Duca Valentino, Autore presso Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/author/duca-valentino/ Le notizie sotto un'altra luce Sun, 19 May 2024 05:42:57 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://ilquartopotere.it/wp-content/uploads/2018/12/cropped-icona_512-32x32.png Duca Valentino, Autore presso Il Quarto Potere https://ilquartopotere.it/author/duca-valentino/ 32 32 Corrado gongola https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-gongola/ https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-gongola/#respond Sun, 19 May 2024 05:42:57 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=31900 “Il Quarto Potere” è un giornale indipendente e non svolge il ruolo che potrebbe spettare ad un foglio che sia un organo di partito. La testata può ospitare rubriche o articoli scritti da persone differenti e, quando interpellata, non ha mai negato spazio a partiti o rappresentanti politici di qualsiasi schieramento. La rubrica condotta da […]

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“Il Quarto Potere” è un giornale indipendente e non svolge il ruolo che potrebbe spettare ad un foglio che sia un organo di partito. La testata può ospitare rubriche o articoli scritti da persone differenti e, quando interpellata, non ha mai negato spazio a partiti o rappresentanti politici di qualsiasi schieramento.

La rubrica condotta da oltre due anni con cadenza settimanale dallo scrivente – rubrica che non ha certo parole di elogio nei confronti dell’Amministrazione a trazione De Benedittis – non implica che il giornale sia politicamente schierato ovvero che dalle sue colonne altri non possano dire la loro.
Quel che scrive Duca Valentino – ammesso che a più di uno interessi – non è certo pro-Corrado, questo si è bello e capito, ma sarebbe un errore pensare che la critica rivolta al Sindaco implichi l’automatica adesione ad una proposta alternativa proveniente da Destra o da Sinistra. La rubrica semmai riflette quelli che sono i tempi e la difficile situazione in cui si trova la Città: Corrado è “invotabile” per i tanti motivi enunciati in due anni, ma non si può tornare indietro e non si comprende la direzione in cui andare avanti.
Il testo scritto dà poi l’occasione per discutere (offline) con alcuni affezionati lettori. A Corato infatti un buon numero di professionisti e imprenditori si sta affermando in una dimensione che va ben oltre quella locale, contribuendo poi a creare quell’economia che alimenta la Città e che di riflesso consente all’Amministrazione di avere risorse a disposizione per largheggiare a suo piacimento.
In altre epoche ed in altri contesti sarebbe stato logico pensare ad un impegno diretto o indiretto da parte di alcuni che, dotati di professionalità e competenza, fossero in grado poi di creare un’alternativa a Corrado e alla sua corte dei miracoli. Nel 2024 a Corato questo non accade: è lecito chiedersi perché.
Da un punto di vista generale chi oggi ha la responsabilità della conduzione di un’attività economica è pressato da molte urgenze ed ha davanti un futuro che, tra epidemie e guerre, si prospetta molto incerto e denso di rischi e opportunità: il momento consiglia a tutti di rimanere centrati sul proprio business. In secondo luogo ricoprire oggi una carica politica significa essere impegnati a tempo pieno con un impiego di energie che è spesso inconciliabile con i tempi di chi lavora in qualità di imprenditore o professionista. La politica, inoltre, divide e quindi nell’immediato i danni per chi svolga un’attività rivolta al pubblico possono essere palpabili: inimicizie, antipatie, perdita di clienti. Le indennità spettanti al Sindaco o agli Assessori sono infine poca cosa rispetto al danno subito da chi debba lasciare la sua attività o rallentare il ritmo del suo lavoro per fare altro.
A queste considerazioni di livello generale, si aggiunge poi una valutazione di carattere locale. Il Centrodestra a Corato ha bruciato due Amministrazioni in 12 mesi. Chi oggi potrebbe avere una mezza idea di fare il gran passo si chiede: “Due sono già stati affondati, il terzo potrei essere io?”. A questo si aggiunga che al momento l’ipotesi che si possa costruire una larga coalizione di Centrodestra, comprendendo tutto le forze che nel 2014 hanno contribuito al successo di Massimo Mazzilli, sembri pura utopia. Anzi, taluni manifestano evidenti segni di fastidio alla sola idea di sedersi nuovamente allo stesso tavolo. Quand’anche poi si riesca a mettere insieme un cartello composto da più forze e sigle, rimarrebbe da spiegare agli elettori perché sia nel 2018 e sia nel 2019 quelle stesse persone non siano riuscite a cavare il ragno dal buco facendo naufragare la coalizione: c’è qualcuno che si assuma la responsabilità degli errori? Neanche a parlarne.
Il tema del “Chi sarà il candidato Sindaco in opposizione a Corrado?” scivola quindi tra l’indifferenza dei più, camuffato in parte dal “C’è ancora tempo” pronunciato da alcuni per celare l’evidente incapacità di rispondere alla domanda. Imprenditori e liberi professionisti che pure avrebbero da dire e potrebbero costituire l’alternativa per ora vogano molto al largo.
Il concetto è chiaro: per superare Corrado ci vuole un antagonista di livello. Pensare di mettere in campo una coalizione in nome di un “cristiano garbato” privo però della necessaria indipendenza e quindi strumento di coloro che operano alle sue spalle è un tentativo che può solo generare il rigetto da parte dell’elettorato (ammesso che il “cristiano garbato” sia così facile da individuare e sia così cieco da cacciarsi in una simile avventura).
A fronte di questa situazione Corrado gongola: può contare su alcune migliaia di voti sicuri e altri sta cercando di “accocchiarli strada strada”, mentre i partiti di Centrodestra annaspano in una specie di incubo da loro stessi prodotto e a Sinistra coloro che non sono allineati con il Sindaco sono stetti tra i lacci e i lacciuoli che la realpolitik targata Addario – Quercia ha saputo tessere. L’impressione è che in questo scenario possano ingrossarsi le fila dell’astensione e che un ristretto manipolo di pretoriani di Centrosinistra riesca comunque ad imporre Corrado Sindaco: buona fortuna.

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Corrado nella Piazza Rossa https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-nella-piazza-rossa/ https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-nella-piazza-rossa/#respond Sun, 12 May 2024 06:37:46 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=31732 “Il segretario galante” era un agile manualetto utilizzato nei tempi andati, quando ancora si usava scrivere lettere all’innamorata, dal quale si potevano attingere frasi, aforismi o missive belle e pronte per far colpo sull’altra metà del cielo. Questa considerazione iniziale, apparentemente slegata dal contesto politico, ci introduce alla psicologia di Corrado e, in un certo […]

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“Il segretario galante” era un agile manualetto utilizzato nei tempi andati, quando ancora si usava scrivere lettere all’innamorata, dal quale si potevano attingere frasi, aforismi o missive belle e pronte per far colpo sull’altra metà del cielo. Questa considerazione iniziale, apparentemente slegata dal contesto politico, ci introduce alla psicologia di Corrado e, in un certo senso, alla mistica del suo governo. Corrado immagina se stesso come lo sposo della Città di Corato, ritenendosi tra l’altro il miglior partito possibile, ed ha costantemente bisogno di rinnovare un rapporto che egli non considera razionale, funzionale o di mera prassi amministrativa ma semmai amoroso e sentimentale. Corrado ama Corato e pretende di essere ricambiato con lo stesso trasporto.

