-content/uploads/2018/12/cropped-icona_512-32x32.png Grazia Petta, Autore presso Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/author/grazia-petta/ 32 32 Addio alla carne di cavallo? Raggiunte 50mila firme per il divieto di macellazione: a Corato potrebbe riaccendersi il dibattito https://ilquartopotere.it/attualita/addio-alla-carne-di-cavallo-raggiunte-50mila-firme-per-il-divieto-di-macellazione-a-corato-potrebbe-riaccendersi-il-dibattito/ https://ilquartopotere.it/attualita/addio-alla-carne-di-cavallo-raggiunte-50mila-firme-per-il-divieto-di-macellazione-a-corato-potrebbe-riaccendersi-il-dibattito/#respond Fri, 30 Oct 2026 07:31:07 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=44650 La mobilitazione contro la macellazione degli equidi compie un nuovo e significativo passo avanti. La proposta di legge di iniziativa popolare per vietare la macellazione di cavalli, asini, muli, pony e bardotti ha raggiunto le 50mila firme necessarie in appena quattro mesi, centrando l’obiettivo che consente di portare l’iniziativa all’attenzione del Parlamento. La proposta che […]

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La mobilitazione contro la macellazione degli equidi compie un nuovo e significativo passo avanti. La proposta di legge di iniziativa popolare per vietare la macellazione di cavalli, asini, muli, pony e bardotti ha raggiunto le 50mila firme necessarie in appena quattro mesi, centrando l’obiettivo che consente di portare l’iniziativa all’attenzione del Parlamento.

La proposta che è stata promossa da Animal Equality Italia, insieme a Fondazione Islander, e depositata presso la Corte di Cassazione nel luglio 2026, punta a riconoscere tutti gli equidi come animali d’affezione, sottraendoli alla macellazione e alla filiera alimentare.

L’iniziativa si inserisce in un percorso politico e civile già avviato con le proposte di legge presentate da Movimento 5 Stelle, Noi Moderati, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra. Si tratta di iniziative distinte, ma accomunate dall’obiettivo di superare la destinazione degli equidi alla produzione alimentare.

La proposta sostenuta da Animal Equality Italia e Fondazione Islander si muove nella stessa direzione delle iniziative parlamentari e fa leva sullo strumento dell’iniziativa legislativa popolare, previsto dall’articolo 71 della Costituzione italiana. La norma consente ai cittadini di presentare un progetto di legge redatto in articoli, accompagnato dalle firme di almeno 50mila elettori.

Il raggiungimento di questa soglia rappresenta quindi un passaggio fondamentale: l’iniziativa può ora essere presentata al Parlamento, chiamato a confrontarsi con una proposta che raccoglie una precisa richiesta di partecipazione e mobilitazione civile.

A rendere il tema particolarmente rilevante per il territorio pugliese sono i dati diffusi da Animal Equality Italia, elaborati sulla base delle informazioni del Sistema Informativo Veterinario del Ministero della Salute.

Secondo questi dati, nel 2025 in Italia sono stati macellati 22.854 equidi. La quota maggiore si registra in Puglia, con il 34,3% del totale nazionale, seguita dall’Emilia-Romagna (20,3%) e dal Veneto (13,7%).

Significativo anche il dato sulla provenienza degli animali: quelli importati dall’estero rappresentano circa la metà degli equidi macellati in Emilia-Romagna, il 25% in Puglia e il 23% in Veneto.

Il quadro del 2026 conferma l’importanza del fenomeno. Dall’inizio dell’anno gli equidi macellati risultano già almeno 14.670, con una distribuzione territoriale simile a quella dell’anno precedente. A crescere è soprattutto il numero degli animali importati e successivamente macellati in Puglia (+13,1%) e Veneto (+23,6%).

Numeri che evidenziano quanto un eventuale divieto potrebbe incidere su una filiera che coinvolge allevatori, macellai, commercianti e ristoratori.

È proprio in questo scenario che potrebbe riaccendersi il dibattito a Corato, città storicamente legata al consumo e alla commercializzazione della carne equina.

La questione era già emersa lo scorso febbraio, quando la proposta bipartisan contro la macellazione degli equidi aveva acceso interrogativi sulle possibili conseguenze per le macellerie storiche e per l’intero comparto locale.

Dal ragù di cavallo con le brasciole e le tradizionali “spancelle”, protagonisti di tanti pranzi domenicali, alla “coratina”, la bistecca di cavallo ispirata alla fiorentina ideata dal ristoratore Mariano Como durante l’emergenza mucca pazza, fino alla produzione di salsiccia fresca e stagionata, la carne equina rappresenta una componente riconoscibile della tradizione gastronomica cittadina.

Un legame rafforzato anche, nell’ultimo periodo, dalla nascita della Sagra della carne di cavallo, che ha contribuito a valorizzare questa consuetudine culinaria, ma che ha anche alimentato il confronto tra chi ne difende il valore culturale e chi chiede di superare la macellazione degli equidi.

Quale futuro allora per la filiera?

L’eventuale approvazione di una legge che vieti la macellazione degli equidi comporterebbe una trasformazione significativa anche sul piano economico. Le conseguenze riguarderebbero non soltanto gli allevamenti, ma anche le macellerie specializzate e le attività di ristorazione che hanno costruito parte della propria offerta sulla carne di cavallo.

Tra gli aspetti da affrontare ci sarebbe anche quello della riconversione produttiva, con la possibilità di accompagnare gli operatori verso attività alternative, come il turismo equestre e i centri di recupero per gli animali.

Il traguardo delle 50mila firme non significa che il divieto sia già legge, ma segna un passaggio importante nel percorso istituzionale e nel dibattito pubblico.

Per Corato potrebbe essere l’occasione per tornare a interrogarsi su una questione tutt’altro che marginale: come conciliare una sensibilità sempre più attenta alla tutela degli animali con una tradizione gastronomica che, nel tempo, è diventata anche parte dell’identità economica e culturale della città?

