Il consigliere comunale Vito Scaringella interviene durante il Consiglio comunale: «Le imprese hanno investito, pagato tasse e oneri di urbanizzazione. Dopo 100 giorni aspettiamo ancora un tavolo di lavoro. Maggioranza e opposizione lavorino insieme»
«Non possiamo continuare a spiegare ciò che non funziona nella zona industriale di Corato richiamando quarant’anni di errori, inadempienze e scelte sbagliate. Il passato va conosciuto, ma chi amministra ha il compito di cambiare il presente».
È uno dei passaggi dell’intervento del consigliere comunale Vito Scaringella durante il lungo Consiglio comunale di ieri, nel quale ha richiamato l’attenzione dell’amministrazione sulle condizioni e sulle prospettive dell’area produttiva della città.
«Dopo sei anni di amministrazione De Benedittis – afferma Scaringella – dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che molti dei problemi strutturali della zona industriale sono ancora irrisolti. Continuare ad attribuirli esclusivamente a ciò che è accaduto nei decenni precedenti non aiuta a trovare le soluzioni di cui oggi le nostre aziende hanno bisogno».
Scaringella richiama quindi il contributo che il sistema imprenditoriale coratino ha dato e continua a dare alla città.
«Le nostre aziende hanno investito, hanno pagato oneri di urbanizzazione e tasse, creano occupazione e producono ricchezza sul territorio. È legittimo che chiedano infrastrutture, servizi e una progettualità adeguata a un’area produttiva che rappresenta una parte fondamentale dell’economia di Corato».
Da qui la richiesta di passare rapidamente a una fase operativa.
«Sono trascorsi circa cento giorni dall’insediamento della nuova amministrazione. Abbiamo atteso, senza pregiudizi. Adesso credo sia arrivato il momento di convocare un vero tavolo tecnico sulla zona industriale, coinvolgendo amministrazione, dirigenti, maggioranza e opposizione, associazioni di categoria e soprattutto chi nelle aziende lavora e investe ogni giorno».
Per Scaringella, infatti, il confronto con il mondo produttivo deve diventare parte stabile del metodo amministrativo.
«Assessore e dirigenti devono mettersi all’ascolto della classe imprenditoriale. Non significa difendere interessi di parte. Significa comprendere che dietro un’impresa ci sono lavoratori, famiglie, investimenti e giovani che possono scegliere se costruire il proprio futuro a Corato oppure cercarlo altrove».
Il consigliere chiede quindi che alle dichiarazioni d’intenti seguano obiettivi, responsabilità e tempi verificabili.«Serve un’operatività vera e costante. Dobbiamo smettere di utilizzare gli errori del passato come spiegazione permanente del presente e cominciare a chiederci, concretamente, cosa bisogna fare, chi deve farlo e in quali tempi».
Scaringella conclude ribadendo la disponibilità al confronto con la maggioranza:
«Su una questione così importante non mi interessa alzare bandiere politiche. Non è una battaglia tra maggioranza e opposizione, né tra destra e sinistra. È una questione che riguarda Corato.
Noi siamo pronti a sederci al tavolo e a dare il nostro contributo, con spirito costruttivo. Ma dopo cento giorni credo sia legittimo porre una domanda molto semplice all’amministrazione: quanti altri giorni devono passare prima di iniziare a lavorare insieme, concretamente, sul futuro della zona industriale?»















