La malattia d’amore, come sanno tutti coloro che hanno letto qualche trattatello antico o moderno in materia, si impadronisce del paziente penetrando nell’organismo attraverso gli occhi dell’innamorato, a significare che le fattezze sensibili della persona amata e, più in generale, il suo portamento sono la causa scatenante della passione. La malattia d’amore è riconoscibile attraverso una serie di sintomi attentamente studiati dagli antichi e dai moderni; tra questi vengono annotati: l’assenza della consequenzialità nel discorso, la mancanza di coerenza nel comportamento fino a sconfinare nella perdita del senno, la trasposizione della persona amata su un livello che non è più solo terreno.
Corrado è vittima della malattia d’amore, ha necessità costante di legare a sé la Città e per essa i suoi cittadini e – per giunta – non ha un “segretario galante” a sua disposizione da cui attingere scritti e discorsi belli e pronti da utilizzare alla bisogna. Cosa può fare dunque il Sindaco? Volta per volta decide tema, contenuto e orizzonte culturale dei suoi interventi a seconda del contesto e – più propriamente – dei cittadini con cui si intrattiene. I cittadini nella mistica corradiana altro non sono che le fattezze sensibili della Città di cui è innamorato e da essi Corrado spera di essere corrisposto.
E’ accaduto qualcosa di simile anche in occasione della celebrazione del primo maggio in cui il Comune di Corato ha fatto affiggere il manifesto qui raffigurato a firma del Sindaco.

Corrado si è accreditato quale Sindaco di estrazione cattolica e con un passato importante di referente della Caritas cittadina. Logica vorrebbe che l’occasione del primo maggio – ora e in passato – fornisse il destro per fare riferimento alla dottrina sociale della Chiesa intervenendo poi su queste basi nel dibattito pubblico. Non poteva andare così per quel che abbiamo detto: Corrado non segue la coerenza ideologica ma si adatta agli interlocutori cercando di ottenere da essi il massimo consenso. E così Corrado, in vista del primo maggio, si è chiuso nel suo studio ed ha cominciato a scartabellare i motori di ricerca cercando le basi per un manifesto che potesse far colpo su quelli che erano in quel momento i suoi interlocutori, ovvero i cittadini di estrema sinistra che con molto clamore e con poca sostanza lo hanno sostenuto nelle amministrative del 2020, dedicando ad essi un componimento che per i contenuti espressi si pone più a sinistra di quelle che erano le posizioni di Cossutta.
La ricerca non poteva non condurre a quello che è l’archetipo dei discorsi dal palco in occasione del primo maggio, il discorso tenuto a Lenin il primo maggio 2019 a Mosca. In particolare una frase del leader socialista ha attirato l’attenzione di Corrado: “…a noi occorre una libertà reale, che sarà possibile quando i membri della società saranno soltanto dei lavoratori”.
Nel manifesto il Sindaco elabora questo concetto e lo radicalizza a modo suo. I lavoratori, infatti, per Corrado sono unicamente gli operai e gli impiegati: essi subiscono gli ingiusti attacchi del capitale. Sono assenti dal novero dei lavoratori i liberi professionisti, gli artigiani, i piccoli commercianti… In sostanza per il Sindaco il peccato originale è avere aperto una partita IVA, è questo il marchio che suggella il capitalista, lo sfruttatore, il nemico del popolo.
Sono scomparsi dalla categoria dei lavoratori – sempre secondo Corrado – anche i lavoratori della terra e non si creda che questa esclusione sia stata una mera dimenticanza. Il Sindaco ha la delega all’Agricoltura ed ha attentamente ponderato questo passaggio. Egli ci sta dicendo che non essendoci più braccianti – veri e propri lavoratori della terra – ma piccoli proprietari ovvero kulaki (il vero ostacolo alla collettivizzazione forzata imposta nell’URSS dal 1928 al 1940), la qualifica di agricoltore è incompatibile con quella di lavoratore. In sintesi, Corrado supera Bakunin a cui era sembrato rifarsi altre volte, sorpassa a sinistra Lenin e a va a collocarsi molto vicino alle posizioni di Stalin. Questo è il “corrado – pensiero” che il Sindaco ha tirato fuori dal cilindro in questa occasione: un’altra volta sarà diverso.
Nel seguire il Sindaco nel suo procedere ondivago a noi non rimane che questa considerazione: è l’incoerenza ideologica il vero punto debole di Corrado più che la sua supposta debolezza amministrativa. Chiunque voglia porsi come alternativa dovrebbe dimostrare che applicando la “non – logica” del Sindaco si potrà anche giungere a dei risultati, ma che questi saranno il frutto della casualità piuttosto che di una mirata azione di governo.
Da ultimo, ci piace ricordare al Sindaco che San Giuseppe artigiano, il patrono dei lavoratori la cui festa cade per l’appunto il primo maggio, era assimilabile ad una “partita IVA”: ci sarà un suo perché.

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Corrado il conquistatore  https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-il-conquistatore/ https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-il-conquistatore/#respond Sun, 28 Apr 2024 05:10:11 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=31481 La poliorcetica, ovvero lo studio della tecnica da impiegare per conquistare una città fortificata, era parte del bagaglio di tutti gli uomini indirizzati alla vita politica e militare almeno fino all’inizio dell’età moderna: Corrado, distinto cultore delle lettere, ha nel suo bagaglio culturale anche queste conoscenze. Con la nostra Città Corrado ha avuto gioco facile, […]

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La poliorcetica, ovvero lo studio della tecnica da impiegare per conquistare una città fortificata, era parte del bagaglio di tutti gli uomini indirizzati alla vita politica e militare almeno fino all’inizio dell’età moderna: Corrado, distinto cultore delle lettere, ha nel suo bagaglio culturale anche queste conoscenze.

