Home Ricorrenze 25 Aprile, ANPI Corato: “La Costituzione bussola in tempi di incertezza”

25 Aprile, ANPI Corato: “La Costituzione bussola in tempi di incertezza”

Il Comitato direttivo ANPI “Maria Diaferia” riflette sul valore della Liberazione e richiama l’importanza dei principi costituzionali nelle sfide del presente

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In occasione della Festa della Liberazione, che si celebra il 25 aprile, il Comitato direttivo ANPI Corato ‘Maria Diaferia’ affida a una riflessione pubblica il significato attuale della ricorrenza, richiamando il valore della Costituzione come guida nei tempi di incertezza che attraversano il presente:

Il 25 aprile è un respiro collettivo, un ricordo vivo di quando l’Italia scelse di rialzarsi, di dire “no” alla paura e “sì” alla dignità. È il giorno in cui celebriamo la Liberazione dal nazifascismo, ma anche un invito a guardare il presente con occhi vigili e cuore saldo.

Tante sono le sfide del presente. Oggi il mondo è di nuovo attraversato da venti inquieti. Guerre e tensioni geopolitiche ridisegnano confini, alimentano instabilità e mettono alla prova i valori democratici.

In Europa, il conflitto in Ucraina continua a ricordarci quanto la pace sia fragile; in Medio Oriente, le ferite si moltiplicano; e persino nelle democrazie consolidate, il linguaggio dell’odio e della divisione sembra trovare nuovi spazi.

Il 25 aprile ci insegna che la libertà non è mai un dono definitivo, bensì una conquista quotidiana. I partigiani combatterono non solo per liberare un territorio, ma per affermare un’idea: che ogni persona abbia diritto a vivere senza catene, senza paura, senza censura.

Oggi, quella stessa idea deve guidarci di fronte a sfide globali che non conoscono confini.

Celebrare questa giornata significa anche chiederci: cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per difendere la libertà? Significa vigilare contro ogni forma di autoritarismo, proteggere il pluralismo dell’informazione, sostenere chi fugge da guerre e persecuzioni. Significa, soprattutto, non restare indifferenti.

Il 25 aprile è memoria, ma è anche un momento identitario. Ci ricorda che la storia è un fiume che scorre nel presente. E che, se vogliamo che la corrente ci porti verso un futuro di pace e giustizia, dobbiamo remare insieme, con la stessa determinazione di chi, ottant’anni fa, scelse di liberare un Paese intero.

Per la nostra comunità, la ricorrenza, quest’anno, cade anche nel pieno della competizione elettorale. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di amministratori che sappiano vivere la Costituzione nata dalla lotta antifascista e tradurla in scelte concrete.

La Costituzione è un patto vivo che chiede di essere incarnato ogni giorno, soprattutto da chi amministra la cosa pubblica. Ogni articolo, ogni principio, è una bussola morale e giuridica: dalla tutela della dignità umana alla promozione dell’uguaglianza, dalla libertà di espressione alla solidarietà sociale. Ma questi valori rischiano di restare lettera morta se non trovano spazio nelle decisioni concrete, nei bilanci, nei regolamenti, nelle scelte quotidiane di chi governa.”.