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Crisi olivicola, agricoltori pugliesi a Montecitorio: «Nulla cambia nell’immediato». A Corato la protesta continua https://ilquartopotere.it/agricoltura/crisi-olivicola-pugliese-protesta-agricoltori-montecitorio/ https://ilquartopotere.it/agricoltura/crisi-olivicola-pugliese-protesta-agricoltori-montecitorio/#respond Fri, 23 Oct 2026 08:41:01 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=44562 Si è tenuto ieri a Roma, presso Montecitorio, l’incontro tra una delegazione di agricoltori pugliesi, con la presenza anche di una rappresentanza di Corato, e il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra. Un confronto che ha portato all’attenzione del Governo le difficoltà che da settimane stanno alimentando la protesta degli agricoltori e degli […]

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Si è tenuto ieri a Roma, presso Montecitorio, l’incontro tra una delegazione di agricoltori pugliesi, con la presenza anche di una rappresentanza di Corato, e il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra. Un confronto che ha portato all’attenzione del Governo le difficoltà che da settimane stanno alimentando la protesta degli agricoltori e degli autotrasportatori, alle prese con il caro carburanti, l’aumento dei costi di produzione e la crisi del comparto olivicolo e del mercato oleario.

All’incontro hanno partecipato direttamente gli agricoltori, in qualità di rappresentanti di sé stessi, senza la presenza delle sigle sindacali. Per Corato era presente anche Salvatore Cannillo, insieme agli altri rappresentanti della delegazione pugliese, tra cui Vincenzo Pinnelli di Cerignola.

A riferire l’esito del confronto sono gli stessi rappresentanti degli agricoltori presenti a Montecitorio. Le problematiche del comparto sono state affrontate, ma, secondo quanto riportato dai delegati, dalla riunione non sarebbero emerse risposte in grado di modificare nell’immediato la situazione delle aziende agricole.

Il punto centrale resta la distanza tra i provvedimenti annunciati e le necessità quotidiane di chi lavora nel settore. Le misure che il Governo sta adottando e quelle previste per il futuro vengono considerate interventi che potranno eventualmente produrre effetti nel medio e lungo periodo, ma che non offrono, nell’immediato, quei benefici e vantaggi che gli agricoltori ritengono necessari per fronteggiare le difficoltà attuali.

La situazione, dunque, resta invariata. Il caro gasolio continua a pesare sui bilanci delle imprese, mentre gli elevati costi di produzione e le difficoltà del mercato oleario continuano a condizionare il lavoro e la sostenibilità economica delle aziende.

È questa la valutazione che arriva dai delegati al termine dell’incontro: il confronto con il rappresentante del Ministero c’è stato, i problemi sono stati esposti, ma all’indomani della riunione non si registrano cambiamenti sostanziali sul fronte delle emergenze denunciate dalla categoria.

L’incontro romano si inserisce in una mobilitazione che va avanti ormai da settimane, attraverso presidi e manifestazioni che coinvolgono agricoltori e autotrasportatori.

Alla base della protesta ci sono le difficoltà che interessano l’intera filiera agricola, con particolare riferimento alla crisi olivicola pugliese. Il costo del gasolio, l’aumento delle spese necessarie per portare avanti le attività produttive e le criticità del mercato dell’olio rappresentano i principali motivi del malcontento.

Si tratta di problematiche che incidono direttamente sulla gestione delle aziende, chiamate a sostenere costi sempre più elevati in una situazione economica che, secondo i manifestanti, richiede interventi capaci di produrre effetti immediati.

La richiesta portata anche a Montecitorio è quindi quella di ottenere risposte concrete alle difficoltà in corso, senza dover attendere esclusivamente gli effetti di provvedimenti destinati a operare nel tempo.

Tra le misure al centro del confronto e della contestazione figura il nuovo intervento approvato dal Consiglio dei ministri per sostenere agricoltura e pesca di fronte all’aumento dei costi dei carburanti.

Il provvedimento prevede uno stanziamento complessivo di 70 milioni di euro, di cui 60 milioni destinati alle imprese agricole e 10 milioni al settore della pesca.

Per le aziende agricole è previsto un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026, fino a un massimo di 45 centesimi per litro. Per le imprese della pesca, invece, il contributo previsto è pari al 10% delle spese sostenute nello stesso periodo.

Secondo quanto comunicato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, le risorse destinate al comparto agricolo consentiranno di sostenere circa 121 milioni di litri di carburante.

I fondi saranno trasferiti ad Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Le modalità e i termini per la presentazione della documentazione dovranno essere definiti entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto, mentre i pagamenti sono previsti nei trenta giorni successivi.

Il nuovo pacchetto si aggiunge ai 100 milioni di euro già stanziati per l’agricoltura e ai precedenti 10 milioni destinati alla pesca. È inoltre previsto che il ministro Lollobrigida porti la questione al Consiglio Agricoltura e pesca dell’Unione europea, in Lussemburgo, per chiedere ulteriori risorse a sostegno dei comparti.

Si tratta di interventi che si inseriscono nel quadro delle misure governative a sostegno dei settori produttivi, ma che, secondo quanto riferito dai rappresentanti degli agricoltori, non risolvono nell’immediato le difficoltà che hanno portato alla mobilitazione.

È proprio per questo che dopo Montecitorio, la mobilitazione continua

L’incontro con il sottosegretario La Pietra non segna, dunque, la conclusione della protesta. Secondo quanto riferito dai delegati presenti, le questioni affrontate restano aperte e le misure annunciate non sono sufficienti a modificare nell’immediato le condizioni in cui operano le aziende.

Da qui la volontà di proseguire con i presidi e le manifestazioni già in corso, mantenendo alta l’attenzione sulla crisi olivicola, sul caro gasolio, sull’aumento dei costi di produzione e sulle difficoltà del mercato oleario.

Anche per la rappresentanza di Corato presente a Roma, con Salvatore Cannillo, il confronto istituzionale si inserisce in una protesta che nasce dalla necessità di ottenere risposte alle difficoltà quotidiane degli operatori.

All’indomani dell’incontro, il messaggio che arriva dai rappresentanti degli agricoltori è chiaro: i problemi restano e la battaglia deve continuare.

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Quasi 40 minuti di ritardo e fischi: i nuovi fuochi di San Cataldo inciampano in piazza Cesare Battisti https://ilquartopotere.it/news/cronaca/fuochi-san-cataldo-2026-ritardo-fischi-piazza-cesare-battisti/ https://ilquartopotere.it/news/cronaca/fuochi-san-cataldo-2026-ritardo-fischi-piazza-cesare-battisti/#respond Mon, 24 Aug 2026 07:38:42 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43751 Transenne installate a ridosso dell’orario previsto e difficoltà nella gestione del pubblico. Dopo due giornate di festa partecipate e ben riuscite, la novità dei fuochi in pieno centro si è trasformata nella prima vera scivolata organizzativa. La Festa di San Cataldo a Corato aveva superato i primi due giorni con un riscontro che sembrava restituire […]

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Transenne installate a ridosso dell’orario previsto e difficoltà nella gestione del pubblico. Dopo due giornate di festa partecipate e ben riuscite, la novità dei fuochi in pieno centro si è trasformata nella prima vera scivolata organizzativa.