Con la nostra Città Corrado ha avuto gioco facile, le torri che un tempo difendevano Corato son rimaste unicamente nello stemma e il solo esemplare esistente è tutt’altro che tetragono e svettante. I coratini nel corso dell’800 hanno demolito castello, archi, e porte, hanno inglobato le mura negli edifici e hanno dato mandato di completare l’opera ai crolli avvenuti nel 1922 in conseguenza di fenomeni naturali.
Corato è una Città facile da conquistare, difficile da mantenere. I Coratini, infatti, sono persone di indole scaltra, amanti dei traffici e degli scambi al punto da aver ottenuto – da secoli – una sorta di primazia nel commercio dei prodotti agricoli e nella loro trasformazione. A tutt’oggi, ad esempio, nel dialetto foggiano “quaratino” è sinonimo di salumiere o pizzicagnolo: i nostri maggiori ebbero la capacità di imporsi nel commercio e nella lavorazione dei “frutti di mandra”, formaggi in particolar modo, e fecero fortuna a Foggia che era la “capitale” della transumanza e la città in cui si svolgevano le principali fiere (si veda ad esempio https://manganofoggia.it/i-quaratini-e-sant-misrill/)
Lo stemma di Corato oltre a recare traccia delle torri perdute ha in sé un motto che è tutto un programma: “Cor sine labe doli – Cuore senza macchia di inganno” che stando alla tradizione fu assegnato alla Città per la sua fedeltà ad un altro Corrado: si trattò allora di Corrado di Svevia. Noi in realtà, più che un attestato di fedeltà ad un imperatore sconfitto, vediamo nel motto – note le caratteristiche dei “quaratini” – il concetto di fides che è alla base del commercio: sembra quasi che la premiata ditta voglia garantire agli avventori che i suoi prodotti sono di qualità e genuini. Uno slogan commerciale o una promessa di fedeltà? Se abbiniamo il motto poi ad un adagio popolare – “non fare società a Corato” – il “cuore senza ombra di macchia” sembrerebbe quasi una “excusatio non petita” (una scusa non richiesta) rivelatrice semmai del suo contrario ovvero della facilità con cui a Corato si può passare dagli altari alla polvere o, in maniere più prosaica, si può ricevere la fregatura.
In sintesi, il carattere della Città è tutto nel suo stemma: nelle torri buttate giù in fretta e furia ma evocate come simbolo di costanza e fortezza e in un motto che parla di una qualità ma sembra alludere al suo contrario.
Corrado è entrato facilmente in quella che era la cerchia delle mura, ma ora deve lottare per mantenere il trono e – soprattutto – si deve impegnare per averne la riconferma fra meno di ventiquattro mesi. Tra i tanti padri filosofici, politici e spirituali di Corrado figura sicuramente – anche se il Sindaco non lo ha ancora citato – Albrecht von Wallenstein, comandante delle truppe alemanne che portarono la peste in Milano, secondo il quale è “più facile mantenere un esercito di centomila uomini, che uno di dodicimila”. Corrado quindi si sta impegnando per allargare la sua base elettorale in un vorticoso giro di incontri, colloqui, dialoghi in cui declama auspicando mirabili intese e dà ad intendere che la sua rielezione è cosa fatta: in futuro ci sarà spazio per tutti e a ciascuno verrà dato il suo.
Corrado al momento affonda come una lama nel burro, convince, conquista e affascina gli interlocutori che soppesano i fichi secchi che hanno nella mano destra con la promessa di latte e miele elargiti dalla mano sinistra: che fare? In molti abbozzano, nicchiano, sfregolano ma alla fine sembrano incendiarsi e ardere di passione per il nuovo corso e per il suo fulgido interprete.
Siamo oggi al punto in cui le file del Centrodestra si sono di molto assottigliate mentre i vari colonnelli in alta uniforme, carichi di pennacchi e di gale, si contendono il bastone del comando pur sapendo di essere destinati a rendere gli onori ad un Corrado in soprabito grigio, così come accadde ai generali austriaci sconfitti da Napoleone ad Ulma.
Non c’è partita in assenza di un pensiero alternativo alla narrazione di Corrado e di un interprete che possa dare sesto ad una visione differente e più affine spirito imprenditoriale che ha animato e anima la Città: il Sindaco, avviatosi in modo incerto, si rafforza giorno dopo giorno ed ha oggi come principale preoccupazione quella di guardarsi le spalle all’interno della sua cerchia (fra i paladini – come sempre – un Gano di Maganza non manca mai).
Il carattere dei Coratini è però mutevole e quel poco che rimane della Città vecchia è un labirinto – facile è entrarvi, difficile è orientarsi: non abbiamo perso del tutto la speranza che dal mare agitato dell’imprenditoria locale possa sorgere un degno antagonista.

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Corrado e la guerra di corsa https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-e-la-guerra-di-corsa/ https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-e-la-guerra-di-corsa/#respond Sun, 21 Apr 2024 04:05:54 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=31318 Nel rispondere o interpretare ogni questione, da quelle piccole e minute fino a quelle di più ampio respiro, Corrado segue un suo canovaccio logico che è composto dalle dottrine degli autori più diversi. Corrado è un pacifista che apprezza Che Guevara, un ultracattolico che va a braccetto con i “bambini di Stalin” o anche – […]

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Nel rispondere o interpretare ogni questione, da quelle piccole e minute fino a quelle di più ampio respiro, Corrado segue un suo canovaccio logico che è composto dalle dottrine degli autori più diversi. Corrado è un pacifista che apprezza Che Guevara, un ultracattolico che va a braccetto con i “bambini di Stalin” o anche – se le circostanze sono opportune – un comunista radicato in sacrestia. Sembra che il Sindaco abbia saccheggiato gli scritti dei pensatori del passato per trarne un centone di natura cangiante da adattare alle varie circostanze e per potersi esprimere in maniera opportuna a seconda dell’uditorio, lasciando ad altri la ricerca della coerenza logica nelle sue varie esternazioni.

Da un punto di vista letterario questa tendenza di Corrado ad impadronirsi dei pensieri altrui per utilizzarli per fini propri sembra molto simile al costume dei corsari che catturavano i vascelli avversari, appropriandosi delle ricchezze in essi contenute, sotto l’egida di una patente rilasciata da uno Stato e quindi nella perfetta legalità.

In questo gioco di equilibrismo, nel rollìo e nel beccheggio dell’Amministrazione, la stella polare di Corrado è una sola ed è essenzialmente la ricerca del consenso del suo elettore tipo, quello che abbiamo definito “elettore massa”, che è rappresentato da “una persona adulta con un’età superiore ai 40 anni, un titolo di studio medio – alto e un’occupazione quale lavoratore dipendente [o pensionato] prevalentemente nel pubblico impiego” (https://ilquartopotere.it/news/corrado-spezzeremo-le-reni-al-centrodestra/).

I primi a rendersi conto – forse inconsciamente – di questa evidente inclinazione del Sindaco sono stati proprio i giovani che lo hanno sostenuto in campagna elettorale, alimentando a più riprese polemiche e lanciando richiami al rispetto del programma elettorale: sono stati lasciati soli a guardare le bandiere mentre il Sindaco e la sua ciurma si sono diretti altrove.

Fatto il punto per individuare dove siano Corrado e i suoi, appare evidente come questo posizionamento del Sindaco apra grandi spazi alla sua destra e alla sua sinistra per chi voglia sfidarlo alle prossime amministrative. Infatti, le categorie Destra e Sinistra non appartengono a Corrado, egli le supera entrambi e le fonde in un unicum che è a metà fra la moderazione del rivoluzionario e lo slancio del conservatore.

Cosa c’è alla Sinistra di Corrado? Sicuramente ci sono persone intelligenti e preparate, sia giovani sia molto in avanti con gli anni, messe da parte però da una pletora di individui lobotomizzati e spesso famelici: da quella parte, ad eccezione dell’altro “bucaniere” – Renato Bucci – che forse chiotto chiotto sta preparando qualcosa di grosso per riprendere il controllo della filibusta, non c’è molto da sperare.

Cosa c’è alla Destra di Corrado? Un insieme sparigliato di forze e di nuclei di resistenza isolati non ancora in grado di elaborare un pensiero collettivo. In sintesi, è cambiato il contesto e il Centrodestra continua ad imbarcare acqua.

In passato, infatti, il contesto di riferimento era assolutamente chiaro e implicito: il perno era dato dal connubio tra sviluppo economico e miglioramento generale della qualità della vita (e dell’abitare) incardinato nelle dinamiche dell’edilizia per civile abitazione. Lottizzazioni, case, ville, trasformazioni, restauri, condoni… tutti avevano bisogno di tutto e, dal piccolo agricoltore allo speculatore, il filo rosso che legava l’insieme era dato dal mattone. In un contesto così definito era necessario disporre di un punto di riferimento in Comune che riuscisse a sistemare, velocizzare, aggiustare, far entrare il 5 nel 4 e risolvere il problema. Il politico allora era il mediatore che, abilissimo nei rapporti interpersonali, riusciva a mettere un po’ tutti d’accordo tirando sul prezzo da una parte e dell’altra e trovando il modo per sistemare la questione. Non c’era nulla da dire, nulla da spiegare, nessun concetto da esporre: erano chiare a tutti (anche se in modo implicito) la posta in gioco e la sua rappresentazione.

