Home Attualità I saluti commoventi della dirigente Angela Adduci che va in pensione

I saluti commoventi della dirigente Angela Adduci che va in pensione

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A cura di Alessandra Quinto
Immaginiamo una trottola variopinta. Ferma immobile su un tavolo. Ecco che entra in azione una mano. La prende, inizia a farla girare, ed essa inizia a ruotare in un moto stabile sul piano orizzontale.
I colori si mischiano, e il giocattolo gira, gira, danza rigoroso sul lungo tavolo perennemente in equilibrio, sorvegliata dall’attenta mano.
Una mano “guida” dell’imprevedibile destinazione della traiettoria segnata dalla trottola.
E cos’è in fondo un dirigente scolastico per la sua scuola se non quella mano a cui affidarsi per non cadere dal tavolo? Cos’è se non il supporto necessario per continuare sempre a girare, per fondere quei colori simboli di singole realtà che “danno vita” ad uno stesso luogo, la scuola?
La preside Angela Adduci ha significato tutto questo per l’istituto Oriani- Tandoi. Una mano capace, coraggiosa, responsabile, inclusiva, che non ha mai dimenticato i “colori” di ogni studente, di ogni ragazzo, che in 12 anni di servizio ha instaurato un dialogo diretto con gli studenti dell’Istituto.
Come lei stessa ha ricordato in un commovente discorso di ringraziamento e saluti a tutti i componenti della dimensione scolastica dell’istituto, la scuola si fonda su momenti condivisi, su relazioni, incontri.
Le lettere, i pensieri letti ed espressi dai docenti e da tutto il personale hanno ribadito come la preside Adduci sia stata promotrice fin dall’inizio della sua carriera da dirigente di iniziative culturali, di attività extra-scolastiche capaci di far crescere nei ragazzi interessi e passioni diverse. Progetti la cui realizzazione è stata possibile grazie all’intenso contributo pratico e morale di una forte ed unita “squadra” composta dai vicepresidi, da tutti i docenti, dal personale ata, dal personale dsga, dalle amministrazioni comunali passate e quella presente, dalle realtà economiche ed imprenditori locali, dalle associazioni, sensibili al mondo della scuola.
Infondo, senza quella famosa mano, la trottola non avrebbe mai girato e sarebbe rimasta ferma sul tavolo.
E invece, nelle parole della preside, era tangibile l’amore, la devozione che ha rivolto al liceo classico e all’istituto professionale, nel suo sguardo, stanco sì, ma ancora vigile, tutti gli sforzi, i sacrifici di questi anni si traducevano in orgoglio di una donna che a testa alta può affermare di aver lasciato un segno profondo nella scuola e nei ragazzi. E adesso, con un po’ d’amarezza, firma l’ultima circolare, chiude per l’ultima volta le porte di quella scuola che ha nutrito con passione, audacia e che non la dimenticherà mai.
E’ arrivato il momento, lei volge le spalle: “Ad maiora liceo e istituto professionale, Oriani-Tandoi”.

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