La Festa di San Cataldo a Corato aveva superato i primi due giorni con un riscontro che sembrava restituire l’immagine di una città coinvolta, presente e pronta a vivere i festeggiamenti del Santo Patrono. Poi è arrivato l’appuntamento con quella che era stata annunciata come una delle principali novità dell’edizione 2026: lo spettacolo pirotecnico in piazza Cesare Battisti, non più nell’area tradizionalmente utilizzata nei pressi della stazione.

Una novità pensata per portare i fuochi d’artificio nel cuore della città e accompagnata anche dall’annuncio di uno spettacolo pirotecnico a basso impatto sonoro e ambientale.

Ma, almeno sotto il profilo organizzativo, la serata di ieri ha mostrato più di qualche difficoltà.

Lo spettacolo era previsto per le 00.30. La piazza, nel frattempo, si era già riempita di cittadini arrivati proprio in vista dei fuochi, molti dei quali avevano occupato gli spazi disponibili cercando una posizione dalla quale poter assistere allo spettacolo.

Soltanto quando mancavano pochi minuti all’orario annunciato per l’accensione sono iniziate le operazioni di sgombero dell’area interessata dallo spettacolo e di arretramento del pubblico oltre le transenne.

È stato questo il momento in cui sono emerse le maggiori difficoltà.

Forze dell’ordine e addetti hanno dovuto gestire una piazza già gremita, invitando le persone a spostarsi e cercando contemporaneamente di delimitare l’area necessaria per garantire le condizioni di sicurezza. Un’operazione tutt’altro che semplice, soprattutto per alcune persone con disabilità presenti e per le famiglie con carrozzine e passeggini, per le quali spostarsi improvvisamente in una piazza affollata si è rivelato particolarmente difficoltoso.

Ne sono nate lamentele, discussioni e momenti di tensione.

E, soprattutto, è iniziato il ritardo.

L’orario delle 00.30 è passato senza che lo spettacolo cominciasse. I minuti trascorrevano mentre le operazioni di sistemazione e messa in sicurezza proseguivano. Il ritardo ha inevitabilmente iniziato a spazientire una parte del pubblico e sono arrivate le prime contestazioni.

Poi i fischi.

Una protesta che si è ripetuta mentre cresceva l’impazienza tra le persone ancora in attesa.

Alla fine, dopo quasi quaranta minuti rispetto all’orario annunciato, lo spettacolo è potuto iniziare.

Ed è proprio qui che si arriva al punto.

Perché il problema della serata non sembra essere soltanto il ritardo in sé. Il ritardo è stato piuttosto la conseguenza più evidente di una questione che riguarda la gestione complessiva dell’evento.

Spostare i fuochi nel cuore della città rappresentava una novità significativa. Ma una nuova location comporta anche nuove esigenze: spazi di sicurezza, gestione dei flussi, accessibilità, collocazione delle transenne e soprattutto una pianificazione che consenta di preparare l’area con sufficiente anticipo, senza trovarsi a dover chiedere al pubblico di arretrare quando l’orario dello spettacolo è ormai imminente.

Ed è proprio su questo punto che la novità sembra essere scivolata.

La domanda, allora, diventa inevitabile: piazza Cesare Battisti è davvero il luogo più adatto per ospitare uno spettacolo pirotecnico?

Non è una domanda che riguarda soltanto la visibilità dei fuochi o la loro capacità di creare spettacolo nel cuore della città.

Riguarda soprattutto la gestione di una piazza che, in occasione della festa, può raccogliere centinaia di persone e che deve contemporaneamente garantire sicurezza, accessibilità e possibilità di movimento.

La collocazione centrale può certamente avere dei vantaggi. Porta lo spettacolo dentro la festa, lo rende immediatamente percepibile e contribuisce a creare un momento collettivo nel cuore della città.

Ma proprio questa scelta impone probabilmente una macchina organizzativa ancora più precisa.

Perché, quando si decide di utilizzare una piazza centrale e affollata per uno spettacolo pirotecnico, la gestione degli spazi di sicurezza non può diventare una questione da affrontare soltanto a ridosso dell’orario previsto. La posizione delle transenne e l’arretramento del pubblico dovrebbero essere elementi già chiaramente organizzati e comunicati per tempo.

E forse proprio questo è l’aspetto che si sarebbe potuto prevedere.

La questione assume ancora maggiore rilievo se si considera che lo spettacolo era stato presentato come una delle grandi novità della Festa di San Cataldo 2026. Non soltanto per il nuovo posizionamento in piazza Cesare Battisti, ma anche per la scelta di uno spettacolo presentato come a basso impatto sonoro e ambientale. (Ma quanto “low sound” è stato davvero? Sul tema avevamo già sollevato alcuni interrogativi a pochi giorni dallo spettacolo).

L’attenzione si era concentrata molto sulla novità dei fuochi e sul loro minore impatto dichiarato. Meno, forse, sulla complessità della loro gestione in uno spazio urbano così centrale e affollato.

E così, alla fine, una serata che avrebbe dovuto rappresentare uno dei momenti più attesi della festa rischia di essere ricordata soprattutto per i minuti di ritardo, le transenne, le difficoltà nel far arretrare il pubblico e i fischi di chi non ne poteva più di aspettare.

Questo non significa mettere in discussione l’intera Festa di San Cataldo. Anzi.

Proprio perché i primi due giorni hanno mostrato una buona partecipazione e un significativo coinvolgimento della cittadinanza, quello di ieri appare più come uno scivolone che come una bocciatura complessiva.

Ma ogni novità, soprattutto quando modifica una consuetudine consolidata, dovrebbe essere anche un’occasione per capire cosa funziona e cosa invece va corretto.

E la serata di ieri lascia proprio questo interrogativo: se piazza Cesare Battisti dovrà diventare anche in futuro lo scenario dei fuochi di San Cataldo, sarà necessario interrogarsi non soltanto sulla qualità dello spettacolo, ma sull’intero sistema organizzativo che lo precede.

A cominciare da una domanda semplice, ma tutt’altro che banale:

la centralissima piazza Cesare Battisti è stata davvero pensata e organizzata come il luogo più adatto per questo tipo di spettacolo, oppure la novità ha bisogno di essere ripensata prima di diventare una nuova consuetudine?

I fuochi, ieri sera, alla fine sono arrivati.

Ma i fischi del pubblico hanno lasciato un interrogativo che forse vale la pena non ignorare.