Nel nuovo contesto i riferimenti di fondo non sono più chiari atteso che le esigenze dei cittadini si sono diversificate, sono di carattere più immateriale, non sono ben comprese dagli stessi osservatori, cambiano velocemente nel tempo… Più in generale, gli elettori sono sfiduciati e non vedono molto più in là del loro naso: c’è bisogno ora di chi sappia spiegare, motivare, illudere se necessario e di chi dia riferimenti di senso all’agire (in questo Corrado in campagna elettorale è riuscito bene). Non basta più quindi mettere insieme dei grandi portatori di voti per vincere: il successo elettorale non è più dato dalla somma dei contributi singoli se l’insieme non riesce ad esprimersi con una voce chiara e forte. Lo abbiamo visto con “l’anatra zoppa” del 2013 e con le amministrative del 2020.

Al momento, quindi, in assenza di un pensiero forte, il Centrodestra è silente oppure si pone sulla scia della nave corsara di Corrado navigando di conserva: le critiche fatte a questo o quel provvedimento, le lamentele riferite alle varie inefficienze, il rilievo delle incongruenze degli atti amministrativi… non fanno che rafforzare implicitamente l’idea che quello di Corrado sia il modo giusto per amministrare, anzi l’unico modo, e che quelli rilevati siano piccoli o banali incidenti di percorso.

Altra cosa sarebbe dire che è proprio la rotta presa da Corrado ad essere errata e che seguendo De Benedittis si va a sbattere. Per far questo ci sarebbe bisogno però di una voce forte ed alternativa che disegni un nuovo percorso e faccia fare all’opposizione un salto di qualità ritrovando l’unità di intenti. In sostanza, o il Centrodestra riesce a trovare il bandolo della matassa oppure alle prossime amministrative verrà nuovamente “fatto da corsa” (locuzione che dalle nostre parti indica l’essere ridotto a malpartito dall’avversario) dal commodoro Corrado e dalla sua nave battente bandiera arcobaleno.

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Corrado: “Votare uniti per governare divisi” https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-votare-uniti-per-governare-divisi/ https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-votare-uniti-per-governare-divisi/#respond Sun, 14 Apr 2024 04:00:36 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=31132 Le note vicende della politica regionale con l’arresto del marito dell’Assessore regionale Anita Maurodinoia e le indagini in corso hanno impatti sulla politica cittadina? Le responsabilità penali rispetto alle accuse mosse verranno accertate dalla Magistratura e del resto nessuno degli esponenti della politica locale – di maggioranza o di opposizione – risulta in alcun modo […]

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Le note vicende della politica regionale con l’arresto del marito dell’Assessore regionale Anita Maurodinoia e le indagini in corso hanno impatti sulla politica cittadina? Le responsabilità penali rispetto alle accuse mosse verranno accertate dalla Magistratura e del resto nessuno degli esponenti della politica locale – di maggioranza o di opposizione – risulta in alcun modo coinvolto nell’inchiesta, quel che a noi preme però è valutare le conseguenze politiche dell’accaduto. Infatti, quando le indagini raggiungono il vertice di un Partito le conseguenze politiche sono sopportate dal Partito tutto, a prescindere dalla buona fede e dall’onestà degli iscritti.

Anita Maurodinoia era ed è la massima espressione di Sud al Centro, movimento politico che a Corato nelle ultime amministrative si è schierato nella coalizione a sostegno di Vito Bovino Sindaco e che al ballottaggio – da quel che ci è dato comprendere – ha fatto confluire i suoi voti su Corrado De Benedittis. A vittoria ottenuta Corrado ha lasciato Vito come la zita di Ceglie e non si è più reso reperibile (https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-e-la-zita-di-ceglie/).
L’affondamento a livello regionale di Sud al Centro che ripercussioni ha o può avere a Corato? Ci sono due letture. Una è quella propria dei “tre di bastoni” ovvero degli estremisti che sostengono Corrado (son gli stessi che Guareschi definiva “trinariciuti” – *vedi nota) i quali si rallegrano per le disgrazie altrui e si vantano della propria presunta e inconcludente purezza. L’altra è quella propria di Corrado e dei suoi più reputati strateghi, lettura che è di tenore diverso – come sempre accade – rispetto a quella che viene percepita dall’esterno da chi segue De Benedittis per partito preso.
Corrado ha bisogno di voti ed ha una nuova freccia al suo arco per riconquistare la fiducia di coloro che si sono sentiti traditi nel 2020. Nei vari incontri e colloqui da solo a solo che punteggiano l’agendina del Sindaco il fervorino che verrà declamato d’ora innnanzi sarà grosso modo di questa fatta: “Io volevo stare con voi e avrei gradito molto la vostra presenza, ci mancherebbe altro, voi mi siete dilettissimi… ma come potevo? Avete visto quel che è successo? Se avessi avuto un rapporto con voi e con Vito come avrei potuto escludere i movimenti e i Partiti su cui nutrivo dei dubbi?”.
Ora, con Vito Bovino apparentemente fuori dai giochi e dimessosi dalla carica di Consigliere Comunale, si apre per Corrado un nuovo terreno di caccia – la caccia ai “boviniani” – rispetto al quale si muoverà con la sua astuzia di pescatore di uomini, mostrando benevolenza, indulgenza, empatia ed apertura senza riserve. La nostra idea è che in molti non riusciranno a resistergli e subiranno ancora l’incanto delle sue sirene. Dopodiché, a votazioni avvenute e a risultato incassato, sarà quel che sarà. Girogirotondo.
In disparte ci permettiamo di far osservare a Corrado che tutti noi possiamo avere remore su persone o gruppi e legittimamente possiamo allearci con chi più ci aggrada, dobbiamo essere chiari sin dall’inizio però: incassare i voti chiedendo di “unire le forze” e poi presentare il conto dicendo “Chi ti conosce?” non ci sembra il massimo della linearità.
Il lettore avrà avvertito che anche in questo nostro modesto contributo stiamo indugiando sulla politique politicienne: i voti, le alleanze, le mosse e le contromosse… tutti aspetti ritenuti interessanti per alcuni e poco costruttivi per altri. Perché non si va oltre? Perché in questa rubrica settimanale non si parla di progetti, di iniziative, di idee, di proposte…?
Il giornale registra gli umori della Città e ne assorbe i difetti e le virtù: Corato è bloccata nel senso che in essa non si esplica un libero dibattito nel quale idee e tesi contrapposte si affrontino, tutto si risolve semmai nel chiacchiericcio (anche questo fa il gioco di Corrado). L’Amministrazione infatti sta procedendo per la sua strada, sbagliando a volte sia nella forma che nella sostanza, ma non ha di fronte un interlocutore che sappia muovere critiche o avanzare idee superando anche il livello del semplice fatto amministrativo.
Quale destino per Corato? Il Sindaco – lo abbiamo capito – non vuole fare nessuna rivoluzione ed è per il mantenimento dello status quo riveduto e corretto, come dire Fiorella Mannoia al posto dei Ricchi e Poveri per il concerto di San Cataldo ma nulla di più. Ma gli altri, le forze che non fanno parte della maggioranza, che dicono?
Sommessamente facciamo osservare che c’è un mondo oltre Corrado e che la critica su quel che il Sindaco fa o non fa non è assolutamente sufficiente per qualificare un’azione di opposizione: è necessario capovolgere il punto di vista, porre al centro quello che Corrado non vede o nasconde sotto il tavolo, mettere da banda la conta dei voti fine a se stessa e ragionare sulla qualità delle proposte. Chi ne sarà capace?

