Home Politica TARI 2026, la maggioranza boccia la mozione sui ristori per le imprese

TARI 2026, la maggioranza boccia la mozione sui ristori per le imprese

La mozione, presentata dal gruppo consiliare Fratelli d’Italia, proponeva l’utilizzo di risorse straordinarie del bilancio comunale per sostenere le attività economiche colpite dagli aumenti. Il gruppo critica la maggioranza per il voto contrario

0

TARI 2026 a Corato, la maggioranza boccia la mozione presentata da Fratelli d’Italia, in Consiglio comunale, per l’introduzione di misure straordinarie di ristoro a favore delle attività economiche colpite dagli aumenti.

A tal riguardo, il gruppo consiliare Fratelli d’Italia ha diffuso una nota nella quale contesta la decisione della maggioranza e torna a sollecitare interventi a sostegno del tessuto economico cittadino. Al centro della nota ci sono gli aumenti della TARI 2026 a carico delle utenze non domestiche e la proposta di utilizzare risorse straordinarie del bilancio comunale per sostenere le attività maggiormente colpite.

Di seguito la nota integrale del gruppo consiliare Fratelli d’Italia – Comune di Corato:

””STANGATA TARI 2026 SULLE IMPRESE: LA MAGGIORANZA
BOCCIA LA MOZIONE EXTRA-TARIFFARIA DI RISTORO E PREFERISCE IL SILENZIO”

TARI 2026: si è consumato l’ennesimo capitolo a danno del tessuto economico cittadino con l’incremento delle tariffe  TARI per l’anno 2026.

Tale incremento ha colpito duramente le utenze non domestiche — commercio di prossimità, artigianato, piccole e medie imprese, pubblici esercizi e professionisti — compromettendo la sostenibilità di realtà fondamentali per la tenuta occupazionale e sociale della nostra comunità.

Di fronte a questa gravosa situazione, il gruppo consiliare Fratelli d’Italia ha promosso e presentato una mozione consiliare d’indirizzo ai sensi dell’art. 42 del D.Lgs. 267/2000. L’atto proponeva un intervento improntato al massimo rigore giuridico e contabile: impegnare la Giunta e la struttura amministrativa a individuare risorse straordinarie ed extra-tariffarie a carico della fiscalità generale del bilancio comunale (o mediante l’avanzo di amministrazione disponibile) da destinare a ristori per le attività economiche colpite dagli rincari, senza traslare alcun costo sulle utenze domestiche o sulle famiglie e nel pieno rispetto del regime europeo degli aiuti di Stato (“de minimis”).

I punti cardine della mozione di indirizzo:

  • Tutela totale delle famiglie: Divieto assoluto di scaricare le agevolazioni per le imprese sulle utenze domestiche.
  • Copertura con bilancio comunale: Uso della fiscalità generale ed eventuale avanzo di amministrazione disponibile per un fondo straordinario e una tantum.
  • Criteri oggettivi: Assegnazione dei ristori basata sulle percentuali di incremento TARI subito e sulla tutela dei livelli occupazionali.
  • Correttezza contabile: Netta separazione tra la disciplina della TARI/PEF e la misura extra-tariffaria di sostegno.

LA DENUNCIA POLITICA DEL GRUPPO CONSILIARE

La mozione, che  durante il Consiglio del Comune di Corato celebrato il 31 agosto ha avuto il voto favorevole e unanime di tutta la minoranza, è stata tuttavia  RESPINTA dalla maggioranza di governo, la quale  si è limitata a vaghe promesse su ipotetiche riduzioni per gli anni a venire. L’esito del voto e l’andamento del dibattito d’aula pongono interrogativi politici improgabili:

  1. Gli aumenti TARI 2026 erano noti, ma durante la campagna elettorale l’Amministrazione ha preferito tacere. Le attività commerciali hanno scoperto il conto amaro solo a urne chiuse e voto espresso.
  2. Se la minoranza non avesse presentato questa mozione d’indirizzo, la maggioranza si sarebbe mai posta il problema di studiare misure di mitigazione a favore del tessuto produttivo?.
  3. Durante il dibattito in aula si è registrato il totale silenzio dei consiglieri di maggioranza. Nessun intervento, nessuna argomentazione: un atteggiamento che mostra scarsa comprensione del tema o, peggio, l’idea che il tessuto economico locale possa continuare ad accollarsi rincari a fondo perduto senza ricevere ascolto né supporto.

CONCLUSIONI

La mozione è stata bocciata nei numeri, ma la questione politica resta aperta ed urgente. Il tessuto economico e produttivo di Corato non necessita di rinvii a data da destinarsi o di promesse, ma di programmazione, trasparenza e risposte immediate.

Il gruppo consiliare Fratelli d’Italia continuerà a vigilare e a dare voce alle istanze dei commercianti, degli artigiani e delle piccole imprese cittadine, affinché non vengano lasciati soli di fronte alla pressione fiscale locale.”.