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San Cataldo, fuochi “low sound”: una novità, ma sono davvero meno impattanti per gli animali? https://ilquartopotere.it/news/ambiente/san-cataldo-corato-fuochi-low-sound-animali/ https://ilquartopotere.it/news/ambiente/san-cataldo-corato-fuochi-low-sound-animali/#respond Tue, 18 Aug 2026 05:35:03 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43685 A Corato lo spettacolo pirotecnico del 23 agosto sarà a basso impatto ambientale e sonoro. Una scelta pensata anche per ridurre lo spavento degli animali. Un primo passo che apre però una domanda: in futuro si potrà andare ancora oltre, anche a costo di scontentare i tradizionalisti? C’è chi li aspetta come uno dei momenti […]

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A Corato lo spettacolo pirotecnico del 23 agosto sarà a basso impatto ambientale e sonoro. Una scelta pensata anche per ridurre lo spavento degli animali. Un primo passo che apre però una domanda: in futuro si potrà andare ancora oltre, anche a costo di scontentare i tradizionalisti?

C’è chi li aspetta come uno dei momenti più spettacolari della festa e chi, invece, preferirebbe farne a meno. I fuochi d’artificio sono da tempo uno degli elementi capaci di dividere l’opinione pubblica: per i tradizionalisti rappresentano una componente quasi irrinunciabile delle feste patronali; per altri sono uno spettacolo il cui impatto, soprattutto sugli animali e sull’ambiente, merita di essere ripensato.

Alla Festa di San Cataldo 2026 Corato prova a introdurre una novità proprio su questo fronte.

Domenica 23 agosto, alle 00.30, in piazza Cesare Battisti, e non più come da consuetudine nei pressi della stazione, va in scena “uno spettacolo pirotecnico scenografico a basso impatto ambientale e sonoro”.

Una scelta annunciata nella presentazione del programma ufficiale della festa patronale come una delle novità dell’edizione 2026 e pensata anche con un obiettivo preciso: “ridurre lo spavento degli animali, senza rinunciare alla componente spettacolare dei fuochi”.

Secondo quanto spiegato dagli organizzatori, lo spettacolo sarà caratterizzato da emissioni acustiche particolarmente contenute, dalla riduzione dei cosiddetti “botti secchi” e dall’impiego di prodotti plastic free. L’idea è quella di conservare l’effetto scenografico, attraverso coreografie continue e armoniose, diminuendo al tempo stesso il fragore e il caos tipici degli spettacoli pirotecnici tradizionali.

Ed è proprio qui che nasce la prima domanda: quanto può incidere realmente la riduzione del rumore sulla paura e sullo stress degli animali?

Che i fuochi d’artificio possano rappresentare un problema per gli animali è ormai ampiamente riconosciuto. Rumori improvvisi, esplosioni, lampi e imprevedibilità possono provocare paura e disorientamento negli animali d’affezione e nella fauna selvatica.

Ma se una parte di questo impatto viene ridotta, quanto cambia davvero la situazione?

La questione assume un significato particolare anche per il luogo in cui si svolgerà lo spettacolo. I fuochi di San Cataldo saranno infatti accesi nel centro cittadino, in piazza Cesare Battisti. La riflessione riguarda quindi non soltanto gli animali domestici che vivono nelle abitazioni, ma anche i tanti animali che condividono quotidianamente gli spazi urbani.

Cani e gatti, naturalmente, ma anche animali randagi e volatili delle varie specie che vivono, sostano o nidificano tra edifici, alberi e spazi cittadini.

Anche per questo la scelta di uno spettacolo a basso impatto sonoro rappresenta un elemento interessante da osservare.

Meno rumore significa davvero meno impatto?

Oppure, oltre alla componente sonora, entrano in gioco anche i lampi, le vibrazioni e l’imprevedibilità di uno spettacolo che, pur essendo meno rumoroso, resta comunque pirotecnico?

Sono interrogativi ai quali la sola definizione di “low sound” non può dare automaticamente una risposta.

La scelta di San Cataldo 2026 può essere quindi letta come un primo, seppur ancora timido, passo verso una festa più attenta al benessere animale, senza rinunciare completamente a una tradizione che per molti resta parte integrante delle celebrazioni patronali.

È, in qualche modo, un compromesso.

Si conserva lo spettacolo pirotecnico, ma si prova a ridurne una delle componenti considerate più problematiche: il rumore.

Un modo per cercare di tenere insieme due sensibilità diverse: quella di chi vuole continuare a vedere il cielo illuminarsi durante la festa e quella di chi chiede maggiore attenzione agli animali.

Ma forse proprio questa sperimentazione può aprire una riflessione più ampia.

Se l’obiettivo è ridurre progressivamente l’impatto, perché non interrogarsi anche sulle alternative?

Non necessariamente per cancellare da subito i fuochi d’artificio, ma per capire se in futuro sia possibile immaginare spettacoli capaci di mantenere la stessa capacità di coinvolgimento del pubblico con un impatto ancora più contenuto.

Esistono già diverse possibilità: fuochi a bassissimo rumore, che mantengono la componente visiva riducendo drasticamente quella sonora; spettacoli con i droni, basati su coreografie luminose nel cielo; spettacoli laser e di luce, che possono creare scenografie suggestive senza il fragore delle esplosioni.

Alternative diverse, che non sono necessariamente equivalenti ai fuochi tradizionali e che potrebbero non incontrare il favore di tutti.

Ed è proprio questo il punto.

Per tutelare maggiormente gli animali, prima o poi bisognerà essere disposti anche a scontentare una parte dei tradizionalisti?

È una domanda che può apparire scomoda, soprattutto quando si parla di una festa patronale e di tradizioni profondamente radicate. Ma le tradizioni, nel tempo, possono cambiare, adattarsi e trovare nuove forme.

La scelta di quest’anno non pretende necessariamente di risolvere il problema. Può però rappresentare un esperimento, un primo tentativo di ridurre l’impatto dello spettacolo senza eliminarne completamente la componente pirotecnica.

La vera questione sarà allora capire se questa riduzione del rumore sarà percepibile e, soprattutto, se potrà diventare il punto di partenza per una riflessione più ampia sulle modalità con cui una città può festeggiare rispettando sempre di più gli animali e l’ambiente.

Per ora Corato sceglie la strada del compromesso: meno rumore, meno “botti secchi”, maggiore attenzione all’impatto ambientale e animale, ma senza rinunciare ai fuochi.