 

*NOTA: Trinariciuto ovvero persona con tre narici. La terza narice del trinariciuto non avrebbe la stessa funzione delle altre due: servirebbe infatti a far uscire il cervello, permettendo alle direttive di partito di entrare e occuparne il posto.

 

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Corrado: “Spezzeremo le reni al centrodestra” https://ilquartopotere.it/news/corrado-spezzeremo-le-reni-al-centrodestra/ https://ilquartopotere.it/news/corrado-spezzeremo-le-reni-al-centrodestra/#respond Sun, 07 Apr 2024 05:06:48 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=31021 Il Sindaco, costantemente in uno stato di campagna elettorale latente, ha ora iniziato una fase più acuta di impegno ripetendo in ogni incontro – a quattro occhi oppure davanti ad un piccolo uditorio – che la sua coalizione “vincerà al primo turno” in occasione delle prossime amministrative. La parola d’ordine – categorica ed impegnativa per […]

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Il Sindaco, costantemente in uno stato di campagna elettorale latente, ha ora iniziato una fase più acuta di impegno ripetendo in ogni incontro – a quattro occhi oppure davanti ad un piccolo uditorio – che la sua coalizione “vincerà al primo turno” in occasione delle prossime amministrative.

La parola d’ordine – categorica ed impegnativa per tutti – già trasvola infiammando i cuori e gli animi da Bracco fino a via Andria: “Vincere!”. Rispondono all’unisono i suoi più fidati collaboratori: “Vinceremo”.
Il Sindaco, affiancato in questo da due dei suoi più abili strateghi – il suo beniamino, l’Assessore Marcone, e l’encomiabile Consigliere Aldo Addario – ha probabilmente passato in rivista le sue truppe immaginarie, annotandone numero, morale e armamenti. Corrado ha fatto bene i suoi conti?
I sostenitori di Corrado sono disposti in cerchi concentrici: al centro la sua coorte pretoria composta da persone fortemente ideologizzate (i “tre di bastoni”) contro i quali la ragion non vale. Il secondo cerchio è formato invece dai prebendati, coloro cioè che hanno ricevuto da questa Amministrazione compensi, regalie, contributi, posti di lavoro… e che per riconoscenza o per cupidigia sperano che questa Amministrazione continui nel suo percorso. Il terzo cerchio – più largo ed indefinito – è composto da coloro che, non legati a Corrado per motivi particolari, sono però sensibili ai temi che il Sindaco tocca nei suoi discorsi, sono attratti dal luccichio di alcuni eventi culturali ovvero hanno in antipatia i precedenti Amministratori così poco propensi all’uso di parole alate e discorsi ad effetto.
Potremmo però individuare tra tutti un “elettore massa” ovvero l’elettore tipo di Corrado? Ci permettiamo di usare una simbologia – quella dell’operaio massa – cara al movimento operaista ma oggi desueta dato che la Sinistra attuale sembra vergognarsi della sua storia.
Sintetizzando, l’elettore massa di Corrado è una persona adulta con un’età superiore ai 40 anni, un titolo di studio medio – alto e un’occupazione quale lavoratore dipendente prevalentemente nel pubblico impiego – numerosi anche i pensionati. Si tratta in sostanza di persone che hanno raggiunto una loro stabilità e che temono i cambiamenti sostanziali, vorrebbero solo qualcosina in più per stare più comode e più a proprio agio nell’ambiente che considerano a loro confacente. Le richieste che arrivano da costoro vanno nella direzione del potenziamento dei servizi pubblici, del miglioramento del decoro urbano, della realizzazione di un certo tipo di eventi culturali d’essai dal retrogusto intellettualoide. A questo genere di richieste questa Amministrazione corrisponde in pieno cercando di fare tutto il possibile e riuscendo anche bene in qualcosa.
Quante persone a Corato hanno le caratteristiche dell’elettore massa corradiano? Non meno di cinquemila, considerando il fatto che nella nostra Città i soli dipendenti del Ministero della Pubblica Istruzione – escludendo i pensionati – sono già più di un migliaio a cui si aggiungono gli altri lavoratori del settore pubblico o parapubblico: è questo il bacino principale su cui Corrado punta per recuperare consensi. Fidando su questo insieme di forze (tre di bastoni, prebendati, simpatizzanti un tanto al chilo), Corrado e i suoi si riuniscono – pallottoliere alla mano – per fare le sommine, aggiungere ad uno e togliere all’altro, sistemare i pesi, fare in modo di corrispondere ai desiderata del loro elettore ideale.
A questi calcoli si aggiunge una considerazione di altra natura: la forza di Corrado è soprattutto la debolezza dei suoi avversari, i quali – frammentati politicamente oltre che per interessi e per età – hanno la certezza in questo momento di non avere un candidato alternativo al Sindaco attuale. Nel Centrodestra – quello dei Partiti e dei movimenti di respiro regionale o nazionale – c’è la consapevolezza che un ciclo si è chiuso e che non si dispone di forze fresche e pronte: sono i soliti noti a farsi avanti. Di più, il Centrodestra, quand’anche riuscisse a mettere insieme un buon numero di portatori di voti, dovrebbe poi rispondere ad una domanda di fondo: “Perché un elettore dovrebbe votare Tizio piuttosto che Caio? Qual è il progetto?”. A questa domanda non si può più rispondere: “Riavvolgiamo il nastro e torniamo al 2003”, anno in cui una parte significativa dell’attuale corpo elettorale non era ancora nata. Sarebbe necessario – nella speranza che qualcuno abbia questa consapevolezza – un lavoro profondo di ricostruzione di senso prima di porsi il problema di impacchettare le liste.
Allo stato attuale dunque Corrado nutre le sue aspettative a buon diritto e noi non possiamo fargli che i nostri migliori auguri. Attendiamo però un segno che ci faccia comprendere se la partita per le prossime amministrative è aperta.

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Corrado: “Camicie arcobaleno a noi!” https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-camicie-arcobaleno-a-noi/ https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-camicie-arcobaleno-a-noi/#respond Sun, 24 Mar 2024 05:00:09 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=30900 Lo annotava già Tomasi di Lampedusa nel suo famoso romanzo: le camicie nella storia dell’Italia unita hanno una loro simbologia. Esse sono state dapprima rosse, poi nere, poi ancora rosse e da ultimo verdi. Chiunque abbia voluto fondare o rivoluzionare lo Stato ha cercato un colore che meglio potesse sintetizzare il suo pensiero e lo […]

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Lo annotava già Tomasi di Lampedusa nel suo famoso romanzo: le camicie nella storia dell’Italia unita hanno una loro simbologia. Esse sono state dapprima rosse, poi nere, poi ancora rosse e da ultimo verdi. Chiunque abbia voluto fondare o rivoluzionare lo Stato ha cercato un colore che meglio potesse sintetizzare il suo pensiero e lo ha trasposto in un indumento di uso comune ed informale: la rivoluzione non si fa in doppiopetto.

