Piazza Vittorio Emanuele come ultimo approdo, dopo settimane di attraversamenti nei quartieri, nelle periferie e nei luoghi più sensibili della città di Corato. Si è chiuso così “Di Zona in Zona”, il tour politico del candidato sindaco Pietro Zona, costruito come un lungo percorso di ascolto tra strade, piazze e confronti diretti con i cittadini.
L’ultima tappa, partecipata e densa di contenuti politici, ha assunto il valore di una sintesi pubblica di quanto emerso durante i quattordici incontri che hanno scandito la campagna elettorale. Accanto a Zona, a testimoniare il peso dell’appuntamento, anche la sottosegretaria agli Interni Wanda Ferro, l’eurodeputato Michele Picaro e il senatore Filippo Melchiorre.
Non una semplice chiusura di campagna, ma la rivendicazione di un metodo: presenza costante sul territorio, ascolto diretto e confronto senza filtri. «La vostra presenza è il segno che stiamo costruendo qualcosa di davvero importante», ha detto Zona aprendo il suo intervento. Un ringraziamento che è diventato anche una dichiarazione di intenti: «In questi giorni di campagna elettorale non sono mai stato da solo. Ho sempre avuto al mio fianco persone che con me vogliono assumersi la responsabilità di restituire a questa città la dignità che merita».
Il cuore del suo discorso si è concentrato sul tema della sicurezza urbana, indicata come priorità assoluta e condizione necessaria per ogni prospettiva di rilancio. «Il problema c’è e va affrontato. Non possiamo permetterci di girare la testa», ha affermato, legando il tema non solo alla vivibilità quotidiana ma anche alla crescita economica del territorio. «Se c’è sicurezza c’è sviluppo del territorio, c’è economia, c’è meno povertà».
Una visione che rifiuta interventi simbolici e iniziative occasionali. Da qui l’attacco a quelle che ha definito soluzioni estemporanee: «Non ci servono valanghe di soldi e qualche ombrellino in piazza».
Nel racconto della campagna, Zona ha insistito soprattutto sull’esperienza maturata nei quartieri: «Abbiamo incontrato tante persone, di tutti i ceti sociali, che ci hanno rappresentato i loro problemi, problemini e problemi più gravi. È stato veramente un percorso condiviso, un’esperienza grande».
A sostenere questa impostazione è intervenuta Wanda Ferro, che ha rilanciato il nesso tra legalità e sviluppo, definendo la candidatura di Zona «una scelta intelligente e lungimirante». «Dove c’è sicurezza, dove c’è legalità, c’è sviluppo», ha dichiarato la sottosegretaria, aggiungendo: «Sono felice di essere qui e di metterci la faccia».
Nel suo intervento anche un richiamo alla credibilità della politica e alla necessità di ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini. «Ho sempre pensato che la politica non si fa con la morale, ma la politica non si fa neanche senza morale. Questo significa dare fiducia ai cittadini che troppo spesso l’hanno persa».
Ferro ha poi sottolineato il significato concreto dell’azione amministrativa: «Amministrare la collettività significa assumersi la responsabilità delle scelte», richiamando l’attenzione su infrastrutture, servizi sociali, periferie e sostegno alle fasce più fragili.
Nel finale, Zona ha scelto di insistere sulla tenuta della coalizione che lo sostiene, respingendo l’idea di una somma di sigle e rivendicando invece un progetto unitario. «Io non ho dei partiti, è una sola squadra. Quando mi giro non vedo il candidato di un solo partito, perché noi siamo così uniti, così decisi e così tutti insieme dobbiamo amministrare questa bella città».
Con la chiusura di “Di Zona in Zona”, la campagna elettorale entra ora nella sua fase decisiva. Sul tavolo restano i temi che hanno accompagnato tutto il tour: sicurezza, legalità, sviluppo economico e una città che chiede risposte più profonde di una promessa da comizio.
Comunicato Stampa












