Forse ci vorrà ancora tempo. E forse sarebbe quasi un sogno immaginare che, un giorno, i fuochi d’artificio — ancora così utilizzati, e talvolta abusati, durante feste patronali, matrimoni, celebrazioni varie e nei festeggiamenti di fine anno — possano essere progressivamente sostituiti da altri spettacoli, altrettanto capaci di emozionare senza il fragore delle esplosioni.

Una prospettiva che oggi può sembrare lontana, soprattutto per chi considera i fuochi parte irrinunciabile della festa. Ma forse vale la pena cominciare a pensarci veramente.

Gli animali, probabilmente, ringrazierebbero noi umani.

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Corato diventa ufficialmente “Città”: cerimonia istituzionale a Palazzo di Città https://ilquartopotere.it/attualita/corato-diventa-citta-cerimonia-palazzo-di-citta/ https://ilquartopotere.it/attualita/corato-diventa-citta-cerimonia-palazzo-di-citta/#respond Fri, 19 Jun 2026 19:01:15 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=43118 Una giornata dal forte valore simbolico e istituzionale quella vissuta questa mattina presso la Sala Verde di Palazzo di Città, dove si è svolta la cerimonia ufficiale per il conferimento del titolo di “Città” al Comune di Corato, ai sensi dell’articolo 18 del Testo unico degli Enti locali. All’appuntamento istituzionale ha preso parte il Prefetto […]

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Una giornata dal forte valore simbolico e istituzionale quella vissuta questa mattina presso la Sala Verde di Palazzo di Città, dove si è svolta la cerimonia ufficiale per il conferimento del titolo di “Città” al Comune di Corato, ai sensi dell’articolo 18 del Testo unico degli Enti locali.
All’appuntamento istituzionale ha preso parte il Prefetto di Bari, dottor Francesco Russo, accolto dal sindaco Corrado De Benedittis nella sede comunale. Presenti rappresentanti delle istituzioni locali, amministratori e cittadini, per un momento significativo per l’intera comunità coratina.

Nel corso della cerimonia, il Prefetto Russo ha sottolineato il valore storico, culturale ed economico della città di Corato, soffermandosi sul percorso che ha portato al riconoscimento ufficiale.
«È certamente un momento di grande orgoglio – ha dichiarato –. Ho seguito tutta l’istruttoria e ho visto con quanta passione civile sia stata presentata l’istanza, accompagnata da una ricerca storica molto approfondita. Abbiamo potuto constatare le radici antichissime di questa comunità e l’importanza che Corato ha avuto nel tempo, sia dal punto di vista storico che oggi nel mondo culturale ed economico della nostra città metropolitana. Corato è una grande realtà, anche per numero di abitanti, e merita sicuramente questo riconoscimento. Sono davvero felice di essere qui oggi per questo conferimento».
Soddisfatto anche il sindaco Corrado De Benedittis, che ha espresso gratitudine per la presenza del Prefetto e per il traguardo raggiunto dall’amministrazione comunale e dall’intera cittadinanza.
Il conferimento del titolo di “Città” rappresenta non solo un riconoscimento formale, ma anche il suggello di un’identità storica e culturale che Corato custodisce da secoli e continua a valorizzare nel presente.
Una giornata destinata a rimanere nella memoria della comunità coratina, che da oggi può fregiarsi ufficialmente del titolo di “Città”.

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De Benedittis proclamato sindaco tra lacrime e applausi. Nel giorno del secondo mandato l’annuncio: «Corato è Città» https://ilquartopotere.it/amministrative-2026/de-benedittis-proclamato-sindaco-corato-citta/ https://ilquartopotere.it/amministrative-2026/de-benedittis-proclamato-sindaco-corato-citta/#respond Sat, 30 May 2026 09:45:19 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=42909 De Benedittis proclamato sindaco di Corato tra emozione e applausi per il secondo mandato. Nel suo discorso ufficiale annuncia che Corato ha ottenuto il titolo di Città. Nel chiostro di Palazzo di Città, gremito di cittadini, amministratori, rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche, si è svolta nella mattinata di oggi, 30 maggio, la cerimonia […]

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De Benedittis proclamato sindaco di Corato tra emozione e applausi per il secondo mandato. Nel suo discorso ufficiale annuncia che Corato ha ottenuto il titolo di Città.

Nel chiostro di Palazzo di Città, gremito di cittadini, amministratori, rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche, si è svolta nella mattinata di oggi, 30 maggio, la cerimonia di proclamazione di Corrado De Benedittis a sindaco di Corato per il suo secondo mandato consecutivo, dopo la vittoria alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.

Dopo gli adempimenti formali dell’Ufficio Centrale Elettorale e la lettura del verbale conclusivo, il presidente dell’ufficio ha proclamato ufficialmente eletto De Benedittis, che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validi espressi dai cittadini coratini.

Uno dei momenti più significativi della cerimonia è stato quello dell’investitura con la fascia tricolore, consegnata da Beniamino Marcone, già vicesindaco e assessore della precedente amministrazione. Un passaggio simbolico e carico di significato che ha segnato l’avvio ufficiale del nuovo mandato amministrativo.

L’emozione ha avuto il sopravvento sul primo cittadino. De Benedittis, visibilmente commosso, non è riuscito a trattenere le lacrime davanti all’affetto dei presenti. Il chiostro di Palazzo di Città ha risposto con un lungo applauso, accompagnando un momento che ha restituito tutta la dimensione umana di una giornata importante e simbolica per Corato.

Nel suo intervento di ringraziamento, il sindaco ha rivolto il primo pensiero all’Ufficio Elettorale Centrale, al personale comunale, ai dirigenti, ai dipendenti dell’ente e agli amministratori che hanno condiviso con lui il lavoro degli ultimi cinque anni. Un ringraziamento esteso anche ai consiglieri comunali uscenti ed entranti, alle forze politiche di maggioranza e opposizione e ai candidati sindaco che hanno partecipato alla competizione elettorale.

Più volte De Benedittis ha richiamato il valore della democrazia e della sovranità popolare, sottolineando come ogni incarico pubblico sia per sua natura temporaneo e debba essere esercitato con spirito di servizio e responsabilità. «La nostra funzione non si origina in noi stessi – ha affermato – ma nella sovranità popolare. È ai cittadini che dobbiamo rendere conto ogni giorno».

Il sindaco ha poi tracciato le priorità del secondo mandato, definendolo nel segno della continuità con il lavoro svolto negli ultimi cinque anni. Al centro dell’azione amministrativa ci saranno il sostegno al lavoro e alla formazione dei giovani, il diritto alla casa, il rilancio della zona industriale e il completamento delle numerose opere pubbliche già avviate.