Corrado non è da meno rispetto ai grandi rivoluzionari e agli uomini di Stato del passato ed ha cercato da subito – sin dalla campagna elettorale – un colore in grado di rappresentare al meglio il nuovo corso e, ponendo se stesso al culmine della storia, ha individuato la sua cifra cromatica nell’insieme di tutti i colori, l’arcobaleno.
Corrado è un rivoluzionario ed infatti in tutti i suoi discorsi programmatici, discorsi i cui brani scelti sono ormai conosciuti a memoria dalla gioventù operosa del nostro Comune, non ha mai detto di voler “governare la Città” ma semmai di mirare a “cambiare la Città”. Questa Amministrazione nelle intenzioni dei suoi artefici è lo spartiacque tra vecchio e nuovo mondo o, per meglio dire, l’inizio di una nuova era di cui il 2020 è l’anno primo.
Una rivoluzione si accompagna sempre ad una ritualità e ad una semantica codificate, variando anche il senso delle parole d’uso corrente o imponendo nuove formule. Ad esempio, “Tutti” nella lingua italiana si riferisce alla totalità delle persone, di qualunque genere esse siano; un corradiano di stretta osservanza è invece tenuto a dire “Tutti e tutte”, così come un tempo fu abolito il “lei” e reso obbligatorio il “voi” proprio a segnare lo stacco tra presente e passato
Noi, ad esempio, uomini della vecchia era, diciamo “Partecipazione” e intendiamo il concorso di più persone nel realizzare un qualcosa arrivando anche a intendere che gli “Istituti di partecipazione” previsti dal nostro Statuto Comunale (tra cui ad esempio le Consulte Comunali) debbano essere un punto di riferimento per qualsiasi Amministrazione che – come quella corradiana – ponga al centro programmaticamente l’idea di partecipazione. Illusi: non abbiamo compreso la logica dei nuovi tempi.
Le Consulte Comunali sono il passato e non rientrano nella visione che sta forgiando la storia: l’individuazione dei componenti delle Consulte avviene o per designazione da parte delle Associazioni e degli Enti di settore oppure per elezione da parte del Consiglio Comunale. Gli ordini professionali, le associazioni impegnate nei vari ambiti (cultura, servizi sociali, sviluppo economico…) possono nominare dei loro rappresentanti all’interno delle varie Consulte: così è a Corato da decenni ormai. Ma come si pone questa procedura che parte dal basso rispetto all’idea di un governo in cui tutto promana da un unico centro propulsore?
Nella mistica corradiana la partecipazione non è concessa ma imposta: il cittadino non ha bisogno di perdersi nei “ludi cartacei” tanto cari al demoplutocratico vecchio regime (lo Statuto, Il Consiglio Comunale, i Regolamenti…), però può – se invitato – prendere parte in silenzio alle adunate levando alte le sue grida di giubilo nei momenti comandati. E’ per questo infatti che tutte le occasioni pubbliche in cui l’Amministrazione ha chiamato a raccolta i cittadini sono state trasformate in “bivacchi di manipoli” dove squadre di corradiani della prima ora hanno messo in riga con fischi e insulti chiunque abbia manifestato dissenso o si sia posto in modo critico.
Già, ci sono anche i “corradiani della prima ora”. Un tempo c’erano i “sansepolcristi”, così si autodefinivano gli intervenuti alla prima adunata dei fasci di combattimento tenutasi a Milano nel 1919 in Piazza San Sepolcro, ora i corradiani della prima ora potrebbero forse essere appellati come “sandomenicani”, da via San Domenico, luogo della prima sede della CAP (il Movimento Volontario per la Sicurezza Nostra o MVSN che ha sostenuto Corrado nelle ultime tornate elettorali).
Sandomenicani, corradiani ante marcia, corradiani di nuova adesione, camicie arcobaleno della rivoluzione … tutti hanno assistito al gesto di Michele Modesti, vicepresidente della Consulta per lo Sviluppo Economico e del Lavoro, che si è dimesso dall’incarico in quanto la stessa Consulta è stata totalmente ignorata dall’Amministrazione per l’avvio dei lavori del D.U.C. (Distretto urbano del commercio) (https://ilquartopotere.it/comunicazioni/avvio-del-duc-ma-ignorata-la-consulta-per-lo-sviluppo-economico-il-vice-presidente-modesti-si-dimette/?fbclid=IwAR21GOyeJYgsvoKXvz99c7eqyg_zV0KqBRR6dopA705t654gFMdKFwcqHSk).
Al gesto plateale non è seguita nessuna reazione di rilievo, né da parte dell’Amministrazione né da parte della Consulta di cui il Modesti era vicepresidente e nella quale ad oggi sembra che tutti i commissari siano saldamente al loro posto, comprese le ex camicie verdi che ora indossano il colore che va più di moda.
Cosa possiamo dire? Per parte nostra, apprezzando il gesto, possiamo limitarci ad offrire da bere al Modesti, avvertendolo che con noi potrà arrischiare di sorbirsi un succo di frutta o al massimo una Vecchia Romagna, altri invece stanno preparandosi a mescere un olio dalle proprietà organolettiche considerevoli. Non avete ancora compreso che accadrà anche questo?

 

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Corrado e i fatti seri  https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-e-i-fatti-seri/ https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-e-i-fatti-seri/#respond Sun, 17 Mar 2024 05:00:50 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=30777 Le mille polemiche spicciole che deflagrano un giorno dopo l’altro fanno il gioco dell’Amministrazione e sembra quasi che il Sindaco e il suo entourage cerchino il confronto e provochino in continuazione alzando costantemente l’asticella. Ne è stato un esempio involontario il famoso “Stai zitta!” (lo specchietto per le allodole) che ha messo in secondo piano […]

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Le mille polemiche spicciole che deflagrano un giorno dopo l’altro fanno il gioco dell’Amministrazione e sembra quasi che il Sindaco e il suo entourage cerchino il confronto e provochino in continuazione alzando costantemente l’asticella. Ne è stato un esempio involontario il famoso “Stai zitta!” (lo specchietto per le allodole) che ha messo in secondo piano l’ego-extramurale (il fatto serio), vicenda in cui il povero Giulio D’Imperio ha fatto le spese ma mediante la quale il Sindaco ha lucrato una settimana di tranquillità, ha spostato l’attenzione, ha radicalizzato ancor di più il suo ristretto elettorato e ha serrato i ranghi.

