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Buoni educativi 0-3 anni, 35 famiglie senza copertura. Le minoranze chiedono l’utilizzo delle risorse residue, il Comune: «Già al lavoro per una soluzione»

La mozione presentata dai gruppi di minoranza chiede di utilizzare le risorse residue dell’ex Fondo di Solidarietà Comunale. L’Amministrazione: in corso gli approfondimenti per una soluzione giuridicamente corretta

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È il sostegno alle famiglie coratine che hanno presentato domanda per i Buoni educativi 0-3 anni della Regione Puglia il tema al centro di una mozione presentata dai gruppi consiliari Direzione Corato, Fratelli d’Italia, Nuova Umanità e Zona Comune e, nella stessa giornata, di una nota diffusa dal sindaco Corrado Nicola De Benedittis e dal vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali Felice Addario.

La questione riguarda le domande ammesse ai servizi educativi per minori da zero a tre anni che, pur risultando ammesse, non hanno trovato copertura nelle risorse regionali disponibili per l’anno educativo 2026/2027. Secondo quanto riportato nella mozione, per Corato si tratta di circa 35 domande.

Nel territorio comunale risultano accreditate nel Catalogo telematico dell’offerta per minori zerosei sette unità di offerta, tra micronidi, nidi e sezioni primavera, per complessivi 177 posti.

La mozione delle minoranze

I gruppi di minoranza, nella mozione indirizzata al presidente del Consiglio comunale, chiedono all’Amministrazione di utilizzare, nella misura necessaria, le risorse residue dell’ex Fondo di Solidarietà Comunale destinate allo sviluppo e all’incremento dei posti nido e contabilizzate nell’avanzo vincolato di amministrazione.

La mozione richiama, in particolare, le risorse relative agli asili nido presenti nell’avanzo vincolato, quantificate in 845.890,80 euro, nell’ambito di un ammontare complessivo di 1.106.038,56 euro riferito al Fondo Speciale Equità Livello dei Servizi (FELS), già Fondo di Solidarietà Comunale.

Secondo i promotori della mozione, le risorse relative agli anni 2022, 2023, 2024 e 2025, non ancora utilizzate ma riferite a un’offerta aggiuntiva già rendicontata positivamente, potrebbero essere impiegate per mantenere quella stessa offerta.

La mozione richiama inoltre le schede di monitoraggio degli obiettivi di servizio relative agli asili nido per gli anni 2023, 2024 e 2025, sostenendo che il Comune abbia rendicontato coerentemente gli utenti aggiuntivi rispetto agli obiettivi di servizio.

Da qui la richiesta di dare indirizzo al dirigente del Settore 5° – Servizi alla Persona affinché utilizzi le risorse residue per coprire le domande ammesse ma non finanziate delle unità di offerta presenti a Corato e relative a famiglie residenti in città.

La posizione dell’Amministrazione

Nella stessa giornata, il sindaco Corrado Nicola De Benedittis e il vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali Felice Addario hanno diffuso una nota nella quale precisano che l’Amministrazione comunale «è già al lavoro per garantire la copertura delle domande ammesse».

Secondo quanto riferito dal Comune, il dirigente del Settore Servizi alla Persona avrebbe trasmesso già il 9 settembre scorso un quesito istituzionale ai Dipartimenti e ai Ministeri competenti, chiedendo espressamente se fosse possibile utilizzare le risorse del Fondo speciale per l’equità del livello dei servizi – FESL, già FSC Asili nido, per sostenere i costi delle famiglie rimaste prive della copertura regionale.

La risposta, riferisce l’Amministrazione, è arrivata nei giorni successivi ed è stata messa a disposizione di ANCI Puglia e della Regione Puglia.

Il Comune evidenzia tuttavia che rimangono aperte alcune questioni tecnico-giuridiche e che sono in corso ulteriori approfondimenti, con l’obiettivo di evitare una soluzione che possa successivamente determinare irregolarità contabili o problemi nella validazione della spesa.

Parallelamente, l’Amministrazione riferisce di stare sostenendo le interlocuzioni avviate da ANCI Puglia con Regione Puglia, ANCI nazionale e Governo per arrivare a una soluzione uniforme per i diversi Comuni pugliesi interessati dalla stessa situazione.

L’ipotesi dei fondi comunali

La nota dell’Amministrazione indica anche una possibile soluzione qualora non fosse possibile superare le criticità relative all’utilizzo delle risorse sovracomunali.

«Nessuna famiglia ammessa sarà lasciata senza sostegno», affermano il sindaco e l’assessore, precisando che, qualora non fosse possibile individuare una soluzione attraverso le risorse sovraordinate, il Comune sarebbe pronto a coprire con fondi propri di bilancio l’ammanco.

L’importo stimato dall’Amministrazione è di circa 214 mila euro, corrispondente al valore dei Buoni al netto della compartecipazione delle famiglie.

Il tema più ampio dei servizi per la prima infanzia

Nella propria nota, il Comune collega la vicenda dei Buoni educativi anche alla più ampia strategia di potenziamento dei servizi per la prima infanzia.

L’Amministrazione annuncia infatti di essere al lavoro per l’attivazione dei due nuovi asili nido comunali di via della Macina e via Lago di Viti, che dovrebbero mettere a disposizione circa 160 nuovi posti, da aggiungere ai circa 210 già disponibili.

Secondo quanto riferito dal Comune, l’ampliamento consentirebbe di dare una risposta alla domanda di servizi educativi 0-3 anni attualmente presente in città.

La questione dei 35 nuclei familiari rimasti senza copertura regionale resta dunque al centro del confronto amministrativo, con due piani che si intrecciano: da una parte la necessità di individuare una soluzione per l’anno educativo 2026/2027, dall’altra il potenziamento strutturale dell’offerta di servizi per la prima infanzia.