Particolarmente sentito il passaggio dedicato alle nuove generazioni, ai ragazzi e alle ragazze della città, più volte citati come protagonisti del futuro di Corato. De Benedittis ha parlato della necessità di investire sul volontariato, sulla partecipazione e sulle opportunità di crescita personale e professionale, anche attraverso esperienze internazionali.

Nel finale del suo intervento, il sindaco ha indicato le parole chiave che guideranno il nuovo mandato: solidarietà, inclusione, volontariato e pace. Un richiamo forte alla costruzione di una comunità coesa, capace di non lasciare indietro nessuno e di affrontare le sfide sociali con spirito di responsabilità e partecipazione.

Ma la sorpresa più grande è arrivata proprio in chiusura. De Benedittis ha infatti annunciato che il Presidente della Repubblica, con decreto del 19 maggio 2026, ha conferito a Corato il titolo di “Città”, accogliendo la richiesta avanzata dall’amministrazione comunale e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale.

Una notizia accolta da un lungo applauso e da evidente soddisfazione da parte dei presenti. «Quando qualcuno continuerà a scrivere che Corato è un paese – ha concluso sorridendo il sindaco – ditegli che non siamo più un paese: siamo una città».

Un annuncio dal forte valore simbolico che ha suggellato una mattinata intensa e partecipata, segnando l’inizio del secondo mandato di Corrado De Benedittis con uno sguardo rivolto al futuro e una nuova pagina nella storia della comunità coratina.

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Piazza, social e politica: il volto della campagna elettorale https://ilquartopotere.it/amministrative-2026/piazza-social-politica-campagna-elettorale-corato-2026/ https://ilquartopotere.it/amministrative-2026/piazza-social-politica-campagna-elettorale-corato-2026/#respond Fri, 22 May 2026 09:23:28 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=42789 Piazze, social e confronti pubblici hanno scandito le ultime settimane della campagna elettorale a Corato, delineando strategie, linguaggi e identità politiche dei candidati in vista del voto del 24 e 25 maggio. Negli scorsi giorni, in attesa delle elezioni comunali 2026, Corato è diventata teatro di una lunga serie di confronti pubblici fra i candidati […]

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Piazze, social e confronti pubblici hanno scandito le ultime settimane della campagna elettorale a Corato, delineando strategie, linguaggi e identità politiche dei candidati in vista del voto del 24 e 25 maggio.

Negli scorsi giorni, in attesa delle elezioni comunali 2026, Corato è diventata teatro di una lunga serie di confronti pubblici fra i candidati alla carica di sindaco. Dibattiti organizzati da diverse realtà giornalistiche e associative del territorio che, pur cambiando sede, pubblico e moderatori, hanno restituito un quadro politico piuttosto coerente nelle dinamiche e nelle strategie comunicative messe in campo dai protagonisti di questa campagna elettorale.

Fra questi appuntamenti ha riscosso particolare attenzione il confronto pubblico organizzato in Piazza Sedile dalla testata giornalistica Il Quarto Potere, in collaborazione con GlocalLAB Adv e GlocalTV, moderato dal direttore editoriale Michele Varesano. Un evento che ha fatto registrare una significativa partecipazione di cittadini in piazza e un notevole seguito anche sulle piattaforme social della testata, confermando quanto il dibattito politico cittadino possa ancora coinvolgere attivamente la comunità coratina.

I confronti, nella maggior parte dei casi, hanno visto protagonisti tre candidati: Corrado De Benedittis, Nica Testino e Vincenzo Adduci. Assente invece quasi sempre Pietro Zona, candidato del centrodestra, che attraverso una nota pubblica aveva spiegato come l’elevato numero di incontri concentrati in pochi giorni rischiasse di sottrarre tempo agli impegni già programmati per la propria campagna elettorale, ribadendo comunque la disponibilità al confronto in un’unica occasione condivisa fra più testate giornalistiche, che di fatto poi non è stata realizzata.

Al netto delle polemiche e delle inevitabili letture politiche, i vari appuntamenti hanno mostrato un elemento evidente: ogni candidato ha scelto una precisa identità comunicativa, mantenendola con continuità nel corso dei diversi confronti.

Il sindaco uscente Corrado De Benedittis ha impostato la propria narrazione sulla continuità amministrativa. Una linea apparsa coerente con il ruolo di chi governa la città da cinque anni e che, nei vari dibattiti, si è tradotta soprattutto nella rivendicazione del lavoro svolto, delle opere realizzate e dei percorsi amministrativi avviati.

Una strategia che presentava punti di forza evidenti: chi amministra partiva inevitabilmente da una base concreta e tangibile. Allo stesso tempo, però, esponeva anche al rischio di apparire eccessivamente ancorato ai risultati già ottenuti, soprattutto in una campagna elettorale dove una parte dell’elettorato cercava inevitabilmente visioni future e nuovi slanci progettuali.

Non a caso anche gli slogan lanciati nei comizi della coalizione CAP70033 — “Avanti con fiducia”, “In buone mani” e “La città che verrà” — hanno rafforzato ulteriormente il concetto di continuità amministrativa e il senso di appartenenza ad una comunità costruita attorno ai temi della fiducia, della stabilità e della prospettiva futura.

“Non uno slogan elettorale qualsiasi, ma una visione. Un’idea di futuro costruita non sulle paure, ma sulla fiducia”: è attorno a questa impostazione comunicativa che si è sviluppata gran parte della narrazione politica del sindaco uscente nel corso della campagna elettorale.

Sul fronte opposto si è collocata invece Nica Testino che, nei vari confronti, ha incarnato il ruolo della candidata di rottura all’interno dell’area di centrosinistra. Toni incisivi, approccio diretto e posizione critica verso l’operato dell’amministrazione uscente hanno rappresentato il filo conduttore dei suoi interventi pubblici.

La candidata di Nuova Umanità ha costruito gran parte della propria comunicazione sull’idea di cambiamento, insistendo molto sui temi dell’ascolto, della partecipazione e della necessità di correggere ciò che, a suo dire, non ha funzionato negli ultimi cinque anni.

Una postura politica chiara e spesso efficace dal punto di vista comunicativo, ma che nei vari confronti, forse, ha mostrato anche il limite tipico di chi si propone come alternativa netta: alzare l’asticella delle aspettative nei confronti dell’elettorato. Una dinamica che appartiene alla stessa natura della propaganda politica ma che inevitabilmente espone chi punta molto sugli slogan del cambiamento al rischio di dover poi trasformare quelle aspettative in risultati concreti qualora dovesse arrivare la vittoria elettorale.