Un altro esempio? Il video promozionale presentato a Trieste in occasione della Fiera “Olio Capitale”: il video nel raccontare in modo un po’ stucchevole il nostro territorio e le sue eccellenze riesce anche a dare un chiaro segnale politico con alcuni frame dedicati a Mario Capanna (leader del movimento del sessantotto), personaggio che con Corato ha poco a che fare e ancor meno con l’olio di oliva. Perché Capanna? Si tratta di un altro specchietto per le allodole che sposta l’attenzione dal problema reale (“La partecipazione alla Fiera di Trieste a spese della collettività è utile? Il video è efficace e idoneo per rappresentare la nostra realtà produttiva?”) ad uno pseudo problema (“Che c’entra Capanna?”), lanciando un chiaro segnale ai guardiani della rivoluzione. Chiunque tenti di fare notare anche tecnicamente che il video poteva essere fatto con meno e meglio o anche che l’Amministrazione deve dimostrare – dati alla mano – la bontà delle sue scelte, ecco che trova schierati i “tre di bastoni” che ne fanno una questione di parte: “se c’è Capanna allora è sicuramente roba buona”. Corrado in tutto questo ci sguazza, inanella un altro giorno, dà corpo alle sue famose “lotte” e si tiene buoni i suoi pasdaran che lo salutano alla voce.
Ma qual è il fatto serio cui tutti dovremmo porre la massima attenzione? Dalle cronache emerge con chiarezza che il futuro della nostra comunità non è immune da rischi in un territorio che è stretto da Nord da una criminalità che si muove spavalda e sembra non incontrare ostacoli e da Sud da una realtà politico amministrativa in cui la mafia si è infiltrata riuscendo a condizionare pezzi delle istituzioni. Sbaglieremmo nel considerare questi fenomeni come locali o periferici: l’intera Puglia – come altre Regioni del Sud e del Nord Italia – è in una situazione di chiara difficoltà. Possiamo pensare al “Sistema Trani” come un fatto locale se lo stesso Procuratore della Repubblica – Carlo Maria Capristo – ha ricoperto l’identico ruolo a Taranto? Lo stesso Procuratore Laudati di cui in questi giorni si parla nelle cronache nazionali a riguardo dello scandalo del “dossieraggio” di politici e uomini d’affari non è stato forse Procuratore a Bari? Su questi e tanti altri casi la Giustizia si esprimerà con chiarezza e, nel caso in cui dovessero essere accertate ulteriori responsabilità, considereremo l’accaduto come un fatto puntuale o circoscritto oppure dovremo ritenere questo un “sistema” che da più punti e in più modi ha condizionato la vita politica, economica e civile della nostra Regione?
Le intercettazioni tra politici regionali, imprenditori, malavitosi, dirigenti, professori universitari… date in pasto alla stampa in questi giorni stanno scoperchiando il vaso di Pandora, dimostrando come sia fitta la trama di interessi e connivenze che stritola chi non è nel gioco e porta avanti gli affiliati. Come spieghiamo tutto questo alle decine di migliaia di giovani che negli ultimi anni hanno abbandonato la nostra terra? Cosa diciamo a chi non ha più la forza di tenere aperta la sua attività e deve rinunciare ai suoi sogni, adattandosi al lavoro salariato anche in una di quelle attività del settore turistico o della ristorazione che nelle mani della mafia fungono da “lavatrici” del denaro sporco?
Sembrerebbe che queste preoccupazioni siano lontane dalla olimpica tranquillità dei nostri Amministratori i quali al contrario fanno uso di un succedaneo della morfina per anestetizzare la percezione del reale: l’antifascismo militante, afflitti come sono da un pericolo inesistente o che è, nel caso in cui esista, assolutamente residuale rispetto ai mali reali (i fatti seri) che devastano la nostra terra. Da qui l’ampio spazio dato ad una meritoria associazione che un giorno sì e l’altro pure ci avverte del pericolo che ci sovrasta, il fascismo, acconciandosi alla parte di colui che segnala la presenza di un un’unghia (forse) incarnita al condannato che sta salendo il patibolo.
Noi non abbiamo vissuto il fascismo però siamo affezionati alla definizione che del fascista diede un intellettuale iscritto al PCI, Leonardo Sciascia: “Ma non c’è niente da fare, è un fascista. Uno che arriva a trovarsi una piccola magari scomoda nicchia nel potere, e da quella nicchia ecco che comincia a distinguere l’interesse dello Stato da quello del cittadino, il diritto del suo elettore da quello del suo avversario, la convenienza dalla giustizia…” (A ciascuno il suo, Einaudi, Torino, 1966).
Se dunque l’antifascismo a favor di selfie è uno specchietto per le allodole, un modo di rinverdire il mito della “lotta” senza che di fronte vi sia un avversario, lasciamo all’intelligenza del lettore l’identificazione dei perfetti fascisti di casa nostra secondo la definizione che ne diede Sciascia con un avvertimento: coloro che giunti ad occupare una piccola nicchia nel potere hanno dato prova di fare una distinzione netta fra i diritti dei propri simpatizzanti e quelli degli avversari, negando a tutti il dialogo e il confronto, non dovranno più essere votati.

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Corrado e il suo varietà https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-e-il-suo-varieta/ https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-e-il-suo-varieta/#respond Sun, 10 Mar 2024 05:00:37 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=30678 In passato avevamo paragonato l’andamento del Consiglio Comunale e, più in generale, quanto inscenato della maggioranza consiliare ai format di alcuni dei più famosi programmi TV condotti da Corrado (Mantoni) quali “La Corrida – dilettanti allo sbaraglio” oppure “Il pranzo è servito”. Con l’ultimo Consiglio Comunale tenutosi nei giorni scorsi riteniamo si sia rafforzata negli […]

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In passato avevamo paragonato l’andamento del Consiglio Comunale e, più in generale, quanto inscenato della maggioranza consiliare ai format di alcuni dei più famosi programmi TV condotti da Corrado (Mantoni) quali “La Corrida – dilettanti allo sbaraglio” oppure “Il pranzo è servito”. Con l’ultimo Consiglio Comunale tenutosi nei giorni scorsi riteniamo si sia rafforzata negli spettatori l’impressione di assistere a più puntate di “Ciao Darwin”, programma televisivo in cui di volta in volta le fazioni più diverse si affrontano: giovani contro vecchi, uomini contro donne, PD contro PD…

Il buon Corrado, aiutato in questo da Valeria Mazzone nel ruolo di “madre natura”, si sbraccia per mantenere un po’ d’ordine, conservare la consequenzialità nei discorsi, rispondere in modo garbato alle interrogazioni o – alle brutte – sviare il discorso come riesce a fare benissimo, ma tutto intorno al conduttore una variopinta e variegata umanità si fronteggia in contrasti che deflagrano e assumono una rilevanza non solo locale.
Noi esprimiamo la nostra più completa solidarietà al Sindaco in quanto comprendiamo il suo travaglio e la chiara percezione che egli ha del fallimento politico, fallimento generato in buona misura dai suoi compagni di viaggio palesemente inadeguati rispetto al programma elettorale tutto “peace and love”. Rammentiamo, infatti, che la Concordia era per i romani una divinità che rappresentava l’armonia che deve regnare in una comunità prospera: Corrado si è rifatto a questo antico culto in campagna elettorale e nella visione di se stesso quale nuovo Cesare e nuovo Augusto ha incantato l’elettorato parlando di “alleanza bella” tra il Palazzo e tutte le parti della società. Alludendo poi al mito del “sol invictus” (il famoso mattino che doveva sorgere) ha riesumato Eliogabalo e i culti mitraici dei quali vi è costante riferimento in tutta la sua oratoria che giustappone svariate concezioni filosofiche in un unicum da far intravedere secondo una diversa prospettiva al mutare delle circostanze.
Tutto questo lavoro di rammendo operato dal Sindaco e tutta questa simbologia efficace ed allusiva si infrangono però contro il muro rappresentato dai limiti della sua maggioranza e dallo stato di fatto in cui versa la comunità che – purtroppo – è pungolata da esigenze impellenti e di più basso livello. Mai come oggi infatti la nostra comunità è stata divisa – altro che “alleanza bella” – e sfiduciata.
Da queste difficoltà nel conciliare il piano ideale con l’operatività e i mezzi a disposizione ecco che scaturiscono le apprensioni, le difficoltà, i dubbi del primo cittadino, tutti elementi che si traducono nella evidente stanchezza che compare dai suoi lineamenti e nella amarezza che tracima dalle sue parole. In ogni caso, a Corrado era stato detto tutto e la sua parabola politica era già stata descritta in ogni aspetto prima ancora che il suo mandato iniziasse: ha preferito non dare ascolto fidando sull’abilità sua e di chi gli buttava “la polvere in faccia” e ritrovandosi ora a capo di un caravanserraglio in cui non riesce a mettere ordine.
Ovviamente nel disordine e nella mancanza di chiarezza di ruoli, compiti e confini sono sempre più deboli ad avere la peggio ed in questo il povero segretario del PD – Giuseppe Quercia – non fa eccezione. In uno degli ultimi post pubblicati sulla pagina ufficiale del Partito in riferimento alla querelle D’Imperio – D’Introno (l’ormai famoso “Stai zitta!”) si ha infatti la plastica evidenza del livello di confusione che ha preso materialmente possesso della mente del segretario e di quella dei suoi più stretti collaboratori:

