In occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, istituita dall’UNESCO nel novembre 1995 e celebrata ogni anno il 23 aprile, data scelta per ricordare tre grandi autori della letteratura mondiale – William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Inca Garcilaso de la Vega – la FIDAPA, Sezione di Corato, in collaborazione con il club per l’UNESCO di Bisceglie, promuove un incontro formativo e culturale.
L’evento si terrà il 23 aprile 2026, alle ore 11,15, presso il Liceo Classico e delle Scienze Umane “A. Oriani” di Corato, e avrà come tema “Corato, il feudo e il 1799”.
L’iniziativa si inserisce pienamente nello spirito della Giornata del Libro, che non rappresenta soltanto una celebrazione della lettura, ma un’occasione per valorizzare il libro quale strumento di trasmissione del sapere, custode della memoria storica e veicolo di identità culturale.
La FIDAPA, da sempre impegnata nella promozione della cultura e della formazione, rinnova così il proprio impegno nel diffondere i valori della conoscenza e della partecipazione attiva, in linea con i principi dell’UNESCO, sottolineando il ruolo fondamentale della lettura e dello studio nella crescita individuale e collettiva.
Dopo i saluti di Annalisa D’Introno, Presidente FIDAPAsezione di Corato, e di Francesco Catalano, Dirigente dell’Istituto Scolastico, interverranno la ricercatrice storica e ambientale Pina Catino, curatrice del volume “Ettore Carafa. La famiglia, i luoghi, la rivoluzione”(Adda Editore) e Presidente Club per l’Unesco di Bisceglie, e il dottor Riccardo Carafa, Duca d’Andria e Castel del Monte, Conte di Ruvo di Puglia e Marchese di Corato.
Modererà il prof. Giovanni Capurso, referente del Dipartimento di Storia e Filosofia del Liceo.
L’evento è patrocinato dal Comune di Corato.
La cittadinanza è invitata.
Il personaggio:
Nella storia del Mezzogiorno, pochi nomi brillano con la stessa intensità di Ettore Carafa, duca d’Andria, conte di Ruvo e marchese di Corato. Figura affascinante e tragica, Carafa incarna il coraggio di chi, in un’epoca di poteri assoluti e rivoluzioni in fermento, scelse di sfidare il destino e le convenzioni della propria classe.
Nato nel 1767 in una delle famiglie più antiche e potenti del Regno di Napoli, Carafa avrebbe potuto vivere una vita agiata, immerso nei privilegi della propria condizione aristocratica. Ma il vento nuovo della Rivoluzione francese lo trasformandolo in un ardente sostenitore delle idee repubblicane. Le cronache lo ricordano come uno dei maggiori attivisti, nel Meridione, nel diffondere la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” del 1789. Fu un attivista scomodo per i Borbone. Tanto da essere arrestato. Riuscì ad evadere un paio di anni dopo e a far parte del Corpo di spedizione francese comandato da Napoleone che agiva in Italia.
La sua adesione agli ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza fu una scelta di campo, netta e pericolosa, che lo portò, dopo aver costituito una legione di volontari, a combattere in prima linea durante la Rivoluzione napoletana del 1799.
L’avventura della rivoluzione durò meno di cinque mesi. Ma furono mesi travolgenti.
Durante l’assedio di Pescara, Carafa dimostrò un coraggio leggendario: con pochi uomini, resistette a forze soverchianti, compiendo sortite audaci che entrarono nella memoria popolare. Ma il suo destino era segnato. Catturato e condannato a morte, affrontò il patibolo con una fierezza che trasformò la sua figura in mito.
Per noi ricordare Ettore Carafa significa cogliere la complessità di un uomo diviso tra due mondi: quello aristocratico da cui proveniva e quello nuovo che sognava di costruire.














