Più particolare, invece, la posizione assunta da Vincenzo Adduci, candidato centrista sostenuto da DC, che nei diversi incontri pubblici ha cercato di ritagliarsi uno spazio differente rispetto agli altri contendenti. Più che sul dualismo fra continuità e cambiamento, la sua campagna elettorale si è concentrata soprattutto sul ritorno della politica e dei partiti nel dibattito cittadino, criticando quella che ha definito una progressiva deriva della politica locale e nazionale negli ultimi anni.

Una linea che Adduci aveva già da subito sintetizzato durante la presentazione della propria candidatura quando dichiarò: “Mi propongo alla città per dare un mio apporto e supporto, a prescindere che la scelta ricada su di me o su altri amministratori”, spiegando di voler apportare “quel quantum che manca” perché, a suo dire, “bisogna tornare a fare politica, non è più tempo di restare fuori”.

Nei confronti pubblici questa impostazione si è tradotta in un approccio orientato al pragmatismo e alla mediazione, con il tentativo di presentarsi come figura capace di riportare centralità al confronto politico tradizionale e al ruolo delle forze partitiche.

Una strategia diversa rispetto a quella dei suoi avversari, che ha puntato molto sulla credibilità personale e sul profilo moderato del candidato.

Al di là delle singole posizioni, i vari confronti pubblici hanno comunque avuto il merito di riportare il dibattito politico in mezzo alla città e fra i cittadini. In un tempo in cui la comunicazione politica passa spesso quasi esclusivamente dai social network — e questa campagna elettorale coratina ne è stata forse l’esempio più evidente — vedere piazze, sale e incontri partecipati ha rappresentato comunque un segnale significativo per il confronto democratico locale.

Le differenze fra i candidati sono emerse chiaramente, così come differenti sono apparsi i modi di interpretare questa campagna elettorale. Continuità amministrativa, cambiamento o ritorno della politica tradizionale: tre approcci diversi che in queste settimane hanno cercato consenso attraverso linguaggi e strategie altrettanto differenti.

Ora, però, sarà il voto a stabilire quale di queste narrazioni sarà riuscita davvero a entrare maggiormente in sintonia con la città.

Vedremo…

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Ultimo consiglio comunale a Corato: il ricordo di Gabriele Diaferia e Antonella De Benedittis https://ilquartopotere.it/news/politica/ultimo-consiglio-comunale-corato-ricordo-diaferia-antonella-de-benedittis/ https://ilquartopotere.it/news/politica/ultimo-consiglio-comunale-corato-ricordo-diaferia-antonella-de-benedittis/#respond Fri, 15 May 2026 12:18:00 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=42673 Il Consiglio comunale celebrato oggi, 15 maggio 2026, non è stato soltanto l’ultimo prima delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. È stato soprattutto un passaggio carico di memoria, emozione e gratitudine, il punto conclusivo di una consiliatura iniziata nel pieno della pandemia e terminata con il richiamo forte al valore umano della politica. […]

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Il Consiglio comunale celebrato oggi, 15 maggio 2026, non è stato soltanto l’ultimo prima delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. È stato soprattutto un passaggio carico di memoria, emozione e gratitudine, il punto conclusivo di una consiliatura iniziata nel pieno della pandemia e terminata con il richiamo forte al valore umano della politica.

In aula sono stati approvati tutti i punti all’ordine del giorno: dal rendiconto dell’esercizio 2025 alle variazioni di bilancio 2026-2028, fino al riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive. Atti tecnici, ma necessari a chiudere formalmente il mandato amministrativo guidato dal sindaco uscente Corrado De Benedittis, oggi nuovamente candidato.

Ma il cuore della seduta è stato altrove. Nelle parole pronunciate dalla presidente del Consiglio comunale Valeria Mazzone, che ha ripercorso quasi sei anni di attività istituzionale ricordando il clima difficile del 2020, tra emergenza sanitaria, focolai improvvisi e una città chiamata a resistere.

“Siamo partiti in un momento storico molto difficile per tutti – ha detto – ma orgogliosamente abbiamo portato avanti il nostro mandato”. Poi il dato simbolico: circa 540 delibere approvate nel corso della consiliatura. “Non semplici atti burocratici, ma provvedimenti che si sono tradotti nella vita quotidiana della nostra comunità”.

Mazzone ha voluto rivendicare il valore del confronto democratico, ringraziando sia maggioranza che minoranza: “È nel dibattito che la democrazia cresce”. E ha definito quello appena concluso “un consiglio comunale composto da brave persone”, capace di mantenere sempre una dimensione umana anche nei momenti di maggiore scontro politico.

Il passaggio più intenso è arrivato nel ricordo di due consiglieri che non ci sono più: Gabriele Diaferia e Antonella De Benedittis. La presidente ha scelto di dedicare a loro il saluto finale dell’assise cittadina.

“Il segnale più bello, il simbolo di questo consiglio, sono loro due”, ha affermato. “Non hanno permesso alla malattia di vincere la passione per la politica. Sono stati qui anche quando le gambe non tenevano più. Sono stati presenti con il cuore e con la testa, partecipando con passione”.

Parole che hanno trasformato l’ultimo consiglio comunale in qualcosa di diverso da una semplice chiusura amministrativa: una testimonianza collettiva sul senso del servizio pubblico e sul legame umano costruito dentro l’aula consiliare.

Anche il sindaco Corrado De Benedittis, nel suo intervento conclusivo, ha ringraziato l’intero consiglio comunale per il contributo dato “alla vita democratica della città”, richiamando il pensiero del filosofo Norberto Bobbio sul valore delle assemblee elettive come luoghi di mediazione e convivenza democratica.

“La complessità diventa forza quando il confronto trova equilibrio e impedisce che lo scontro sociale si trasformi in rottura della convivenza civile”, ha detto il sindaco nel suo saluto finale.

Si è avviata così, alla conclusione, l’Amministrazione De Benedittis.

 

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Glaucoma, al Rotary di Corato un incontro sul “ladro silenzioso” della vista https://ilquartopotere.it/salute-2/glaucoma-rotary-corato-ladro-silenzioso-vista/ https://ilquartopotere.it/salute-2/glaucoma-rotary-corato-ladro-silenzioso-vista/#respond Sun, 19 Apr 2026 04:35:04 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=42177 Il glaucoma è una patologia subdola, spesso priva di sintomi nelle fasi iniziali ma capace di compromettere in modo irreversibile la vista. Proprio per questo viene definito il “ladro silenzioso”: un tema al centro dell’incontro dal titolo “Il glaucoma: quali sfide per la società?”promosso dal Rotary Club di Corato insieme al medico oculista Marco Loiodice. […]

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Il glaucoma è una patologia subdola, spesso priva di sintomi nelle fasi iniziali ma capace di compromettere in modo irreversibile la vista. Proprio per questo viene definito il “ladro silenzioso”: un tema al centro dell’incontro dal titolo “Il glaucoma: quali sfide per la società?”promosso dal Rotary Club di Corato insieme al medico oculista Marco Loiodice.