Al di là degli errori ortografici – peccati veniali cui Attilio Di Girolamo aveva faticosamente posto rimedio e che ora sono tornati prepotentemente alla ribalta – quel che lascia interdetti è il passaggio dalla narrazione in terza persona singolare alla prima persona singolare nel periodo successivo: chi scrive a che titolo scrive? E’ il segretario che parla di sé o è qualcuno che scrive a riguardo di ciò che il segretario pensa (sempre ammesso che il segretario abbia consapevolezza di essere tale)? Questo psicodramma è l’effetto della lotta che le varie fazioni interne al PD conducono senza esclusione di colpi e in cui il povero Giuseppe è incappato non senza sue responsabilità: PD contro PD, includendo anche il PD provinciale, è una contesa che forse solo Bonolis potrebbe gestire nel suo programma.
Il gran varietà continua regalando colpi di scena e risate, ma sedimentando nell’animo di molti un oscuro senso di apprensione: è ancora notte fonda e non si comprende la direzione dell’oriente atteso che i tentativi per costruire un’alternativa appaiono ancora asfittici. Non si tratta infatti solo di mettere insieme i portatori di voti ma di costruire un programma di governo, un’idea che abbia capacità di futuro: rispetto a questo obiettivo siamo tutti lontanissimi con l’aggiunta che qualcuno – a Destra come a Sinistra – viaggia in direzione opposta.

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Corrado e le sue veline https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-e-le-sue-veline/ https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-e-le-sue-veline/#respond Sun, 03 Mar 2024 06:44:09 +0000 https://ilquartopotere.it/?p=30527 L’Amministrazione ha pensato con attenzione all’evento del 29 febbraio in cui è stato presentato il progetto eco-estramurale, un progetto ardito che potremmo paragonare ad un innesto sul corpo vivo di una pianta. Secondo il Sindaco e i relatori intervenuti,nella logica del PNRR che finanzierà l’opera non c’erano i tempi per organizzare un processo partecipativo – […]

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L’Amministrazione ha pensato con attenzione all’evento del 29 febbraio in cui è stato presentato il progetto eco-estramurale, un progetto ardito che potremmo paragonare ad un innesto sul corpo vivo di una pianta. Secondo il Sindaco e i relatori intervenuti,nella logica del PNRR che finanzierà l’opera non c’erano i tempi per organizzare un processo partecipativo – processo che avrebbe favorito lo sviluppo armonioso della progettualità – per cui si è andati avanti con tagli netti e inserendo il nuovo sul vecchio nella certezza di fare il bene. L’innesto riuscirà? La pianta come reagirà? Al momento non è dato saperlo, possiamo limitarci unicamente a fare alcune considerazioni su come si siano svolte le cose in termini di comunicazione pubblica.

Ricordiamo infatti – come già abbiamo detto in un precedente articolo https://ilquartopotere.it/news/politica/corrado-il-re-di-denari-e-il-settebello/ – che Corrado e i suoi più stretti collaboratori hanno sempre riservato una grande attenzione al mondo della comunicazione, cercando con le buone o con le brusche di suggerire o condizionare i media locali: da qui le telefonate a questo o quel giornalista, da qui l’intervento presso gli editori e i direttori responsabili, da qui ancora quel fastidioso tintinnio di monete accompagnato dal quel minaccioso “Ce ne ricorderemo” riservato a coloro che non hanno dato retta alle sirene di Piazza Matteotti.

Accade così che su quattro testate che con regolarità pubblicano notizie riguardanti Corato due abbiano dedicato grande risalto all’evento e due siano rimaste silenti almeno fino a Sabato 2 marzo.

Le due testate che hanno trattato l’argomento sono sembrate rincorrersi sia sui tempi di pubblicazione delle notizie, come anche sui titoli e sugli stessi contenuti: una infatti ha pubblicato tra il 29 febbraio e il 1 marzo tre articoli dedicati all’evento di presentazione dell’eco-estramurale mentre l’altra si è fermata a due. “Eco-Estramurale, ecco come sarà il nuovo volto della città!” titola una, “Ecco l’eco estramurale: le immagini di come sarà il secondo anello della città” titola l’altra.

Accanto agli articoli dal taglio chiaramente celebrativo punteggiati da qualche rilievo condito da scetticismo, non sono mancate le interviste a Sindaco e Assessori diffuse sui social come anche vi sono stati coloro chi si sono prodigati nel dare a tutti la possibilità di seguire l’evento in diretta o in differita: è emersa insomma all’interno della stampa locale una divisione che fa riflettere, quasi che lo stesso evento per alcuni giornalisti sia un fatto epocale mentre per altri sia un episodio insignificante. E’ lecito chiedersi perché, nella certezza che si potrebbe giungere anche a conclusioni opposte tra loro.

In ogni caso, come dicevamo, l’evento è stato attentamente pianificato ed una regia è intervenuta per fare in modo che in teatro fosse presente la claque, che la stampa o una parte di essa desse risalto nel modo “corretto” al verbo di Sindaco e Assessori, che l’eco dell’evento raggiungesse i cittadini nel modo gradito all’Amministrazione. Dall’altra parte – dalla parte cioè di coloro che guardano con preoccupazione al progetto di rifacimento dell’estramurale – si è registrata la presenza di isole di resistenza che si sono concretizzate in interventi anche apprezzabili ma scoordinati e che nel complesso sono stati sovrastati dalla potenza di fuoco messa in campo dall’Amministrazione. Hanno taciuto le associazioni di categoria e non hanno parlato molti portatori di interesse che nel progetto eco-estramurale sono in qualche modo coinvolti (si pensi ad esempio al mondo della scuola con quattro istituti scolastici che si affacciano sull’arteria cittadina).

Messa così Corrado ha vinto facile, per giunta addebitando agli oppositori l’etichetta di misoneisti ovvero augurando loro “Buon Medioevo!”, secondo un’espressione dell’Assessore Beniamino Marcone poi ripresa da altri della maggioranza. In sostanza, Corrado ha raggiunto il suo obiettivo, trasfigurandosi in un personaggio mitico a lui caro – Prometeo – e ponendosi come colui che è disposto a soffrire tutto pur di fare un dono gradito ai suoi concittadini.

Insomma, le veline questa volta hanno funzionato bene e non si sono registrate sbavature; aspettiamo l’avvio dei lavori e il loro completamento sperando che il nuovo eco-estramurale sia utile e funzionale come attestano il Sindaco e i suoi tecnici anche perché fino a questo momento – tra progetti e comunicati – abbiamo messo in circolo solo carte.

 

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