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Giornate Europee dell’Archeologia 2026: a Corato convegno ed escursione a cavallo nel sito di San Magno

Il 12 e 14 giugno l’Archeoclub d’Italia “P. Emilio D’Angelo” propone due appuntamenti dedicati al rapporto tra archeologia, paesaggio e storia della Puglia tra convegni, territorio ed esperienza immersiva

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Dal 12 al 14 giugno 2026 torna l’appuntamento con le Giornate Europee dell’Archeologia.

Evento coordinato dall’Istituto Nazionale Francese di Ricerca Archeologica Preventiva (Inrap) e organizzato in Italia dal Ministero della Cultura, Direzione Generale Musei e Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

L’edizione 2026, dedicata al tema “Archeologia in corso”, mette al centro il processo della ricerca archeologica, valorizzandone il dietro le quinte: dagli spazi del sapere a quelli della narrazione.

Anche quest’anno l’ Archeoclub d’Italia “P. Emilio D’Angelo” – Sede di Corato aderisce alle “Giornate Europee dell’Archeologia”, con il programma PAESAGGI, STORIA ED ESPERIENZA: DUE APPUNTAMENTI PER SCOPRIRE IL TERRITORIO“.

Il 12 e il 14 giugno due eventi si intrecciano in un unico percorso di conoscenza dedicato al rapporto tra uomo, paesaggio e patrimonio culturale.

Il 12 Giugno il convegno “Paesaggi e archeologia della Puglia“, a cura dell’archeologo Pierfrancesco Rescio, accompagnerà il pubblico in una riflessione sul modo in cui le comunità del passato hanno modellato il territorio pugliese. Un viaggio tra archeologia, agricoltura, ambiente e memoria storica per comprendere come il paesaggio che oggi conosciamo sia il risultato di secoli di interazione tra natura e attività umana.

I tratti unici di questa regione raccontano una storia di adattamento umano che attraversa epoche come l’età del bronzo, l’epoca romana, il medioevo e l’età moderna. L’archeologia pugliese, in particolare nei nostri territori, non si limita a studiare monumenti, ma è fondamentale per capire come le antiche comunità gestissero l’uso della terra, le pratiche agricole e le risorse idriche in un ambiente mediterraneo caratterizzato da estati calde e siccitose. La cultura agricola si è sviluppata attorno a colture mediterranee resistenti alla siccità, come l’ulivo, la vite, il grano duro e vari ortaggi, perfettamente adatti ai terreni calcarei e alla scarsa disponibilità d’acqua, così come le masserie e i trulli, insieme ai muretti a secco che disegnano terrazzamenti e confini, sono testimonianze tangibili di una vita rurale che ha saputo sfruttare microclimi e suoli.

Gli studi archeobotanici e i ritrovamenti di attrezzi hanno rivelato tecniche antiche come la rotazione delle colture, la raccolta e conservazione delle sementi, e pratiche di irrigazione semplici che hanno garantito la sopravvivenza in ambienti spesso aridi.

Il 14 Giugno, questi temi prenderanno forma sul campo con l’escursione a cavallo presso il sito archeologico di San Magno, in collaborazione con l’associazione Natura A Cavallo Bari e San Giuseppe agriturismo e circolo ippico, un’occasione unica per vivere direttamente il paesaggio raccontato durante il convegno.

Attraversando sentieri, campi e testimonianze storiche, i partecipanti potranno osservare da vicino quel dialogo tra natura, storia e attività umane che ha plasmato il territorio nel corso dei secoli.

Due appuntamenti complementari: il primo per conoscere e approfondire, il secondo per esplorare e sperimentare.

Insieme offrono uno sguardo completo sul patrimonio archeologico e paesaggistico della nostra terra, dimostrando come la conoscenza del passato possa aiutarci a leggere il presente e immaginare il futuro.

L’iniziativa, presente anche nella programmazione delle attività culturali di Sistema Museale Integrato Corato – SMICO, rientra in un progetto ben più ampio a sostegno delle attività di promozione turistica e di valorizzazione del patrimonio culturale e sostenuto dalla Camera di Commercio di Bari.