Home Politica Commissioni consiliari, Scaringella (Udc): «Le logiche di spartizione hanno prevalso sul merito»

Commissioni consiliari, Scaringella (Udc): «Le logiche di spartizione hanno prevalso sul merito»

Dopo l’elezione dei presidenti delle commissioni consiliari di Corato, il consigliere comunale dell’Udc Vito Scaringella critica il metodo seguito nelle nomine e chiede un maggiore coinvolgimento dell’opposizione

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A poche ore dal completamento dell’insediamento delle sette commissioni consiliari permanenti e dall’elezione dei rispettivi presidenti, arriva la presa di posizione del consigliere comunale dell’Udc, Vito Scaringella, che interviene sulle modalità con cui sono stati assegnati gli incarichi di presidenza e vicepresidenza delle commissioni.

In una nota, il consigliere di minoranza critica la scelta della maggioranza, sostenendo che le nomine abbiano seguito «logiche di spartizione» piuttosto che criteri legati alle competenze dei singoli consiglieri.

Scaringella evidenzia come, ad eccezione della prima commissione, tutte le presidenze e le vicepresidenze siano state assegnate a esponenti della maggioranza, ritenendo che ciò rappresenti una continuità con le prassi del passato, in contrasto con il cambiamento annunciato durante la campagna elettorale.

Secondo il consigliere dell’Udc, le commissioni consiliari dovrebbero rappresentare luoghi di confronto e approfondimento istituzionale, nei quali valorizzare le competenze di tutti i componenti, compresi quelli appartenenti ai gruppi di opposizione. Per questo auspica che, almeno nella fase operativa, venga garantito un effettivo coinvolgimento delle minoranze nell’attività delle commissioni.

Nella parte finale della nota, Scaringella interviene anche sulla mozione presentata dai gruppi di opposizione in materia di affidamenti diretti. Pur spiegando di non aver sottoscritto il documento per l’assenza di un preventivo confronto all’interno del proprio partito, dichiara di condividerne finalità e contenuti, auspicando un’ampia convergenza del Consiglio comunale sul tema della trasparenza amministrativa.

Ecco la nota integrale del consigliere comunale Vito Scaringella

«Si predica bene e si razzola male. Per anni abbiamo ascoltato proclami sulla volontà di cambiare metodo, superare le vecchie logiche e costruire una politica fondata sul dialogo e sulla valorizzazione delle competenze. L’insediamento delle commissioni consiliari ha invece raccontato tutt’altra storia».

È quanto dichiara il consigliere comunale dell’Udc, Vito Scaringella, dopo il completamento delle procedure di elezione dei presidenti e dei vicepresidenti delle commissioni consiliari.

«Ad eccezione della prima Commissione insediatasi, la cui vicepresidenza – dopo una sospensione proposta dal consigliere di maggioranza Giuseppe Di Bartolomeo e una riflessione interna tra i commissari di maggioranza, essendo pervenute due candidature – è stata affidata al consigliere Filippo Tatò di Direzione Corato, il quale si è riservato successive determinazioni personali a seguito di quanto emerso, tutte le presidenze e le vicepresidenze sono finite nelle mani della maggioranza. La giustificazione fornita è sempre la stessa: “Si è sempre fatto così”. Viene allora spontaneo domandarsi che fine abbia fatto il cambiamento tanto annunciato dai palchi. Se il criterio resta quello della prassi consolidata, i buoni propositi della campagna elettorale si sono già infranti davanti alle prime scelte politiche».

Secondo Scaringella, «ancora una volta hanno prevalso gli equilibri tra gruppi e appartenenze politiche, non le competenze personali dei singoli consiglieri, salvo qualche eccezione. Anche tra i banchi della minoranza siedono amministratori con curricula di assoluto valore, esperienza e una preparazione specifica nelle materie affrontate dalle diverse commissioni. Professionalità disponibili a offrire il proprio contributo e capaci di rappresentare un valore aggiunto per l’intero Consiglio comunale, ma completamente ignorate al momento in cui si è trattato di scegliere i presidenti e i vice presidenti».

«Le commissioni consiliari – prosegue – sono organismi chiamati ad approfondire i provvedimenti, elaborare proposte e lavorare nell’interesse esclusivo della città. Trasformarle in un ulteriore spazio di spartizione politica significa perdere un’occasione importante e marcare ancora una volta una netta separazione tra maggioranza e opposizione».

«Un’impostazione del genere non tiene conto della funzione stessa delle commissioni, nate per favorire il confronto e consentire a tutti i consiglieri di contribuire alle decisioni amministrative. In quelle sedi si dovrebbe lavorare insieme per Corato, mettendo da parte gli schieramenti e valorizzando idee, capacità ed esperienze».

Il consigliere dell’Udc auspica ora un cambio di passo nella fase operativa.

«Mi auguro che, almeno nel lavoro quotidiano, queste logiche vengano accantonate e si tenga realmente conto del pensiero di chi siede tra i banchi dell’opposizione. Il confronto non rappresenta un ostacolo, ma una risorsa. Le proposte utili alla comunità non hanno colore politico e meritano attenzione indipendentemente dalla parte dalla quale provengono».

Scaringella interviene infine sulla mozione presentata dai gruppi di opposizione in materia di affidamenti diretti.

«Condivido pienamente lo spirito e i contenuti della mozione, finalizzata a garantire maggiore trasparenza e un ricorso più rigoroso agli affidamenti diretti. Non ho sottoscritto la mozione poiché non ci sono stati tempi congrui per una analisi ed una riflessione condivisa all’interno del partito. Ciò non modifica, tuttavia, la mia posizione circa l’importanza dell’iniziativa».

E conclude: «Mi auguro che la mozione possa ottenere la più ampia condivisione in Consiglio comunale. Trasparenza, correttezza amministrativa e tutela dell’interesse pubblico devono essere obiettivi comuni, non elementi di contrapposizione politica».