L’iniziativa si è svolta il 14 aprile presso la sede del Rotary e nasce ispirandosi alla Settimana mondiale del glaucoma (8-14 marzo 2026), inserendosi nel solco delle attività di divulgazione portate avanti dal club, da sempre impegnato nella sensibilizzazione su temi di rilevanza sociale e sanitaria.

A sottolineare il valore dell’incontro è stato il presidente del Rotary Club di Corato, Pasquale Tarricone:
“Il Rotary è da sempre attento alla diffusione della cultura e dell’informazione su tematiche che incidono sulla vita delle persone. Abbiamo accolto con convinzione la proposta del dottor Loiodice perché il glaucoma è una sfida che riguarda tutti e merita la massima attenzione”.

Al centro dell’appuntamento, l’intervento del dott. Marco Loiodice, specialista in oftalmologia, che ha illustrato l’impatto della malattia non solo sul piano clinico, ma anche su quello sociale.

“Il glaucoma non è soltanto una patologia oculare, ma una vera questione di salute pubblica”, ha spiegato lo specialista. “Viene spesso definito il ‘ladro silenzioso’ della vista perché nelle fasi iniziali è asintomatico. Questo porta molti pazienti a scoprirlo quando il danno è già avanzato”.

La malattia, legata principalmente all’aumento della pressione intraoculare e alla progressiva riduzione del campo visivo, rappresenta una delle principali cause di cecità nei Paesi industrializzati, seconda solo alla cataratta. A differenza di quest’ultima, però, i danni provocati dal glaucoma sono irreversibili.

Durante l’incontro sono stati evidenziati anche i principali fattori di rischio: l’età avanzata, la familiarità e la miopia elevata. Condizioni sempre più diffuse in una popolazione che invecchia, rendendo il glaucoma una patologia in costante crescita.

Da qui l’importanza della prevenzione, tema centrale dell’iniziativa.
“Effettuare controlli oculistici periodici, soprattutto dopo i 40 anni o in presenza di fattori di rischio, è fondamentale per individuare la malattia nelle fasi iniziali e rallentarne la progressione”, ha sottolineato Loiodice.

Un messaggio che va oltre il singolo paziente e coinvolge l’intera collettività. La perdita della vista, infatti, comporta non solo un impatto sulla qualità della vita, ma anche costi sanitari e sociali significativi legati all’assistenza, alla riabilitazione e alla perdita di autonomia.

L’incontro è stata l’occasione di ilun momento di informazione e consapevolezza, con un messaggio importante: il glaucoma è una sfida che riguarda l’intera società e può essere affrontata efficacemente solo attraverso prevenzione, diagnosi precoce e corretta informazione.

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Corato 2026, De Benedittis apre la campagna: “Si rialza il vento del cambiamento” e “Avanti con fiducia” https://ilquartopotere.it/amministrative-2026/de-benedittis-corato-2026-comizio/ https://ilquartopotere.it/amministrative-2026/de-benedittis-corato-2026-comizio/#respond Mon, 13 Apr 2026 17:43:13 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=42106 Corato entra nel vivo della campagna elettorale per le amministrative 2026. Il sindaco uscente e ricandidato Corrado De Benedittis ha aperto ufficialmente il suo percorso con il primo comizio in piazza Cesare Battisti, rilanciando lo slogan “Avanti con fiducia” e una visione che guarda alla continuità del cambiamento. “Si rialza il vento del cambiamento”: con […]

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Corato entra nel vivo della campagna elettorale per le amministrative 2026.

Il sindaco uscente e ricandidato Corrado De Benedittis ha aperto ufficialmente il suo percorso con il primo comizio in piazza Cesare Battisti, rilanciando lo slogan “Avanti con fiducia” e una visione che guarda alla continuità del cambiamento.

“Si rialza il vento del cambiamento”: con queste parole si è aperto l’intervento davanti a una piazza partecipata, segnata da una forte presenza di cittadini e giovani.

CORATO – Una piazza viva, partecipe, attraversata da volti che raccontano una comunità in fermento.

Il primo comizio del sindaco uscente Corrado De Benedittis, domenica 12 aprile alle ore 20.00 in piazza Cesare Battisti, ha avuto il sapore di un ritorno tra la gente prima ancora che di un’apertura di campagna elettorale.

“Avanti con fiducia” non è stato solo il titolo della serata, ma il filo conduttore di un racconto costruito attorno alle persone e alla relazione quotidiana con la città.

Fin dalle prime battute, l’atmosfera ha restituito un’immagine chiara: una prossimità concreta, fatta di riconoscimento reciproco. Tanta la partecipazione, con una presenza significativa di giovani, non solo spettatori ma parte attiva di un progetto che guarda anche alle nuove generazioni.

Ad aprire la serata sono stati il consigliere regionale Felice Spaccavento e il sindaco di Ruvo Pasquale Chieco.

Spaccavento ha richiamato il percorso compiuto da Corato negli ultimi anni, sottolineando lo slancio espresso dalla città e rassicurando sulla continuità dei servizi fondamentali, a partire dall’ospedale.

Chieco ha invece evidenziato il valore della collaborazione tra territori, oltre i confini amministrativi.

A seguire l’intervento di De Benedittis, che ha scelto un’immagine evocativa:

«Correva l’anno 2020 e c’era questo vento. Corre l’anno 2026 e si rialza il vento del cambiamento».

Un passaggio che ha rafforzato il legame tra passato e futuro, senza rotture ma nel segno della continuità.

Il sindaco ha ripercorso cinque anni di amministrazione alternando concretezza e visione: uffici comunali più efficienti, riqualificazione urbana, politiche sociali e giovanili rafforzate.

Accanto ai risultati, lo sguardo si è spinto in avanti: opere già avviate, cantieri in corso e nuovi progetti pronti a partire.

Il messaggio è apparso chiaro: fermarsi ora significherebbe interrompere un percorso già avviato.

A chiudere la serata, l’inaugurazione del comitato elettorale in via Di Vittorio 33, pensato come spazio aperto di confronto diretto con i cittadini.

 

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