Una serata di riflessione e confronto sui cambiamenti della società contemporanea quella che si è svolta sabato 3 ottobre alla Biblioteca comunale di Corato, dove l’avvocato Pierfrancesco Viti ha presentato il suo libro “Dal duello ai social”. A moderare l’incontro Michele Varesano, direttore editoriale de Il Quarto Potere.
Al centro della serata il percorso storico e filosofico attraverso il quale Viti analizza la trasformazione del confronto, dell’onore, della reputazione e della responsabilità individuale, dal duello tradizionale fino alla società dei social network.
Il punto di partenza è il duello, non considerato dall’autore soltanto come espressione di violenza, ma come una forma di confronto inserita, nel contesto storico in cui si sviluppò, all’interno di codici, regole e valori condivisi. Da qui prende avvio una riflessione più ampia sulla progressiva trasformazione dell’ordine morale e sociale.
Nella ricostruzione proposta da Viti, la Rivoluzione Francese rappresenta una cesura fondamentale: non soltanto un cambiamento dell’assetto politico europeo, ma l’avvio di una profonda trasformazione del modo di intendere libertà, uguaglianza, autorità e ordine sociale. Da quella frattura, secondo la tesi dell’autore, prende avvio un processo che nei secoli successivi conduce alla progressiva trasformazione dei riferimenti morali e sociali, fino al relativismo dei valori, all’individualismo della società contemporanea e alle più recenti trasformazioni culturali, rappresentate anche dalle ideologie woke e dal politically correct.
È in questa lunga trasformazione che Viti individua le radici della crisi dei valori e dell’individuo nella società contemporanea.
L’ultimo approdo di questo processo è rappresentato, nella lettura dell’autore, proprio dal mondo dei social: un ambiente nel quale il confronto diventa immediato, pubblico e permanente, la reputazione si misura attraverso la visibilità e la ricerca di consenso e il giudizio può essere amplificato rapidamente, senza i limiti e i codici che in passato regolavano lo scontro.
Da queste riflessioni il confronto si è poi spostato sull’attualità, coinvolgendo il pubblico presente con domande e interventi che hanno reso particolarmente vivace la seconda parte della serata.
Si è parlato della famiglia e della denatalità, della difficoltà di trasmettere valori e riferimenti tra generazioni, ma anche della libertà di espressione, soprattutto negli ambienti scolastici e universitari, dove è stata posta la questione della possibilità di esprimere liberamente posizioni non allineate al cosiddetto “pensiero unico”.
Il dibattito ha affrontato il tema della difficoltà di sostenere posizioni differenti da quelle prevalenti e del rischio che il dissenso venga delegittimato attraverso etichette, fino ad arrivare all’accusa di “fascismo” nei confronti di chi sostiene posizioni non riconducibili a quelle dominanti. Una discussione che ha riportato al centro il tema del pluralismo e della possibilità, in una società democratica, di confrontarsi realmente anche con chi la pensa diversamente.
Il confronto ha toccato anche il tema dell’accoglienza e dell’integrazione, sottolineando la necessità di regole capaci di rendere possibile una reale integrazione e, contemporaneamente, di garantire il rispetto della cultura e delle tradizioni della società che accoglie.
Altro tema affrontato è stato quello della memoria storica, a partire dal concetto di “storicidio” presente nel libro: il rischio, secondo la prospettiva di Viti, di una progressiva cancellazione o deformazione del passato attraverso una sua rilettura condizionata dalle categorie ideologiche del presente.
Temi diversi, dunque, ma accomunati dal filo conduttore del libro: la trasformazione dei valori e del modo in cui l’individuo si rapporta alla società, agli altri e alla propria storia.
La serata si è conclusa con un confronto particolarmente partecipato. Le numerose domande e riflessioni del pubblico hanno dimostrato come il libro abbia offerto lo spunto per andare oltre la dimensione storica del duello e interrogarsi su questioni profondamente attuali.
“Dal duello ai social” diventa così, nella prospettiva proposta da Pierfrancesco Viti, il racconto di un lungo percorso di trasformazione: dalla crisi dell’ordine tradizionale, individuata dall’autore nella frattura aperta dalla Rivoluzione Francese, fino alla crisi dei riferimenti valoriali della società contemporanea e alla nuova dimensione digitale del conflitto.















































