Home Attualità Piazza Almirante, il “Carrubo” che divide

Piazza Almirante, il “Carrubo” che divide

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A cura di Gaetano Bucci

L’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), d’intesa col Comune di Corato, per celebrare la Giornata della Memoria ha piantato un albero di carrubo in piazza Almirante. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Corrado De Benedittis, il presidente della sezione di Corato Giovanni Capurso, la vicepresidente della sezione provinciale Anna Lepore e una ventina di persone.

Lasciamo da parte l’opportunità e il dovere mantenere viva la storia, anche per evitare il ripetersi di certi gravissimi errori e metodi come la guerra per risolvere le contese tra nazioni. La scuola, e l’insegnamento della Storia in primis, serve proprio a questo. Ciò su cui è legittimo nutrire perplessità è la retorica della memoria che negli ultimi anni sta procurando più danni che benefici, soprattutto quando essa è fortemente divisiva come è appunto la Giornata della Memoria contrapposta alla Giornata del Ricordo. Le critiche alla retorica della Shoah, soprattutto nel modo in cui si svolge in Italia, in cui la celebrazione dura settimane se non mesi, sono arrivate anche dal mondo ebraico e da intellettuali di punta dello stesso. Sarebbe opportuno pertanto che ci fosse un modo nuovo e possibilmente meno divisivo, contrastivo e di parte di coltivare la “conservazione dei fatti della Storia”. Un modo che non sia direttamente collegato agli interessi dei partiti e delle forze politiche in campo, salvaguardando ovviamente il principio della accettazione della democrazia, della libertà e dei diritti che ne conseguono.
Tocca però rilevare che l’Anpi, a Corato come in altre città italiane, spesso smette i panni di associazione combattentistica come di fatto è nata e si fa forza politica collaterale e partitica di appoggio. È evidente che così viene tradito lo spirito della memoria, in primis del messaggio e della missione antifascista e antidittatoriale che appartiene a tutto l’arco parlamentare e costituzionale e a tutta la cultura democratica.
Piantare un albero, non si capisce perché di carrubo, alla Memoria della Shoah nella ex-piazza Palermo, divenuta con cattivo gusto storico piazza Almirante, significa ripetere lo stesso errore di chi cambiò l’originaria intitolazione. Infatti, a questo modo si va a rintuzzare, specie tra i cittadini più di parte e intolleranti, lo scontro e l’odio reciproco. Non si capisce proprio come il sindaco De Benedittis, persona colta, e l’assessorato alla cultura abbiano potuto avvalorare scelte commemorative così dubbie e foriere di inutili polemiche e contrapposizioni.
Non aggiungo a ciò il fatto che il Comune di Corato ha messo a disposizione della organizzazione pugliese del treno della memoria la somma di quasi settemila euro, cosa che nessun altro comune ha fatto perché in fondo a tutto c’è un limite.
Purtroppo a Corato è emerso negli ultimi tempi un gruppo, in realtà poco rappresentativo della comunità, che ha in qualche modo usurpato la memoria e la coscienza storica e la sta piegando a più miseri interessi politici di parte. Dispiace perché in tale gruppo militano alcuni intellettuali molto stimati per preparazione e coscienza civile.
La Storia in verità non si vende e non si compra. È lì perché tutti la possano studiare e possano trarne insegnamento, se vogliono.

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